23 Giugno 202011min

Francia: Grasse

grasse

Grasse è un luogo da visitare…con il naso. È il centro dove è nata l’arte di unire le essenze e trasformarle in effluvi paradisiaci. I suoi dintorni sono una serra profumata da scoprire.

Non c’è niente di meglio per iniziare a scoprire la pittoresca cittadina provenzale definita da Jean-Baptiste Grenouille, protagonista del best-seller Il Profumo di Süskind, come “incontestata metropoli della produzione e commercio di sostanze odorose, articoli di profumeria, saponi e olii… la Roma dei profumi, la terra promessa dei profumieri”. Il romanzo, trasformato nel 2006 in un premiatissimo film con Dustin Hoffman e Alan Rickman, è ambientato in gran parte proprio qui, nella capitale indiscussa degli aromi e delle essenze. Vogliamo allora provare a scoprirla con senso diverso dalla vista, provare a vederla con l’olfatto, “più precisamente di quanto altri avrebbero potuto vederla con gli occhi, giacché (la percepiamo) in un secondo tempo e quindi in modo più elevato: come essenza, come lo spirito di qualcosa che c’era stato, qualcosa di non turbato dagli attributi del presente quali il rumore, i suoni striduli, la promiscuità.”

Qui ha sede il Il Museo Internazionale del Profumo, dove si trova la storia dell’essenza dagli Egizi e Fenici sino ai giorni nostri, ammirando l’originale collezione di contenitori in cui l’uomo (o forse meglio, la donna) ha con servato i suoi preziosi elisir nei millenni. Qui, nelle sale multimediali dedicate soprattutto ai bambini, ma tanto divertenti anche per i più grandi, ci si può stupire della difficoltà nel riconoscere l’origine di un odore non familiare e ho esplorando così la natura come fonte d’ispirazione.

A Grasse l’arte del naso si è sviluppata nel XVI secolo, come conseguenza della moda lanciata da Caterina de’ Medici di indossare guanti profumati. L’esperienza dei laboratori di conceria della città e la possibilità di coltivare essenze sotto il mite clima mediterraneo negli altopiani circostanti hanno fatto il resto.

Spostandosi verso altopiano dei Monti d’Azur, la culla medioevale delle reali di Bergamotto, lavanda, gelsomino e rosa. “Un bacino di parecchie miglia, un paesaggio fatto come un’enorme conca, i cui confini tutt’attorno consistevano in colline dai morbidi pendi e in catene di montagne dirupate… Su questa conca c’è un clima del tutto particolare, stranamente intimo… Sebbene il mare sia così vicino che si riesce a vederlo, non c’è nulla di marittimo, saIato e sabbioso… e sebbene verso nord si ergono grandi montagne… lì non si avverte nulla di rude o di stentato e non c’è correnti fredde”. Oggi solo la lavanda e poche altre essenze mediterranee sono ancora coltivate, ma le fresche vette di oltre mille metri, a pochi passi dal mare, sono diventate un luogo di culto per gli sport outdoor e le emozioni in natura: grotte da esplorare tra luci e suoni o con entusiasmanti vie ferrate nascoste nella profondità della terra; adrenalinici parchi avventura, con lunghe zipline sulla cima della foresta, che attraversano intere valli; montagne attrezzate per il downhill in bici, per dormire come gli indiani o per pernottare sugli alberi.

Nel cuore più intimo si trova la piazzetta della cattedrale di Notre Dame du Puy, un esempio di romanico provenzale che custodisce numerose opere d’arte, tra cui tre dipinti di Rubens e una tela di Fragonard. Anche se quest’ultimo nome oggi è asso ciato principalmente al profumo, Jean-Honoré Fragonard fu uno dei più acclamati pittori del XVIII secolo, alla corte di Luigi XV, prima della Rivoluzione Francese.

Figlio di un guantaio di Grasse, di quelli che famosi gants parfumés amati da Caterina de Medici e che contribuirono al passaggio dalla conciatura delle pelli alla profumeria, il giovane artista visse principalmente a Parigi, viaggiando per tutta l’Europa. Ma la sua arte non si allontanò molto dall’ispirazione frivola e mondana della sua città natale: divenne famoso non per le sue opere religiose (come il Cristo che lava i piedi agli apostoli della Cattedrale) ma come pittore di moda, che illustrava la vita della nobiltà. Era noto soprattutto per lo sfarzo degli abiti che ritraeva e per le scene erotiche e allusive, che avevano per tema l’amore, il desiderio, gli incontri tra innamorati. Sicuramente un buon profumo, nelle atmosfere dei suoi quadri, non deve essere mancato.

Non tutto in città ruota quindi attorno al principe dei sensi: oltre alle storiche profumerie come Fragonard (Usine Historique), Galimard, Molinard e Guy Bouchara, e al Museo Internazionale del Profumo, ci sono la Ville-Musée Jean-Honoré Fragonard, dove l’artista si rifugiò durante la Rivoluzione. E poi ancora la collezione Fragonard e il Museo Provenzale del Costume e del Bijou, che ben si sposa con le opere pittoriche dell’artista e con gli infiniti aromi che, ad ogni angolo di strada, escono dalle piccole botteghe e dai negozi di profumi, saponi e oli essenziali. Terminata l’esperienza “nasifera”, si possono esplorare in auto i Pays de Grasse, i piccoli borghi del circondario immersi nel Parco Regionale delle Prealpi d’Azur. Il più vicino a Grasse e Cabris, che si raggiunge svoltando proprio in città su una strada dall’inizio un po’ angusto, ma che dà subito un po’ di sollievo appena usciti dalle case. ll borgo del 1500, con la bella chiesa di Santa Margherita e i resti del castello feudale, fu casa natale di Marie de Saint-Exupéry, la madre dello scrittore pilota autore de Il Piccolo Principe ed è popolato di pittori, scultori e giovani artigiani, con ottimi ristoranti d’autore.

