Asili nido chiusi, emergenza COVID-19… E noi famiglie dobbiamo continuare a pagare la retta alla struttura scolastica?

6 Marzo 20203min16055

La diffusione, ormai quasi generale, del c.d. Coronavirus  sul territorio nazionale rischia di ripercuotersi pesantemente sulle tasche di tutti: dall’imprenditore al piccolo artigiano, dal lavoratore dipendente al libero professionista.

Preso atto che la diffusione del COVID – 19 ha comportato la chiusura coatta di numerose attività,  in questa sede vorrei fare chiarezza circa il diritto per le famiglie con bambini frequentanti gli asili nido (estendendo la fattispecie anche a scuole private/ Università) di chiedere l’interruzione del pagamento delle rette a fronte dell’obbligo forzato di sospensione delle attività scolastiche di ogni ordine e grado imposto dal nostro Governo.

Orbene, se l’art. 2 della Costituzione impone a ciascuna delle parti del rapporto contrattuale di “agire in modo da preservare gli interessi dell’altra” quale è la conseguenza ove non venga prevista alcuna sospensione dei pagamenti?

Nel caso di specie, l’articolo 1467 del codice civile ci fornisce un valido aiuto.  Infatti, ai sensi di tale disposizione “(…) Se la prestazione di una delle due parti (genitori) è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari ed imprevedibili la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto” . Detta soluzione potrà essere evitata se la parte contro la quale è domandata la risoluzione (istituto scolastico/ asili, etc.) si propone di modificare le condizioni contrattuali per superare lo squilibrio intervenuto tra le parti.

Tra gli eventi ‘straordinari ed imprevedibili’ ben potrà essere sicuramente annoverato il COVID- 19 a causa del quale  la situazione emergenziale è così elevata da aver comportato la misura drastica della chiusura delle scuole.

Anche l’art. 1463 del codice civile nel disporre che “nei contratti a prestazioni corrispettive la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito” conferma che per il periodo di sospensione delle attività scolastiche alcun  pagamento è dovuto.

Pertanto, le famiglie ben potranno domandare una sospensione/ interruzione dei pagamenti a fronte dell’impossibilità della struttura ad eseguire la prestazione principale (apertura dell’asilo e conseguente frequentazione dei bambini) per un ordine intervenuto dall’Autorità Governativa (c.d. factum principis): ciò, dunque,  non comporterà alcuna violazione degli obblighi contrattuali.

Avv. Chiara Caciolli


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