S.O.S. per il GAMPS a rischio chiusura: come contribuire

22 Aprile 20213min250
Gamps 10.7.20

Non riteniamo necessario spiegare per l’ennesima volta cosa è il GAMPS, dal momento che INscandicci è da anni vicino a questa ultratrentennale pregevole realtà del territorio e ne parla con regolarità (qui trovate comunque un breve video che ne descrive l’attività).

Ciò che invece al momento merita di essere posto all’attenzione è l’andamento delle attività di solidarietà economica per scongiurare la chiusura, forse definitiva, di questo museo di mineralogia e paleontologia. Il motivo del temuto calo di sipario è presto detto e si traduce – come quasi sempre ormai nella nostra società umana – nel concetto di risorse economiche. Risorse che il GAMPS, con grande dignità, ha sempre reperito autonomamente dandosi da fare (ad esempio con le visite guidate per le scuole e per i privati), poiché aiuti consistenti da istituzioni e possibili mecenati ne ha visti davvero pochi. E sì che di ricconi, sul territorio scandiccese, non ne mancano: gruppi, aziende… colossi che con un battito di ciglia, finanziariamente parlando, garantirebbero un anno di vita all’associazione che gestisce il museo.

Ma la pandemia, che ormai ha fatto il giro di boa annuale, ha ridotto all’osso le attività che permettevano all’ente di incassare il sufficiente per sopravvivere (circa un migliaio di euro al mese di spese fra utenze e assicurazioni) e il presidente Simone Casati non si vergogna di dire che l’ossigeno, prima che il museo esali l’ultimo respiro, basta sì e no per un mese.

Dicevamo delle iniziative di sostegno economico per scongiurare la chiusura: in questi giorni in molti stanno contribuendo con donazioni (lo si può fare con Paypal: gamps@gamps.it oppure con bonifico bancario: IBAN IT 97 E 08673 38080 023000035286 o direttamente da questo sito), ma ancora non ci siamo, la generosità della popolazione è tanta, ma è tanta anche la situazione di “rosso” del portafoglio del GAMPS. E pensare che la finalità dei fondatori era ed è realizzare una sede museale che raccontasse e insegnasse la storia del territorio toscano contestualizzandola col paesaggio odierno. Mica roba da poco…

 

 


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