Avvocato, ho il diritto al gratuito patrocinio?

22 Ottobre 202047min481
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Il patrocinio a spese dello Stato, detto anche gratuito patrocinio, in attuazione dell’art. 24 della Costituzione, è uno strumento che garantisce il diritto di difesa per le persone che non abbiano mezzi adeguati che consentono loro di provvedere in maniera autonoma al pagamento delle spese giudiziali nel processo. La disciplina del Gratuito Patrocinio è prevista per il procedimento civile, amministrativo, contabile, tributario e penale, in ogni suo stato e grado. Unica eccezione riguarda la parte eventualmente soccombente la quale non potrà usufruire del gratuito patrocinio per proporre impugnazione.

Possono quindi accedere al patrocinio a spese dello stato solo i meno abbienti. Infatti il primo requisito per lammissione è il possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF non superiore a 11.493,82, risultante dalla dichiarazione dei redditi relativa allanno precedente alla richiesta.
Nel caso in cui il soggetto richiedente abbia conviventi, lammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare, con una duplice eccezione per cui si tiene conto solo dei redditi personali:

– quando l’oggetto della causa sono i diritti della personalità (ad esempio, il diritto al nome, allimmagine, allidentità personale, alla riservatezza)

– nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (si pensi ad una causa di separazione tra coniugi).

In ambito penale, se l’interessato all’ammissione al patrocinio convive con il coniuge o con altri familiari, il limite di reddito di euro 11.493,82 è elevato di euro 1.032,91 per ogni familiare convivente.

I soggetti che possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato, in possesso dei requisiti economici, sono:

i cittadini italiani;

– i cittadini stranieri o gli apolidi, purché si trovino regolarmente sul territorio nazionale;

– gli enti senza scopo di lucro o le associazioni.

Inoltre, vi è anche la possibilità di essere ammessi al gratuito patrocinio senza limiti di reddito nei seguenti casi:

se si è persona offesa nei reati di cui agli artt. 572 (maltrattamenti in famiglia), 583-bis (pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili), 609-bis, 609-quater, 609-octies (violenza sessuale) e 612-bis (atti persecutori), nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600 (riduzione in schiavitù), 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 601 (tratta di persone), 602 (acquisto e alienazione di schiavi), 609-quinquies (corruzione di minorenne) e 609-undecies (adescamento di minorenni) – come previsto dallart. 76 c. 4 ter DPR 115/2002;

se si tratta minore straniero non accompagnato coinvolto, a qualsiasi titolo, in un procedimento giurisdizionale, il quale ha diritto di essere informato dell’opportunità di nominare un legale di fiducia, anche attraverso il tutore nominato o l’esercente la responsabilità genitoriale;

se si tratta di figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall’altra parte dell’unione civile, anche se l’unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza; in questo caso l’ammissione al gratuito patrocinio riguarda il relativo procedimento penale e tutti i procedimenti civili derivanti dal reato, compresi quelli di esecuzione forzata.

Il beneficio al Gratuito patrocinio può essere revocato dal giudice della causa qualora venga rilevato che la situazione reddituale dellinteressato è mutata a seguito di nuove disponibilità incompatibili con la concessione del beneficio (ovviamente la revoca riguarderà solo lattività difensiva svolta nel periodo successivo al mutamento del reddito).

Quanto alle modalità di presentazione della domanda per usufruire del gratuito patrocinio, in sede civile occorre presentare una domanda presso la segreteria del Consiglio dellOrdine degli Avvocati del Tribunale competente a statuire sulla causa se essa non è ancora iniziata o,  altrimenti, al Consiglio dellOrdine del Tribunale in cui è pendente il procedimento, se esso è già in corso.

L’istanza, sottoscritta dallinteressato a pena di inammissibilità, dovrà essere presentata personalmente oppure inviata a mezzo raccomandata a/r o telematicamente dal difensore. Alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti:

  1. stato di famiglia e anagrafico;

  2. copia della carta didentità del richiedente;

  3. copia dei codici fiscali dei componenti il nucleo familiare;

  4. copia dellultima dichiarazione dei redditi (modello 101, unico o 730) presentata o autocertificazione che attesti la mancanza di reddito o lo stato di disoccupazione;

  5. nel caso di familiari conviventi: documentazione attestante il reddito anche a mezzo di autocertificazione;

  6. copia dellatto da impugnare o contro il quale ci si vuole appellare;

  7. copia di tutti gli atti utili per valutare la fondatezza della domanda.

