Condominio, locazione e animali domestici: qualche regola di convivenza

9 Ottobre 20205min155
condominio, locazione e amici a quattro zampe

La riforma intervenuta con la Legge n. 220 dell’ 11 dicembre 2012 ha introdotto nel codice civile l’articolo 1138 il quale precisa come le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.

Peraltro, il Tribunale di Cagliari con pronuncia del 22 luglio 2016 ha chiarito che “ (…) non è possibile impedire ai condomini di tenere animali domestici anche se il divieto sia stato previsto nel regolamento condominiale approvato all’unanimità”.

Tuttavia potrebbero insorgere problematicità se si vive in un appartamento in affitto.

Può, il proprietario di un immobile concesso in locazione vietare la presenza di animali domestici o impedire di prenderli in futuro?

Se per il Codice Civile è solo il Condominio che non può vietare animali negli appartamenti, d’altro canto alcuna norma vieta al locatore di prevedere nel contratto di affitto una clausola che vieti di detenere animali domestici: infatti tra locatore ed affittuario vige l’autonomia negoziale ovvero le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto purché nel rispetto delle regole fissate dalla legge.

Dunque è lecito ed assolutamente possibile che il proprietario dell’immobile oggetto del contratto di locazione inserisca una clausola che vieta di detenere animali domestici in casa: ove l’inquilino non rispetti detta previsione contrattuale potrà rischiare la risoluzione del contratto per inadempimento con conseguente obbligo di lasciare l’abitazione.

Laddove, viceversa, il contratto di locazione non preveda alcun divieto, questo non significa che l’affittuario non sia, comunque, tenuto a rispettare delle regole generali oltre – logicamente – a non dover danneggiare l’appartamento (!).

Il Codice Civile, in tal senso, dispone l’onere a carico del conduttore, di conservare l’abitazione concessa in affitto in buone condizioni osservando la diligenza del buon padre di famiglia.

Resta inteso, infatti, che il possedere animali domestici, non esenta da obblighi quali il rispetto degli spazi comuni ed i diritti degli altri condomini. Non solo. E’ opportuno, per garantire sicurezza, salubrità ed igiene nei confronti degli altri partecipanti alla Comunione, far indossare negli spazi comuni la museruola al proprio cane oppure mettere il gatto in un trasportino.

Inoltre viene richiesto ai proprietari di vigilare sul proprio animale evitando molestie olfattive od uditive ai vicini pena, per il proprietario del cane, l’inibizione delle condotte moleste ovvero la richiesta di risarcimento dei danni oltre, nei casi più gravi, una denuncia penale: in merito la Corte di Cassazione con sentenza n. 22785 del 2013 ha condannato il proprietario dell’animale ai sensi dell’art. 659 c.p. ovvero per “disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone” … Sarà pertanto opportuno prestare attenzione ed adottare le dovute cautele tese ad impedire il disturbo agli altri condomini poiché, altrimenti, non è affatto esclusa una condanna penale (!).

In materia, invece, di immissioni, il codice civile all’articolo 844 prevede che i condomini abbiano il diritto di opporsi laddove il rumore o l’odore provocato dall’animale superino la normale tollerabilità. Sicuramente sarà normalmente tollerabile il cane che abbaia al proprio padrone di rientro a casa; tuttavia, se il rumore o l’odore provocati dal nostro animale domestico superino la “normale tollerabilità” , la legge consente di chiedere l’inibitoria della condotta ed il risarcimento dei danni previo accertamento di un tecnico dell’Autorità Sanitaria Locale.

Avvocato Chiara Caciolli


Iscriviti alla Newsletter