Sardegna: Ogliastra

17 Luglio 20208min172
ogliastra

Il mare limpido dell’Ogliastra, la sua natura grandiosa, dalle misteriose montagne del Supramonte alle selvagge spiagge della costa, e sapori antichi e semplici spiegano perchè qui superare un secolo di età è un gioco.

L’ Ogliastra, terra sarda dall’animo selvaggio, si estende dai contrafforti del Gennargentu sino alle acque del Tirreno. Qui crea alte falesie che cadono a picco nel mare, plasmando un territorio di bellezza incomparabile merita d’essere conosciuto attraverso i suoi sentieri. Questa regione straordinario insieme di tesori, di cui stupefacenti è la proporzione dei centenari rispetto al numero delle nascite: cinque volte superiore a quello registrato nel resto del mondo! Un’approfondita ricerca scientifica ha scoperto che qui esiste una sorta di elisir di lunga vita. Gli ingredienti sono facili da trovare e sono tutti autentici: un’attività fisica costante, un’alimentazione fatta di prodotti naturali e, soprattutto, un territorio ricco laghi, boschi, fiumi; dove in pochi minuti di auto si passa dall’alta montagna alle splendide spiagge della costa.

La morfologia di questo territorio e le difficoltà di collegamento hanno favorito nei secoli la conservazione di un patrimonio ambientale e culturale stupefacente, salvandolo da quell’edificazione selvaggia che purtroppo ha segnato molte zone dell’isola. Le scogliere scoscese, tra cui spiccano per i rossi porfidi di Arbatax, sono inframmezzate da cale di soffice sabbia, e questo rende le spiagge dell’Ogliastra tra le più belle e rinomate del Mediterraneo. Ci sono cala Sisine, cala Coloritzè e Biriola: luoghi dove la roccia si tuffa nell’acqua con mille sfumature e dove fino a pochi decenni fa vivevano ancora gli ultimi esemplari di foca monaca.

Al di là delle spiagge famose e del patrimonio archeologico ed artistico, l’Ogliastra possiede ambienti incontaminati, con particolarità geologiche, botaniche e faunistiche che ne fanno un grande museo naturale, così vario e vasto che è praticamente impossibile conoscerne la sua interezza.

Siamo in una regione famosa per i profondi canyon e per i boschi inaccessibili, dove regna il silenzio e dove sopravvivono ancori alberi plurisecolari. Questa zona, con il maestoso massiccio del Gennargentu è il cuore vero della Sardegna, quello che nessuno è mai riuscito a conquistare, dai Cartaginesi, ai Romani, alle successive popolazioni. Ancora oggi l’isolamento di alcune zone è totale, un elemento che spiega molti degli aspetti del carattere ogliastrino, come la fierezza di chi non si è mai arreso e la resistenza a ogni tipo di cultura straniera, tanto più a quella convenzionale imposta dal continente, monarchia o repubblica che fosse. Le poche strade che attraversano queste verde territorio sono quasi ovunque deserte e le distanze tra i piccoli borghi, soprattutto di notte, talvolta sembrano immense. Questi luoghi conservano il fascino di un regno di antichi guerrieri e pastori, un mondo di superba ed esclusiva bellezza. E per questo immutato splendore, lo spettacolo che appare ancora oggi davanti dei visitatori non si discosta molto da quello che alcune migliaia di anni fa si presentò allo sguardo dei primi mercanti fenici.

Per le sue tradizioni ancestrali e per la ricchezza naturalistica degli ambienti, l’Ogliastra è una delle regioni più affascinanti della Sardegna. Una continua suggestione di scenari tutti da scoprire in una vacanza in auto o camper, ma soprattutto al ritmo dei propri passi o del lento correre delle ruote di una bicicletta.

L’escursione nella gola del Gorropu inizia da Ghenna ‘e Silana in prossimità dell’albergo Silana e della cantoniera Anas, da dove s’incomincia a percorrere un sentiero in discesa che si snoda tra boschi alla base di alte pareti. Durante il percorso è quindi possibile ammirare grandi esemplari di leccio, ginepro e alcuni vecchi corbezzoli, di cui uno situato proprio a margine del sentiero, che possiede una circonferenza di oltre 2 metri. L’itinerario, sempre in discesa permette di raggiungere anche due vecchi ovili con la tipica forma a capanna e realizzati interamente con il durissimo e contorto legno di ginepro. Ripreso il cammino, il sentiero alterna passaggi su brulla pietraia a tratti boschi con alberi secolari. Arrivati dopo circa due ore nel fondovalle, si costeggiano alcune pozze dall’acqua cristallina e, pagato il biglietto per la visita, si può entrare nel canyon del Gorropu. Quest’impressionante gola si è formata grazie all’azione erosiva del rio Flumineddu, che scavando il suo corso nella tenera roccia calcarea ha dato origine a pareti rocciose alte fino a 450 metri. La gola del Gorropu è considerata uno dei canyon più profondi d’Europa, ma nonostante questo la sua esplorazione è abbastanza semplice, almeno nel tratto iniziale, man mano che ci si addentra nella gola, il fondo risulta ricoperto da grandi massi levigati dalla furia delle piene, che costringono a compiere un continuo saliscendi tra le rocce. L’aumento della difficoltà è però proporzionale al fascino del luogo: dopo pochi minuti di cammino ci si trova circondati da pareti rocciose, che si fanno sempre più alte man mano che la gola si restringe. Lo spettacolo che si presenta è unico.

S’arcu els Forros (XV- XIII sec, a.C.) doveva essere una località con una forte valenza religiosa come testimoniano i numerosi e importanti reperti recuperati nella zona. L’elemento più rappresentativo del complesso sono comunque i resti di un grande tempio legato al culto delle acque e preceduto da un recinto con vari ambienti che delimitavano l’area sacra. Interessante è anche una costruzione formata da due torri troncoconiche, poste a poca distanza dal tempio e interpretabili come fornaci per la fusione dei metalli.

Il bosco di-Selene, ricco di ma secolari, lecci e castagni, conserva nel suo interno un’interessante area archeologica costituita dai resti di un nuraghe, un agglomerato di capanne e due tombe dei giganti.

Il complesso archeologico di Scerì, immerso nella macchia mediterranea, comprende due domus de janas (3000 a.c.), nuraghe (1500-1200 aC.) e i resti di alcune capanne circolari. Il nuraghe, posto in una posizione sopraelevata e dominante, è composto da una torre principale alta quasi 5 metri e di un corpo aggiunto leggermente più in basso. Alla base del nuraghe sono l’antemurale e la cinta esterna delle fortificazioni, mentre sul fianco della collina dove sorge il nuraghe, vi sono le due domus de janas (tombe scavate nella roccia), che testimoniano la presenza umana a Scerì già nell’epoca neolitica.

Poco prima di raggiungere il mare sì svolta a destra per la zona archeologica S’Ortali ‘e su Monti. II complesso comprende un nuraghe con antemurale e annesso villaggio, una tomba dei giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Il nuraghe presenta un ingresso trapezoidale che introduce in un ambiente dove sulla parete di sinistra è situata la scala che conduce al piano superiore.

 


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