Categoria: Spettacolo

1 Maggio 2019
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Debutta domani, giovedì 2 maggio al Teatro dell’Opera di Firenze “Lear”, (qui i dettagli) di Aribert Reimann.

Un allestimento dell’Opéra national de Paris, con maestro concertatore e direttore
Fabio Luisi; regia di Calixto Bieito; scenografia di Rebecca Ringst.

Personaggi e interpreti: König Lear – Bo Skovhus; König von Frankreich – Frode Olsen; Herzog von Cornwall – Michael Colvin; Graf von Kent – Kor-Jan Dusseljee; Graf von Gloster – Levent Bakirci; Edgar – Andrew Watts; Edmund – Andreas Conrad; Goneril – Angeles Blancas Gulin; Regan – Erika Sunnegardh; Narr – Ernst Alisch.

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, maestro del coro Lorenzo Fratini.

Date degli spettacoli: giovedì 02 maggio alle 20:00; domenica 05 maggio alle 15:30;
giovedì 09 maggio alle 20:00.

29 Aprile 2019
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Si è trasferito a Scandicci nel 1997 insieme alla sua famiglia, dicendo addio a Napoli, dove era nato nel 1988.

In riva di Vingone Totò Bartoli, nome d’arte Nago, arrivò perché i suoi genitori avevano vinto un concorso all’ospedale di Careggi e il giovanissimo Totò portò con sé, oltre ai tanti sogni, la passione per la musica, che già studiava da alcuni anni presso una scuola di Casoria.

Fra pochi giorni, il 4 maggio, uscirà il suo primo singolo, autoprodotto con una propria etichetta e rigorosamente in dialetto napoletano. Il titolo? “Nziem ‘a te”, un brano con miscugli di generi, dal reggaeton al rap, dal pop alle sonorità sudamericane.

Adesso Nago ha ancora la residenza a Scandicci, ma vive stabilmente a Milano, contesto certamente più adatto per chi intende vivere di musica. Un obiettivo, quest’ultimo, estremamente difficile da raggiungere e infatti ancora non concretizzato, tanto che per vivere il cantautore lavora come cameriere e come arrangiatore in uno studio di registrazione dietro la stazione centrale del capoluogo lombardo.

Gli inizi a Scandicci non furono facili: “Purtroppo ho subito discriminazioni, venivo additato come il ragazzo che veniva da Napoli. Ho sofferto il razzismo – ammette Totò -. Venivo spesso emarginato per il fatto di non avere lo stesso modo di pensare. Ho vissuto momenti difficili nel corso di un’adolescenza priva di amicizie. Ero in pieno conflitto con i miei coetanei dai 9 ai 16 anni circa. Ho perdonato e ho superato il dolore delle offese e l’ignoranza del razzismo. Alla fine ho conosciuto anche persone buone tra Firenze e Scandicci che oggi mi apprezzano”.

Dopo le scuole medie cosa hai fatto? “Ho frequentato le superiori per qualche anno, sempre a Scandicci, poi ho abbandonato la scuola per dedicarmi alla mia carriera artistica”.

E poi cosa è successo? “A 16 anni ho iniziato a studiare canto, mentre a 17 ho cominciato a scrivere canzoni, anche se seriamente ho scritto contenuti più maturi a partire dal 2015, l’anno in cui ho lanciato la mia posizione in qualità di artista sul web. Intanto sono cresciuto tantissimo sul web conoscendo il parere di molti produttori in tutta la penisola”.

Sei anche un cantautore… “In realtà sono un artista poliedrico. Sì, ho scritto un testo ispirandomi al film Hackico, mi sono immedesimato nel padrone che dopo la sua morte scrive una lettera al suo fedele cane dicendogli che ‘starà sempre al suo fianco’. Il brano è stato premiato da un produttore della Universal Music, ma ancora non è stato commercializzato. Inoltre – continua Bartoli – ho scritto una canzone ispirandomi al libro ‘Il piccolo principe’, dove mi sono immedesimato nel protagonista”.

Sei stato definito un rapper dell’educazione. “Sì, una signora mi ha definito così, mentre io preferisco essere chiamato un rapper costruttivo. Nei miei testi non parlo di alcol, droga o soldi, bensì di quello che mi succede, è una sorta di sfogo, tento di dare un messaggio positivo a chi mi ascolta”.

Quando è nata la passione per il rap? “Nel 2003, da ragazzo adolescente, ho iniziato a seguire la scena rap, ascoltando la musica di Tupac Shakur. Nel 2004 mi sono appassionato al reggaeton. Considero Nicky Jam come uno dei miei artisti preferiti e confido un giorno di riuscire ad essere come l’artista americano”.

(Intervista di A. Benelli)

17 Aprile 2019
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Nuovo incontro oggi, mercoledì 17 aprile, per il ciclo “Conversazioni Musicali”, ossia gli ormai noti approfondimenti sulle opere in programma al Teatro del Maggio di Firenze.

