Ancora niente trasporti verso i centri diurni per i disabili. La denuncia dell’associazione “In nome dei diritti”

29 Settembre 20202min194
Disabil

Occorre non abbassare la guardia sulle delicatissime e difficoltose situazioni in cui vivono le famiglie di persone disabili.

L’associazione In nome dei diritti onlus fa sapere che alcune famiglie di Scandicci con figli o parenti disabili lamentano che in ambito di trasporto verso i centri diurni la situazione, dopo l’interruzione dei servizi causata dalla pandemia, “è ancora lontana dalla normalità”.

ln pratica l’associazione, tramite il presidente Alessandro Martini, afferma che il “servizio di trasporto verso i centri diurni sociosanitari continua ad essere sospeso; i genitori, quelli che possono, devono quindi accompagnare i propri figli disabili autonomamente. Per quelli più anziani che non possono o non se la sentono, l’unica possibilità è tenere i propri cari a casa”. La frequentazione di questi centri è spesso di primaria importanza per un disabile intellettivo e, specifica Martini, “si tratta di servizi previsti dai livelli essenziali di assistenza e facenti parte del piano personalizzato di ciascun soggetto”.

Ma c’è un altro tema verso cui punta l’indice l’associazione: “Le famiglie di disabili asseriscono – dichiara Martini – che da almeno una settimana sia la mattina che il pomeriggio non risponde nessuno ai numeri degli uffici di assistenza sociale del comune di Scandicci”.

Noi poco fa abbiamo fatto una verifica e in effetti al numero 055.75.91.541, alle ore 17:27 di oggi, martedì 29 settembre, nessuno ha risposto. Questo è il numero del segretariato sociale di Scandicci e sul sito della Società della salute nord-ovest è scritto chiaramente che è utilizzabile il martedì e il giovedì dalle 17 alle 18. E oggi è martedì…

“Molte famiglie necessitano di rivedere il piano personalizzato dei propri cari, ma raggiungere telefonicamente gli appositi uffici comunali è impossibile”, conclude mestamente l’associazione.


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