Austria: Kals am Großglockner

7 Giugno 20208min217
Kals am Großglockner

Dolce e aspra, rassicurante e selvaggia, la Dorfertal regala emozioni uniche. Inizialmente si sale la Daberklamm, una gola profonda, sovrastata da cime alte più di 3000 motti, nel Parco Nazionale degli AltiTauri. Si cammina su una cengia ardita, che taglia a mezzacosta una spettacolare parete di roccia calcarea a picco sul fiume, incastonato varie decine di metri più in basso. Osservato da un’aerea piattaforma di metallo, letteralmente sospesa nel vuoto, il rio mostra tutta la sua “giovanile irruenza”, soprattutto in primavera quando la portata è maggiore. La corrente è fortissima nelle strettoie, talvolta ostruite da grossi tronchi, portati a valle dalle slavine. Più in alto il paesaggio si apre, diventa più solare esuberante scivola tranquillo tra i pascoli, punteggiati da malghe e da vecchi masi costruiti con materiali facilmente reperibili in loco, la pietra e il legno. Il verde dei monti talvolta è interrotto da spettacolari cascate roboanti o dai resti ghiacciati di poderose valanghe, che il sole d’estate non sempre riesce a sciogliere. Se si parte da Kals am GroBglockner ci vogliono due ore per raggiungere il Rifugio Kalser Tauernhaus, massiccia costruzione con i muri di sasso, eretta tra 1928 e il 1930 dalle guide locali. Nella seconda metà del Novecento questa struttura dall’aspetto austero fu acquistata dalla Sezione Mônchen Gladbach del Deutscher Alpenverein, il Club Alpino Tedesco, che ancora ne detiene la proprietà.

Adagiato a 1755 metri, il rifugio è un comodo punto d’appoggio per chi vuole addentrarsi nel cuore del Parco degli Alti Tauri o sull’Adlerweg, il Sentiero dell’Aquila. Quest’ultimo è un percorso lungo 413 chilometri, percorribili in 33 tappe (9 in Osttirol), articolate da St. Johann a St. Anton am Arlberg, sempre nel Tirolo austriaco. Chi non se la sentisse di affrontare tutto può limitarsi a raggiungere l’idilliaco Lago Dorfer, particolarmente fotogenico nel periodo della fioritura delle rose alpine (estate).

A metà degli anni Ottanta del secolo scorso, l’armonia di quest’angolo dell’OsttiroI rischiò di essere definitivamente compromessa: la Dorfertal avrebbe dovuto ospitare un vasto e profondo lago artificiale, per la produzione di energia idroelettrica. Al progetto si opposero fermamente gli abitanti di Kals am GroBglockner che bocciarono l’iniziativa con il voto espresso al referendum popolare del 20 settembre del 1987. Da allora la Dorfertal è il simbolo dell’impegno a favore dell’ambiente. Una scelta saggia, lungimirante e vincente per un territorio che ha una sola straordinaria risorsa: la natura incontaminata. Non c’è perciò da meravigliarsi se proprio a Kals am GroBglockner furono girate alcune scene della miniserie televisiva Heidi, diretta da Michael Ray Rhodes.

Con meno di 4200 abitanti distribuiti in varie frazioni sparse, il paese conserva chiese solitarie dai campanili slanciati letteralmente alla deriva nei pascoli, baite solitarie e alcuni storici mulini ad acqua. Alla meta del secolo scorso se ne contavano 56 lungo i torrenti Kalserbach e Dorferbach; decimati dalle inondazioni e dalla concorrenza di impianti più moderni; hanno smesso la loro attività commerciale.

La storia di Kals è antica, addirittura risalente al secondo secolo avanti Cristo, testimonia un’ascia rinvenuta qui s’insediarono i Romani, gli Slavi ei Germani. In quest’angolo “imbucato” del Tirolo non ci si arriva per caso, non ci sono discoteche né rinomate botteghe per lo shopping. Gli amanti della natura possono contare “solo” su 250 chilometri di sentieri e su vari percorsi didattici, dotati di pannelli con approfondimenti su aspetti inediti del territorio: dalla vegetazione alla gestione delle malghe, dalle informazioni sui minerali alle notizie sulla genesi del paesaggio. 11 rifugi offrono un riparo sicuro e stuzzicanti piatti regionali, spesso fatti con prodotti biologici locali; è il trionfo dei canederli con lo speck, degll spâtzle, della zuppa di goulash e delle torte appena sfornate. Ciò che più attrae è il GroBglockner, la cima più elevata d’Austria, un gigante alto 3798 metri, I “Re delle Alpi Orientali” figura anche nello stemma, comunale di Mals am GroBglockner, è il picco centrale. Per approfondire la storia di questa mitica ed ambita montagna, conviene visitare la mostra “lm Banne des GroBglockner” allestita presso l’Ufficio informazioni Turistiche del Paese. Oltre a esporre manufatti delle prime popolazioni che abitarono quest’angolo delle Alpi; si scoprono la cima del GroBglockner e le sue vie d’accesso.

La prima ascensione fu effettuata il 28 luglio del 1800 da Sepp e Martin Klotz di Heiligenblut, Martin Reicher, Matthias Hautzendorfer e da un altro alpinista di cui s’ignora l’identità. Di certo il primo settembre del 1853 Josef Mair, Josep Schnell e Johann Ranggtiner di Kals salirono la montagna dal versante dell’Osttirol.

I GroBglockner ha un proprietario: l’Ôsterreichischer Alpenverein, il Club Alpino Austriaco. Nel 1914 un facoltoso signore palesò il desiderio di acquistare una porzione considerevole del versante carinziano della montagna, per sfruttarla per la caccia. Per fortuna, un ricco e illuminato industriale di Villach, Albert Wirth, si oppose: “acquistò e donò al Club Alpino 42 chilometri quadrati dell’area del “GroBglockner -Pasterze – Gamsgrube”. Anche grazie a lui, ogni anno più di 5000 alpinisti attrezzati con piccozza, ramponi, imbracatura e corda, possono raggiungere la sommità della cima più ambita d’Austria. Qui per ricordare i duecento anni della prima ascensione, fu posizionata una croce metallica, di ben 450 chili. Nel 2010 fu colpita da un fulmine, che la danneggiò senza farla precipitare a valle; prontamente fu ripristinata anche con l’aiuto di un elicottero. Una curiosità: alcuni anni fa il libro di vetta fu rubato da qualche inetto. Nel 2007, fu sostituito da un “summit book online” accessibile con un codice. Se parte dalla Lucknerhaus la salita alla cima richiede almeno 6/8 ore di scarpinata. Alcuni rifugi ne agevolano l’ascesa: il Lucknerhütte, lo Stüdlhütte e l’Erzherzog Johann hütte, appollaiato a 3450 metri, prima dell’ultima fatica alla vetta. Il GroBglockner rientra nei confini del Parco Nazionale degli Alti Tauri (Nationalpark Hohe Tauern), il più vasto dell’Europa Centrale. Istituita nel 1981, l’area protetta abbraccia circa 1800 chilometri quadrati, articolati in tre regioni: Carinzia, Salisburgo e Tirolo. Si contano oltre 400 vette di oltre 3000 metri, laghi cristallini, cascate, boschi o praterie sconfinate; qui prosperano 1800 varietà di piante e 10000 specie di animali. Tra questi i cinque simboli del Parco: l’aquila reale, il gipeto, il camoscio, lo stambecco e la marmotta.


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