Alle 17, presso la Biblioteca di Scandicci (via Roma 38/a) gli Amici del Teatro del Maggio in collaborazione con lo Sdiaf (Sistema Integrato Documentario dell’Area Fiorentina) trattano “Lear” di Aribert Reimann, la cui prima rappresentazione al Teatro dell’Opera è in programma giovedì 2 maggio prossimo.

I partecipanti all’incontro delle Conversazioni Musicali – come di consueto a ingresso libero – potranno acquistare un biglietto dello spettacolo con riduzione speciale in base alle disponibilità del Teatro del Maggio.

Date degli spettacoli: giovedì 02 maggio alle 20:00; domenica 05 maggio alle 15:30;
giovedì 09 maggio alle 20:00.

Un allestimento dell’Opéra national de Paris, con maestro concertatore e direttore
Fabio Luisi; regia di Calixto Bieito; scenografia di Rebecca Ringst.

Personaggi e interpreti: König Lear – Bo Skovhus; König von Frankreich – Frode Olsen; Herzog von Cornwall – Michael Colvin; Graf von Kent – Kor-Jan Dusseljee; Graf von Gloster – Levent Bakirci; Edgar – Andrew Watts; Edmund – Andreas Conrad; Goneril – Angeles Blancas Gulin; Regan – Erika Sunnegardh; Narr – Ernst Alisch.

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, maestro del coro Lorenzo Fratini.

Nel 1978 il compositore berlinese Aribert Reimann firma Lear, opera nata su sollecitazione del baritono Dietrich Fischer-Dieskau, che ne sarà il primo leggendario interprete. Il soggetto è tra i più noti, quel Re Lear di Shakespeare che ha sempre affascinato, ma anche scoraggiato, molti compositori, uno su tutti Giuseppe Verdi che non realizzò mai il suo proposito di farne un’opera. Lear a differenza degli altri personaggi del bardo inglese non ha statura eroica ma è una vittima, non solo delle avide e ingannevoli figlie, ma soprattutto di se stesso e della sua altezzosità, che non gli consente di riconoscere l’amore unico e sincero di Cordelia. Spogliato dei suoi averi e dei suoi onori, per Lear la caduta a picco nel baratro della follia è inarrestabile e violenta, così come lo è la musica di Reimann, che, memore delle tecniche compositive di mezzo secolo di storia, dalla lezione della Seconda scuola di Vienna all’anarchia sperimentale del post avanguardia, esalta gli estremi drammatici dell’opera con una scrittura livida e tagliente.

4 Aprile 2019
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Volge ormai al termine anche l’edizione 2019 di Auroradisera, la rassegna – organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo onlus e dal comune di Scandicci, conosciuta e apprezzata non solo in riva di Vingone, ma anche in gran parte del comprensorio fiorentino – che attira sul palco di via San Bartolo in Tuto personaggi di grande spessore nel campo dello spettacolo e della cultura.

Lunedì prossimo 8 aprile, dunque, il quinto e ultimo appuntamento: alle 21:15 Tullio Solenghi porta in scena “Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste”.

Un adattamento dell’universalmente noto lavoro di Giovanni Boccaccio che recupera la lingua originale dell’autore toscano, rendendola però comprensibile come se si trattasse di un testo contemporaneo.

Più nel dettaglio, è una messa in scena divertente e colta, che si focalizza su sei tra le più note novelle decameroniane: Chichibio e la gru, Peronella, Federigo Degli Alberighi, Masetto di Lamporecchio, Madonna Filippa, Alibech.

«Boccaccio ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare la varietà e complessità del mondo – ha dichiarato il regista Sergio Maifredi -. A tutti è concessa una storia, dai re agli operai. Il nostro lavoro non è stato attualizzare Boccaccio, ma conservarne e curarne il suo essere contemporaneo, senza trasferirlo nel nostro tempo, ma mantenendolo contemporaneo a noi, perché l’essere contemporaneo ha bisogno della giusta distanza».

Durata 1h 20′; biglietti 16 euro (ridotti, 13 euro, per under 30 “biglietto futuro”, possessori Carta dello Spettatore FTS, over 65, soci Coop, soci Arci); per gli universitari possessori della Carta dello Studente della Toscana è riservato un prezzo speciale di 8 euro (le riduzioni per i giovani sono valide fino a 30 anni).

La biglietteria (via San Bartolo in Tuto, 1) è aperta prima dello spettacolo a partire dalle 20. Prevendite BoxOfficeToscana e Ticketone.

12 Marzo 2019
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Nuovo appuntamento con la conoscenza dell’opera lirica, grazie all’attività degli Amici del Teatro del Maggio in collaborazione con lo Sdiaf: alla Biblioteca di Scandicci, per il ciclo “Conversazioni Musicali”, domani, mercoledì 13 marzo alle 17 si parla de “La Clemenza di Tito” di Wolfgang Amadeus Mozart, la cui prima rappresentazione al Teatro dell’Opera di Firenze è in programma mercoledì 20 marzo prossimo.

