INCONTRI DI PSICOLOGIA – Locus del controllo e qualità della vita

10 Marzo 20213min96
neurology

Avete mai sentito parlare di “locus del controllo” (o nella sua accezione inglese “Locus of Control”)? Perché è così importante per la qualità della nostra vita?

Il locus del controllo è l’atteggiamento mentale associato all’idea di poter produrre o meno, con le nostre azioni, determinati risultati rispetto a quanto esercitato quotidianamente dal caso e da circostanze esterne sulla nostra vita. In sintesi, è la credenza che una persona ha rispetto al controllo sugli eventi che determinano il proprio destino.

Il primo aspetto da considerare per comprendere le cause di un evento o per interpretare il comportamento di qualcuno riguarda la valutazione delle sue cause distinguendo tra fattori di origine o natura interna e fattori di origine o natura esterna.La psicologia descrive due tipi di locus del controllo:

  • Un locus del controllo esterno, in cui l’individuo è convinto che i risultati delle proprie azioni dipendano perlopiù da fattori esterni non prevedibili o comunque non controllabili al punto da rendere sostanzialmente inefficace il proprio contributo;
  • Un locus del controllo interno, sviluppato da coloro che credono nella propria capacità di controllare gli eventi e, indipendentemente dai loro successi o insuccessi, dal credere che l’esito delle proprie azioni dipenda maggiormente dalla propria forza di volontà, dallo sviluppo delle proprie capacità e dall’applicazione delle proprie abilità.

È evidente come il locus del controllo possa essere influente sulla scelta dei comportamenti da adottare in diverse circostanze poiché è dal giudizio sull’efficacia delle nostre azioni che dipenderà il nostro comportamento.

Il Locus del controllo peraltro svolge anche un ruolo nella valutazione del comportamento altrui. Sappiamo ad esempio come le persone, pur di risparmiare risorse mentali, spesso privilegino le cosiddette euristiche, ragionamenti svolti in modo rapido e sistematico che, come vere e proprie scorciatoie nel nostro pensare, impiegano un minore numero di informazioni a scapito della qualità delle conclusioni. Questo non sarebbe un grosso problema se di conseguenza non si commettessero dei bias, giudizi svolti in maniera altrettanto rapida che portano ad errori di valutazione. Celebre è infatti l’errore fondamentale di attribuzione: la tendenza ad attribuire cause esterne a nostri errori o comportamenti controproducenti e cause interne nel giudicare il comportamento altrui. Quante volte non ci accorgiamo della “trave che abbiamo nel nostro occhio” per giudicare la “pagliuzza nell’occhio altrui”?

Dr. Mirko De Vita

(Docente e formatore, specialista in Psicologia sociale e cognitiva)


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