DIRITTO DI FAMIGLIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

19 Maggio 202012min845
famiglia

La fase più dura del lockdown sembra ormai passata ma, purtroppo, tanti sono stati i risvolti negativi che ancora le famiglie stanno subendo: la Didattica a Distanza, l’organizzazione dei figli, il tornare a lavoro senza potersi avvalere del prezioso aiuto dei nonni.

In un momento ancora estremamente incerto ci sono delle situazioni che non possono rimanere in sospeso avendo bisogno di una seria accelerazione: il riferimento è a quei contesti familiari da tempo in crisi, quelli per i quali, prima della totale chiusura, erano state depositate domande di separazione o divorzio, per non parlare di quei nuclei familiari in procinto di intraprendere un percorso in tal senso.

In merito, il Consiglio Nazionale Forense lo scorso 20 aprile ha elaborato le linee guida per i procedimenti in materia di diritto di famiglia nella fase di emergenza Coronavirus partendo dall’assunto che “la vita di relazione delle persone nell’ambito dei rapporti endofamiliari non può restare sospesa per mesi, sia con riferimento a coloro i quali già abbiano definito il nuovo assetto dei loro rapporti che, a maggior ragione, per coloro i quali non siano stati in grado di definire un accordo e dunque necessitino di provvedimenti che definiscano e risolvano convivenze divenute intollerabili”.

In tal senso la regolamentazione giuridica di detti contesti costituisce, senza dubbio alcuno, una priorità per evitare che situazioni di apparente calma possano degenerare comportando conseguenze negative anche per l’equilibrio psicofisico della prole.

Orbene, poiché tutti i procedimenti di separazione e divorzio sono caratterizzati per loro natura dall’urgenza di provvedere all’emissione di provvedimenti – pur essendoci notevoli ritardi anche in situazioni di ‘normalità’ per gli ormai conosciuti problemi organizzativi della Giutizia – il CNF ha proposto quanto segue:

nell’ambito dei procedimenti elencati dal Consiglio Nazionale Forense in merito al diritto di famiglia – quali ricorsi per separazione consensuale, per divorzio congiunto, i ricorsi ex art. 337 bis c.c.(provvedimenti riguardanti i figli) , ricorso congiunto ex art. 710 c.p.c. (modifica provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi) e ricorso congiunto ex art. 337 quinques c.c. (revisione disposizioni concernenti l’affidamento dei figli) – i difensori potranno convenire sulla scelta della c.d. trattazione scritta: in questo caso i difensori avranno l’onere di trasmettere, almeno ventiquattro ore prima della c.d. udienza virtuale, una dichiarazione sottoscritta dalle parti a mezzo della quale ognuna di esse dichiarerà di essere perfettamente a conoscenza delle norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza, di essere stati resi edotti della possibilità di procedere all’alternativa della rinuncia alla presenza fisica e di avervi liberamente aderito, di non volersi conciliare (in caso di separazione e divorzio) e di confermare le conclusioni rassegnate nel depositato ricorso.

Dunque, una volta trasmesse le note scritte, seguirà l’omologa (in caso di separazione), la sentenza (se divorzio) o decreto collegiale (nelle altre ipotesi) previa trasmissione telematica per il parere del Pubblico Ministero.

In caso, invece, di procedimenti di natura contenziosa, a fronte della previsione normativa che in queste udienze le parti debbano essere sentite personalmente e che sia tentata, alla prima udienza, la conciliazione, la possibilità di poter celebrare l’udienza da remoto dovrà trovare giustificazione previa comunicazione della disponibilità dei difensori delle parti in tal senso. Detta decisione dovrà essere comunicata al Tribunale e non dovrà, ovviamente, collidere con le esigenze di difesa che tali procedimenti richiedono.

In questi casi il Presidente, laddove ritenuto opportuno, potrà convocare separatamente ricorrente e resistente attraverso collegamenti da remoto distinti ovvero in orari diversi per garantire il corretto svolgimento del contraddittorio; al termine, il verbale della trattazione congiunta (in caso di udienza svolta con mezzi telematici) verrà sottoposto alle parti ed ai rispettivi legali attraverso modalità informatiche con la condivisione del medesimo: ciò corrisponderà alla sottoscrizione dello stesso verbale.

Peraltro, in caso di svolgimento di udienza da remoto nell’ambito di procedimenti di separazione o divorzio giudiziali, rimarrà fondamentale salvaguardare il diritto al contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei soggetti.

Ovviamente l’udienza a mezzo collegamento da remoto non potrà avvenire in quei casi in cui la trattazione con ‘normale’ udienza sia doverosa per l’esigenza di valutare con maggiore attenzione le coppie con figli minori, per valutare le capacità genitoriali anche e soprattutto in presenza di problematiche personali oltre che in presenza di situazioni emergenziali debitamente segnalate dai difensori: in tali casi a fronte dell’esigenza di tutelare la salute degli addetti ai lavori e delle parti, il Tribunale darà a disposizione al Giudice che ne farà richiesta Aule di più ampia dimensione per garantire il doveroso distanziamento.

In ordine all’ascolto del minore le linee guida del Consiglio Nazionale Forense prevedono che, se assolutamente indispensabile, esso venga eseguito di persona in Tribunale fissando le modalità per il coinvolgimento dei Servizi Sociali e l’audizione per chiarimenti del CTU.

Fermo il diritto all’ascolto del minore ultradodicenne o capace di discernimento, le linee guida consigliano maggiormente ed ove ciò sia possibile, forme alternative di ascolto quali l’audizione telematica pur rimanendo alta la preoccupazione che il minore, in luoghi diversi dal Tribunale o dallo studio del curatore, possano essere esposti a condizionamenti che possono danneggiarli.

E’ stato inoltre previsto che il rinvio generalizzato delle udienze e la sospensione dei termini processuali non si applichi a molti procedimenti afferenti il diritto di famiglia.

Ulteriori alternative ai depositi telematici dei ricorsi per separazione e divorzio e dunque ai classici procedimenti dinanzi al Tribunale rimangono la negoziazione assistita e la separazione/ divorzio dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile del luogo ove è stato contratto il matrimonio: nel primo caso le parti dovranno avvalersi entrambe di un avvocato e con l’assistenza dei reciproci difensori verrà raggiunto un accordo evitando i lunghi processi ed i costi elevati; nel secondo caso, sicuramente il meno dispendioso, la coppia potrà ricorrere a tale strumento solo se non abbia questioni patrimoniali da risolvere né figli minori o con disabilità.

Pertanto le alternative ed i mezzi che il nostro legislatore ha previsto nell’ambito del Diritto di Famiglia sono ampiamente presenti nel nostro ordinamento ed è auspicabile che la Giustizia, ai tempi del Covid 19, in tali materie non subisca forti rallentamenti che potrebbero causare importanti danni ai soggetti più deboli del sistema: i minori.

Avv. Chiara Caciolli


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