A questo link tutte le informazioni sullo spettacolo al Teatro dell’Opera di Firenze.

Anticipiamo solo che le recite sono in programma mercoledì 20 marzo alle 20:00, venerdì 22 marzo alle 20:00, domenica 24 marzo alle 15:30 e mercoledì 27 marzo alle  20:00. La direzione è di Federico Maria Sardelli e la regia è di Willy Decker; Tito Vespasiano è Antonio Poli, Vitellia è Roberta Mameli, Servilia è Silvia Frigato e Sesto è
Giuseppina Bridelli. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini.

I partecipanti all’incontro delle Conversazioni Musicali potranno acquistare un biglietto dello spettacolo con riduzione speciale in base alle disponibilità del Teatro del Maggio.

Info: La Biblioteca di Scandicci, via Roma 38/a, 0557591.860-861.

1 Marzo 2019
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I cittadini di Scandicci che hanno voglia di raccontare i propri sogni possono farlo da domani, sabato 2 marzo e la compagnia teatrale Domestichalchimia li trasformerà in scrittura drammaturgica per poi metterli in scena: prima in un laboratorio teatrale che andrà avanti fino al 4 aprile e poi in uno spettacolo – “La banca dei sogni” – in programma al Teatro Studio dal 5 al 7 aprile.

Gli interessati possono raccontare le proprie esperienze oniriche al dream corner domani dalle 15 alle 19 in piazza Togliatti in occasione del mercato settimanale; in alternativa possono scrivere a domesticalchimia@gmail.com inserendo come oggetto “Scandicci’s dreamer”, per poi fissare al Teatro Studio domenica 3 o lunedì 4 marzo. Ci sarà inoltre un’ultima opportunità sabato 9 marzo dalle 15,30 alle 19,30 nella Biblioteca di Scandicci. I minorenni devono in ogni caso essere accompagnati.

L’iniziativa fa parte del progetto di residenze artistiche del Teatro Studio Mila Pieralli  promossa dalla Fondazione Teatro della Toscana.

A Scandicci si prevede un periodo di residenza dal 22 marzo al 4 aprile tra indagini/interviste, spoglio, composizione drammaturgica e messa in scena finale. L’idea è quella di trovare un minimo di quattro sognatori e portarli in scena a parlare di sogno come di qualcosa di più vicino al reale, concreto e necessario: la restituzione scenica arriva a essere concepita solo quando sono individuate le storie e i casi dei sognatori più interessanti che, va detto, sul palco non saranno soli, bensì coadiuvati dalla Compagnia.

29 Gennaio 2019
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Torna – domani mercoledì 30 gennaio alle 21:15 al teatro Aurora di Scandicci – Auroradisera col secondo spettacolo in cartellone per questa edizione.

Valentina Lodovini, versatile attrice (vincitrice, tra l’altro, di un David di Donatello nel 2011 per Benvenuti al Sud), si presenta in un testo di Dario Fo e Franca Rame, Tutta casa, letto e chiesa. Testo ironico e sferzante, scritto nel 1977 a quattro mani dal premio Nobel con la moglie, messo in scena in oltre trenta paesi. È un affresco sulla condizione femminile – in particolare sulla condizione sessuale – che propone quattro donne, di condizioni diverse, ma sempre sfruttate.

Un testo con cui si ride molto, ma alla fine resta addosso una grande amarezza, in quanto il protagonista assoluto è l’uomo con i suoi soprusi – magari anche solo concettuali – sessuali. L’uomo che incombe e schiaccia le donne che da anni si battono per l’emancipazione, chiedendo parità di diritti, parità sociali e parità di sesso, appunto. Le protagoniste femminili sono ad esempio una casalinga che ha tutto all’interno della sua famiglia, meno la cosa più importante: la considerazione; un’operaia sfruttata tre volte, ossia in casa come donna tuttofare, in fabbrica come operaia e a letto come oggetto di piacere. E anche una “Alice nel paese senza meraviglie”.

Ricordiamo che quest’anno, fra le novità mirate a consentire a una platea sempre più vasta di appassionati di poter assistere agli spettacoli, per gli universitari possessori della Carta dello studente è riservato un prezzo speciale di 8 euro fino a 30 anni d’età.

Teatro Aurora: via San Bartolo in Tuto, 1 – Scandicci


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Lo Studio Grafico Image dopo aver acquisito “IN SCANDICCI”, ha voluto dare la sua impronta rivoluzionando il giornale che si presenterà con una veste grafica completamente rivisitata, oltre a voler rinfrescare l’immagine e inserire maggiori contenuti all’interno del sito web coordinato. Inoltre sarà sviluppato su 16 pagine sempre in formato tabloid e suddiviso in categorie d’interesse riconoscibili dal colore che si abbinerà all’argomento trattato. I temi saranno numerosi e vari, chiaramente incentrati per la maggior parte sul territorio di Scandicci e dintorni.


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