Proseguendo sulla strada molto panoramica, Saint-Cézairesur-Siagne, che riesce ad essere incredibilmente ancora più panoramico del percorso per raggiungerlo, con le rovine delle mura affacciate sul torrente. Anche qui i vicoli sono affollati di artisti e di botteghe che due prodotti cult della regione: olio provenzale Aoc (la nostra Doc) e formaggio di capra. Nelle immediate vicinanze ci sono le grotte di Saint-Cézaire, visitate anche dall’imperatore d’Etiopia, le più grandi e famose della regione provenzale. La strada principale che torna verso la Route Napoleone diventa più ampia, anche se il tracciato si snoda sempre più verso la montagna e il passo del Col du Pilon. Si raggiunge così Saint-Vallier-Thiey, piccolo centro accoccolato nell’altopiano. Nelle vicinanze, si apre una grotta, curiosamente attrezzata di luci, gnomi e folletti, dal nome evocativo di Souterroscope de la Baume Obscure.

Magnifico l’altipiano del Plateau de Caussols, la pianura dove si affaccia l’osservatorio astronomico della Costa Azzurra, ha un incredibile vista su tutto il golfo di Cannes e produce ancora la lavanda e le altre essenze per gli oli essenziali delle profumerie. Dall’altra parte del plateau c’è la valle del Loup, con la strada fondovalle D2 da Caille a Gréolièrs.

Giunti, ad Andon, si trova il parco sportivo di La Moulière, un’intera montagna da 1.589 metri attrezzata per le attività all’aperto. Nello stesso parco si trova l’accesso alla Via Souterrata, una spettacolare grotta attrezzata con una via ferrata, con passerelle sospese, scale e ponti, accessibile ai bambini dai 10 anni, con guida e attrezzatura a noleggio. Giusto di fronte, il grandioso Parco Avventura, famoso non solo per i suoi passaggi arborei adrenalinici, comprensivi anche di salto nel vuoto, ma soprattutto per le lunghissime zipline, che tagliano la volta arborea sino dall’altra parte della valle.

Al pittoresco borgo di Greolières, dominato dalle rovine del castello, si può decidere se scendere du Loup con la strada principale del fondovalle oppure con la secondaria che passa da Cipières, piccola ma panoramica. Arrivati alle cascate del Saut du Loup (visitabili con un piccolo ticket al bar), si è di nuovo di fronte all’alternativa: a destra si arriva più rapidamente a Pont-du-Loup e alla sua famosa Confiserie Florian; rinomata per le clementine e i fiori caramellati; a sinistra si sale per Gourdon, emblema della Provenza, dichiarato uno dei più bei villaggi di Francia, che pare disegnato da un pittore impressionista sulla cima del suo colle scosceso. Il paesino, affacciato sulle spettacolari gole, è un tripudio di artisti e artigiani locali, famoso soprattutto per le pitture su tela e per la lavorazione artistica del vetro e della cristalleria.

Curiosità:

Il Parco delle Prealpi d’Azur è una terrazza spettacolare sulla Costa Azzurra, che spazia dai 300 ai 1.800 metri di altitudine, nell’entroterra di Grasse, dove la tradizione del pascolo brado di ovini, caprini e bovini ha permesso la salvaguardia di oltre 2.000 specie floreali (un terzo dell’intera biodiversità francese), con alcune rarità come la Fritillaria orientalis, un giglio selvatico dall’incredibile colore bordeaux. Anche gli animali hanno beneficiato della protezione degli antichi sistemi di pastorizia: il grifone e il biancone volano sui cieli dell’altopiano, mentre il pipistrello ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) si riposa nelle 2000 grotte carsiche (137 km di gallerie), che fanno del plateau la riserva idrica della costa. Questo paesaggio eccezionale è attraversato anche dalla storia, dai tumuli e menhir neolitici ai castelli medioevali e dalla famosa Route Napoleon, la strada che l’imperatore di Francia percorse in 9 giorni, da Cannes Grenoble, di ritorno dall’esilio dell’Elba, per riconquistare Parigi, prima dei 100 giorni e della sconfitta di Waterloo.

 


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Lo Studio Grafico Image dopo aver acquisito “IN SCANDICCI”, ha voluto dare la sua impronta rivoluzionando il giornale che si presenterà con una veste grafica completamente rivisitata, oltre a voler rinfrescare l’immagine e inserire maggiori contenuti all’interno del sito web coordinato. Inoltre sarà sviluppato su 16 pagine sempre in formato tabloid e suddiviso in categorie d’interesse riconoscibili dal colore che si abbinerà all’argomento trattato. I temi saranno numerosi e vari, chiaramente incentrati per la maggior parte sul territorio di Scandicci e dintorni.


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