Chiusura Makarenko, il braccio di ferro prosegue, anche con i sindacati

4 Marzo 20212min105
Makarenko

A 24 ore dal comunicato emesso ieri, mercoledì 3 marzo, dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria del comune di Scandicci, che ventilava possibili manifestazioni di protesta e lo sciopero del personale educativo se l’amministrazione comunale non avesse dato segni di ripensamento sulla chiusura della scuola Makarenko, beh, questi segni non ci sono stati e la “prova di forza” fra il sindaco Fallani e le sigle sindacali prosegue.

Nel documento diffuso ieri, Giovanni Iorio per la FP CGIL, Flavio Gambini per la UIL FPL e Marco Rizzo per la Rsu definiscono “incomprensibile, unilaterale, sbagliata, maturata senza alcun confronto preventivo, la scelta di chiudere la scuola Makarenko, che è un pezzo di storia di questa comunità. È una scuola prestigiosa, importante, a cui una parte significativa della comunità di Scandicci si oppone ormai da mesi”.

La nota era stata preparata dopo che aveva avuto esito negativo l’incontro avvenuto ieri mattina col Comune, peraltro alla presenza della prefettura: l’amministrazione comunale aveva ribadito di non voler desistere dal proprio intento di voler chiudere la scuola.

“È evidente – proseguiva il comunicato – l’intento di ridurre la proposta pubblica di servizi all’infanzia, di ridimensionare l’offerta educativa comunale, di risparmiare sul personale comunale e di favorire così i soggetti privati che operano soprattutto nell’ambito dei nidi, dove ormai la dimensione privata ha proporzioni analoghe a quella pubblica. La rappresentanza sindacale unitaria e le organizzazioni sindacali sosterranno le azioni di protesta delle lavoratrici del settore che chiedono un netto ripensamento rispetto ad una scelta fortemente penalizzante per il futuro dei bambini, delle bambine di Scandicci e di chi opera al servizio della scuola pubblica”.

 


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