Almeria

20 Ottobre 20209min322
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Tre chiavi per capire Almería: per arrivare al cuore di Almería devi conoscere questi tre elementi

ESSENZA ARABA

Durante il periodo musulmano Almería raggiunse il suo massimo splendore. Il primo Califfo di Córdoba, Adb al-Rahman III, nell’anno 955, dà al borgo marittimo di Al-mariyyat-Bayyana la categoria di medina o città, attratto dal posizionamento strategico della baia come punto di difesa della costa. Ciò attirò i commercianti convertendo Almería in una delle città più popolate della Penisola Iberica. Questo passato bellicoso e commerciale è ancora presente.

ATMOSFERA CINEMATOGRAFICA

Almería è stata la location cinematografica prescelta da grandi registi come David Lean, Steven Spielberg e Sergio Leone, suggestiva per la varietà dei suoi paesaggi che variano da scogliere ricche di leggende marine a montagne e persino a un vasto deserto. Scelta anche per la luce speciale di questa zona della Spagna. La città di Almería ha ospitato anche le riprese di tante scene di film, il più recente “Il Trono di Spade” che ha utilizzato come scenario l’Alcazaba.

SPIAGGE INFINITE

In provincia di Almería si trovano oltre 200 chilometri di litorale con belle spiagge e cale perfette per fare il bagno. In questa zona è garantito per tutto l’anno un clima mite. Ci sono diverse zone interessanti da visitare: Poniente (con complessi turistici dotati di comfort per trascorrere una splendida vacanza), la città di Almería, Cabo de Gata-Níjar e Levante (con incantevoli spiagge alcune ancora vergini). Vi colpirà la varietà dei paesaggi tra i quali spiagge deserte con fondali cristallini, zone di boschive mediterranee e zone desertiche.

COSA VEDERE?

L’Alcazaba, imponente e visibile da ogni punto della città, si cominciò a costruire nell’anno 955 per volere di Adb al-Rahman III, a seguito della fondazione della città. Questo palazzo reale è, dopo l’Alhambra di Granada, la costruzione musulmana più grande della Spagna, con un perimetro murato di 1430 metri.  La torre di vigilanza si trovava nella parte più alta del Cerro dell’Alcazaba. La Medina: è il nucleo originario della città. Adb al-Rahman III la fece chiudere, iniziando la costruzione dell’Alcazaba per la difesa ed una grande moschea. Dall’Avenida del Mar alla via de la Reina si estendevano viuzze (non più di 3 metri) attraversate da strade secondarie, ancora più strette e tortuose, che ora invitano i turisti a perdersi spensierati assaporando secoli di storia nei suoi dintorni. Gli Aljibes Árabes, in via Tenor Iribarne, risalgono al secolo XI quando il re Jayrán ordinò la sua costruzione per l’uso pubblico visto che in città mancava una rete di approvvigionamento dell’acqua. Se ne conservano tre navate comunicanti, di 15 x 3,5 m, con un volume di acqua contenuto di 630.000 litri, sufficiente per rifornire la città al momento degli assedi. La Cattedrale: è un’altra meta obbligata per tutti i visitatori. Nel 1522 il vescovo Fray Diego Fernández de Villalán decise la sua costruzione dopo che un terremoto distrusse completamente la precedente. Dà le sembianze più di una fortezza che di un tempio, questa è la sua particolarità. Utile sia per la preghiera che per proteggere la popolazione dagli incessanti attacchi dei pirati berberi. I solidi contrafforti, grosse mura, carenza di vetrine mostrano già un’idea della sua utilità. Nelle vicinanze si trovano il Convento de las Puras e il Palazzo Episcopale. Il “Cable Inglés”: Eredità dell’attività mineraria che si svolge durante i secoli XIX-XX. Lo sfruttamento delle miniere di Alquife (Granada) e delle montagne della provincia avevano la loro finestra commerciale nel porto almeriense conducendo la ferrovia fino al mare. Così, il caricatoio di minerale (ferro) si trova sulla spiaggia di le Almadrabillas, accanto al molo di levante. Inizialmente era proprietà della compagnia mineraria inglese “The Alquife Mines Railway Limited” che cominciò a costruirlo nel 1902, pur essendo un esempio di Architettura del Ferro degli inizi del secolo XX. Composto da due parti: l’accesso che unisce la stazione ferroviaria con il caricatoio, e il suo molo ove i treni potevano scaricare direttamente nella stiva. Piazza della Costituzione: anche chiamata Piazza Vecchia, è la piazza più antica della città, dove si respira un’atmosfera carismatica, essendo centro popolare di giochi, feste. In epoca musulmana era una piazza irregolare dove si svolgeva il mercato, raggiunge il suo aspetto definitivo nel secolo XIX, con portici e abitazioni a due piani. La piazza è presieduta dal municipio (fine XIX – inizio XX), il cui orologio della facciata suona la popolare melodia del Fandaguillo di Almería ogni quarto d’ora, e gli accordi completi nelle ore in punto.

COSA MANGIARE?

Almería è stata eletta Capitale Spagnola della Gastronomia 2019, titola che ispira eccellenza nei prodotti e varietà di ricette che combinano tradizione e modernità. La sua particolare ubicazione, fra il Levante e il Sud spagnolo, arricchisce la sua cucina con elementi comuni ai suoi vicini mediterranei ma allo stesso tempo unici. Inoltre, il tardivo decollo economico favorì la scarsa alterazione degli usi e costumi culinari, con i quali la cucina tradizionale viene mantenuta viva. Da sottolineare fra questa: Migas; i Gurullos, per chi non vuole dimenticare la pasta neanche in vacanza, questa è una specialità almeriense che si prepara con coniglio e lumache, oppure con polipo e calamari o il Cherigan. Per i più golosi, i Pebetes, che si servivano soltanto nei matrimoni e dove la farina, lo zucchero, le uova e il miele sono i protagonisti di questa meraviglia per il palato. Il gambero rosso è una delizia da non perdere, gustabile in ogni momento e in mille modi diversi. Bisogna passeggiare per assaggiare tranquillamente queste delizie. Camminare per le strade almerienses e lasciarsi inebriare dalla luce e calore che irradiano.

COSA FARE?

Almería è una città attiva dove musei, teatri, attività nautiche sono sempre alternative fattibile. Sicuramente la prima cosa da fare in luogo sconosciuto è scoprire la città, i suoi vicoli e le sue arti, senza dimenticare mai di scambiare qualche parola con gli abitanti per capire la gentilezza e il garbo che li caratterizza. Le strade pedonali del centro storico permettono il contatto con i resti patrimoniali, testimoni di secoli di storia, mentre che le sue statue e sculture abbelliscono gli spazi con la loro presenza statica ma affascinante. Ad esempio, “La Espera” a Piazza di San Sebastián che invita al relax, o “Las Gárgolas” di fronte al Teatro Apolo che “guardano chi vanno a guardare” (cioè gli spettatori del teatro). Entrambi sculture create da Javier Huercas. I belvederi che circondano la città, offrono formidabili panorami. Nel Barrio (borgo) Pescadería-La Chanca, originariamente borgo musulmano del Aljibe, si trovano i cosiddetti “Barranco de Greppi” e “Cerrillo del Hambre”, raggiungibili dalla via Cara e dalla via del Hospicio Viejo, una delle più singolari. Dall’Alcazaba scende attraverso il Barranco de la Hoya la muraglia costruita nei tempi del re Jayrán (1012-1028) che arriva al Cerro de San Cristóbal, altro magnifico belvedere che i Templari di Alfonso VII trasformarono in fortezza-cappella dopo la conquista della città nel 1147.

 


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