INCONTRI DI PSICOLOGIA – L’azzardo ai tempi della pandemia

14 Dicembre 20206min103
L'azzardo ai tempi della Pandemia (1)

Il 2020 è un anno che non dimenticheremo facilmente. Abbiamo imparato a vivere nelle limitazioni, nelle distanze, nelle ansie da contatto e nella paura da contagio. Contemporaneamente abbiamo anche avuto la possibilità di confrontarci con aspetti inusuali di noi stessi e del proprio modo di vivere la vita. Nel bene e nel male.

Alcuni hanno riscoperto hobby sepolti, la voglia di leggere un libro, di stare insieme e ripensare il tempo con la propria famiglia. Per altri, invece, si sono esasperate o manifestate difficoltà che rimanevano un po’ nascoste, a sé stessi e ai propri cari. In generale, si è registrato nella popolazione italiana un aumento dei sintomi ansiosi, depressivi e da stress-correlati.

Un vissuto particolare è stato quello di chi ha manifestato un problema di gioco d’azzardo. La chiusura delle sale da gioco, sale scommesse, bingo, il blocco delle slot-machines e la sospensione della raccolta del gioco presso le tabaccherie ha avuto l’effetto di spezzare la catena di “abitudini” consolidate per molte persone.

Il CNR-Ifc (Istituto di Fisiologia Clinica del consiglio Nazionale delle Ricerche), attraverso lo studio GAPS#iorestoacasa ha registrato una diminuzione del gioco fisico, con più del 35% dei giocatori che ha ridotto le puntate e quasi il 23% che ha smesso, mentre un intervistato su tre ha dichiarato di aver aumentato il gioco online.

L’impossibilità a giocare d’azzardo, per chi ha un problema specifico, ha causato un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza. Il pensiero ossessivo per il gioco, già costante nella vita quotidiana, si è intensificato nella ben nota situazione di restrizione e isolamento sociale generando un disagio significativo nel vivere quotidiano.

In alcuni casi, si è potuto assistere a una presa di coscienza da parte della persona e del partner del cambiamento del significato del gioco: da un’iniziale occasione saltuaria di svago allo sviluppo di un rapporto imprescindibile e problematico, che può essere sfociato in un vero e proprio disturbo.

Il “Disturbo da gioco d’azzardo” è una forma di dipendenza comportamentale, complessa e multidimensionale, inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (noto come DSM-5), utilizzato da psicologi, psichiatri e medici.

Esso comprende vari aspetti, come ad esempio, il sentire la necessità di giocare una quantità crescente di denaro con lo scopo di raggiungere l’eccitazione desiderata (chiamato effetto tolleranza), avere difficoltà a ridurre o interrompere la propria attività di gioco anche attraverso una forma di irrequietezza e di irritabilità, ai quali si possono aggiungere disturbi fisici come cefalea, disturbi gastrointestinali e insonnia (una sorta di crisi astinenziale). La persona può essere spesso preoccupata per il gioco d’azzardo, per esempio, ricordando spesso le perdite e le vincite precedenti, pianificando i momenti di gioco futuri pensando come poter ottenere altro denaro da investire nel gioco; può tentare, inoltre, di recuperare i soldi perduti tornando a giocare nuovamente (la cosiddetta rincorsa delle perdite) e di nascondere il proprio coinvolgimento attraverso la svalutazione dei propri comportamenti o la menzogna.

I giocatori, spesso, usano il gioco per modulare i propri stati d’animo, sia quando si sentono particolarmente felici che quando si sentono senza speranza, in colpa, ansiosi, depressi. Quella che sembra una soluzione, diventa ben presto un aggravamento della situazione, determinando a vari livelli problemi relazionali, professionali ed economici aggiuntivi, nonché un peggioramento del tono dell’umore. Bisogna anche non sottovalutare, poi, l’aspetto finanziario, che può portare ad un importante indebitamento economico, sia attraverso vie legali che illegali.

Tante persone e tante famiglie si sono trovate, dunque, ad affrontare questo tipo di difficoltà, da soli o a distanza.

Oggi, come a marzo, abbiamo una nuova possibilità di rallentare i nostri ritmi e di aumentare il tempo da dedicare a sé stessi e ai propri cari. Siamo nuovamente davanti a una “sliding door”: fermarsi, osservarsi ed eventualmente mettere in discussioni parti di sé per raggiungere un maggior senso di benessere ed equilibrio nella propria vita oppure no. Per i giocatori, può essere una nuova occasione per mettersi finalmente e diversamente in gioco, al fine di non sentirsi più impotenti e soli.

Di Simona Corrado, psicologa e psicoterapeuta, PsicologiaFirenze.it


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