Per usufruire del gratuito patrocinio in sede penale la domanda, sottoscritta e autenticata, dovrà essere depositata dal richiedente o dal suo avvocato presso la cancelleria del magistrato avanti al quale è pendente il procedimento.

Inoltre, la domanda potrà essere presentata:

– al direttore del carcere, se l’interessato è detenuto,

– all’ufficiale di polizia giudiziaria, quando l’interessato è in detenzione domiciliare o in luogo di cura. 

I soggetti di cui sopra devono provvedere alla trasmissione al magistrato procedente.

In entrambi gli ambiti la domanda potrà essere:

dichiarata inammissibile per mancanza dei requisiti necessari.

ammessa;

rigettata;


In caso di rigetto, laddove esso provenga dal Consiglio dellOrdine, vista la natura provvisoria del provvedimento, l’interessato può proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto. Se il processo non è ancora stato instaurato, listanza deve essere proposta al Presidente della Sezione competente.

A fronte dell’eventuale, ulteriore e definitivo rigetto, il richiedente o il proprio difensore potranno proporre opposizione  entro 20 giorni dalla notifica davanti al Presidente del Tribunale (o Presidente della Corte dAppello) al quale appartiene il magistrato che ha emesso il decreto di rigetto. Con l’opposizione si instaura un procedimento che comporta, fra l’altro, il pagamento del contributo unificato pari a 98,00,  nonché una marca da bollo pari ad 27,00.

Colui che ha diritto al gratuito patrocinio deve nominare un avvocato tra quelli iscritti negli elenchi dei difensori abilitati, tenuti presso il Consiglio dellOrdine del distretto della Corte dAppello presso cui ha sede il magistrato competente a conoscere il merito della causa.
L’onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidate dal giudice con decreto di pagamento.

Questione di interesse comune è se per la mediazione e la negoziazione assistita, entrambi strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, sia prevista la possibilità di essere ammessi al gratuito patrocinio.

Orbene, in merito alla mediazione, la parte che abbia i requisiti per lammissione al patrocinio a spese dello Stato è esonerata dal pagamento dellindennità di mediazione, ossia dal compenso allOrganismo (art. 17 c. 5 bis d. lgs. 28/2010): tuttavia, ciò avviene solo nell’ambito delle materie per le quali la mediazione è obbligatoria rimanendo a totale carico del cliente l’onorario dell’avvocato (!).

Nell’ambito della c.d. negoziazione assistita, invece, l’art. 3 comma 6 legge 164/2014 dispone che quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all’avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 DPR 115/2002”. Tale norma attiene solo ai casi di negoziazione assistita cd. obbligatoriache vige in materia di: risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, domanda di pagamento di somme non eccedenti 50 mila euro, contratti di trasporto o di sub-trasporto.

Nelle ipotesi di negoziazione facoltativa, è quindi precluso laccesso al patrocinio a spese dello Stato.

Infine vale la pena evidenziare la diversità di istituti che spesso vengono confusi dallopinione comune, ovvero il gratuito patrocinio e la difesa dufficio.

La difesa dufficio è un istituto previsto in materia penale (o nei procedimenti davanti al tribunale dei minorenni) e la sua finalità consiste nel garantire la difesa a ciascun soggetto, così come previsto dalla Costituzione. Ebbene, la differenza con il gratuito patrocinio è la seguente:  le spese della difesa dufficio sono a carico della parte, ugualmente a quanto avviene per lavvocato di fiducia, salvo che sussistano i requisiti per lammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Ciò significa che il difensore dufficio viene pagato dal cliente, a meno che il soggetto non abbia un reddito rientrante nei parametri per lammissione al gratuito patrocinio.

Avv. Laura Grillo

Avv. Chiara Caciolli


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