Domani a Scandicci la catena umana contro la chiusura della Makarenko

19 Febbraio 20213min117
Ponte umano

Mancano meno di 24 ore al flash-mob (azione collettiva dimostrativa) organizzato dal comitato “Salviamo la Makarenko”: domani, sabato 20 febbraio dalle 10:30, una catena umana, “Un ponte che unisce”, si snoderà lungo via Makarenko, il ponte delle Bagnese e l’argine sul Greve fino a raggiungere il comprensivo Altiero Spinelli, sede delle scuole Alpi e Girandola. Ogni dettaglio su Salviamo la Makarenko.

“Una protesta pacifica e colorata – assicurano gli organizzatori – per ribadire ancora una volta che è giusto riformare, è giusto lavorare sulla formazione e sull’uniformare l’offerta, ma farlo rinunciando a un’eccellenza anziché metterla concretamente al servizio di un progetto che oggi non esiste nemmeno sulla carta è una scelta al ribasso”.

L’oggetto della protesta, è superfluo dirlo, è l’annunciata chiusura della scuola Makarenko: “Dopo l’approvazione in consiglio comunale lo scorso 28 gennaio della mozione di maggioranza per la ‘riorganizzazione scolastica 0-14 e formazione docenti’ con la conseguente, anche se implicita e non dichiarata, progressiva chiusura del Centro Comunale Integrato Makarenko 1-6 – prosegue il comitato -, la protesta nota come il nome dell’omonima pagina FB ‘Salviamo la Makarenko’ non si è fermata. Anzi. Al coro spontaneo delle famiglie dei bambini che frequentano o hanno frequentato la scuola si sono nelle ultime settimane uniti oltre a numerosi cittadini anche i genitori e le insegnanti dei plessi direttamente coinvolti in questo piano di ‘riorganizzazione del sistema scolastico territoriale’, ovvero Nido Girandola e Scuola dell’Infanzia Ilaria Alpi, che saranno oggetto di un’opera ristrutturazione per entrare a far parte del Nuovo Polo Educativo 0-14 di San Giusto”.

Fra i motivi che, dicono le famiglie, ha spinto a organizzare la manifestazione di domani, in sicurezza e nel rispetto dei protocolli anticontagio, anche “l’assoluta mancanza di un vero progetto strutturato che presenti una scala di azioni, una squadra di partner, un bilancio da verificare e delle scadenze da rispettare insieme alla perdita già da settembre 2021 di ben 22 posti nido pubblici, 7 per quanto riguarda la sezione lattanti e 15 per la sezione medi”.

Secondo questi genitori evidentemente intenzionati a non arrendersi per alcun motivo, “il Comune afferma di voler essere il motore del cambiamento, ma rinuncia a 30 posti di nido comunale e di fatto resta fuori dalla gestione diretta di tutti i servizi”.


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