INDONESIA: TRA TEMPLI E RISAIE

14 Febbraio 20208min
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Il primo impatto con Bali può essere scioccante, il traffico appena usciti dall’aeroporto di Denpasar è delirante: auto, motorini, autobus si muovono senza logica apparente se non quella della sopravvivenza. Una volta però superato lo smarrimento iniziale l’isola regala spazi e immagini di una bellezza antica, fatta di storia, natura, tradizione e cultura. Bali è un’isola che può accontentare le aspettative, le necessità e i gusti di un gran numero diverso di turisti ed esploratori. Esistono zone molto turistiche piene di locali e adatte a giovani che amano la vita notturna, spiagge per gli amanti del surf ma anche zone più tranquille, “spirituali”, storiche e immerse in paesaggi mozzafiato, situate in particolare lungo la costa orientale, la costa settentrionale e la zona centrale.

I bambini giocano in ogni dove: lungo le strade, spesso in giro da soli, allegri e spensierati; le anziane siedono in gruppo chiaccherando, intente ad intrecciare foglie di banana. Le persone appaiano felice, rilassate e nella loro semplicità sembrano aver trovato la formula magica per una vita serena in perfetta coerenza con la filosofia Tri Hita Karana che sta alla base della cultura e della tradizione balinese.

Sanur è una tranquilla cittadina sulla costa orientale dell’isola, vicinissima a Denpasar. La lunga spiaggia di Sanur si estende per 5 km ed è lambita da acque basse e calme grazie alla presenza (al largo) della barriera corallina contro la quale le onde si infrangono prepotenti. Qua e là si vedano pescatori immersi fino al petto che sbucano dall’acqua con in testa il tipico cappello, di paglia e vicino alla riva sono ancorate numerose Jukung (imbarcazioni colorate tipiche). Sanur è una base comoda da cui spostarsi per raggiungere altri luoghi di interesse sull’isola e per arrivare a Lombok e alle Isole Gili.

Da qui si raggiungono le risaie di Jatiluwih e Tegallalang, uscendo dalle vie principali si potrà scorgere dei paesaggi incantevoli. Il primo Tempio che si incontra è il Tempio Taman Ayun, che fu il principale del regno di Mengwi. È completamente circondato da un fossato e comprende due grandi giardini. Il tempio fa parte del sistema subak ed è uno dei luoghi più importanti di Bali, oltre ad essere uno dei quattro siti Unesco. Da lì si prosegue verso il Museo del Subak che si trova nella reggenza di Tabanan e che è stato istituito con lo scopo di far conoscere il sistema di irrigazione tradizionale tuttora utilizzato dai contadini di Bali.

Proseguendo in direzione nord, verso le risaie, ci si imbatte nel Butterfly Park, dedicato alla ricerca, all’allevamento e alla conservazione delle farfalle e ospita alcune specie molte rare tra cui la farfalla birdwing, la coda di rondine e il grande mormon. È possibile osservare da vicino gli allevamenti di bachi ma anche particolari specie di insetti come l’insetto foglia, l’insetto stecco e lo scarabeo rinoceronte, immersi in un giardino tropicale incantevole.

Iniziando a salire sulle colline si può ammirare foreste tropicali,  terrazze di riso e palme in ogni dove e attraversare villaggi che sembrano essersi fermati nel tempo: bambini lungo la strada o ai piedi di statue mostruose (raffiguranti veri “mostri”) che felici ti salutano; donne intente  a intessere foglie di banane o che trasportano sul capo lunghi bastoni, uomini che incidono il legno o impegnati a costruire bellissime gabbie per galli, tutti avvolti da una spontaneità antica, intatta, vera.

Ubud è considerata il cuore culturale e artistico di Bali. Questa vocazione nasce ad inizio ‘900, quando la città divenne un protettorato olandese e cominciò a fiorire come centro religioso e culturale. Negli anni ’30 molti artisti occidentali furono invitati a Ubud e questo diede grande impulso all’arte locale, alla diffusione dell’arte balinese nel mondo ma anche alla creazione di nuovi stili e nuove tecniche.

Un altro luogo suggestivo e il Sacred Monkey Foresty Sanctuary. Il parco è abitato da tantissime scimmie balinesi ed è davvero molto bello: il tempio, i ponti, le fontane ma anche la vegetazione trasmettono quella che doveva essere la vera magnificenza di questa cittadina nel passato.

Verso nord est si trova il tempio Tirta Empul che sorge ale sorgenti sacre di Tirta Empul. A queste acque sono attribuiti poteri magici e il luogo è frequentato da sacerdoti e credenti per le abluzioni.

 

LE RISAIE E IL SISTEMA SUBAK

In Indonesia il riso non è solo alla base dell’alimentazione della popolazione ma anche un elemento centrale nelle cerimonie sociali e religiose.

La complessa organizzazione necessaria per coltivare questo prodotto costituisce da secoli un importante fattore di coesione della vita comunitaria ed esprime un forte valore identitario in termini sociali e religiosi, tanto da essere stato riconosciuto, nel 2012, Paesaggio Culturale e quindi Patrimonio Mondiale dall’Unesco.

Il territorio vulcanico di Bali ha garantito all’isola un terreno estremamente fertile, ideale per le coltivazioni. Sull’isola inoltre sono presenti quattro laghi montani e ben 150 fiumi le cui acque, sapientemente regolamentate dall’uomo in un complesso sistema idrico, hanno garantito un’irrigazione adeguata alle coltivazioni di riso. Questo sistema è detto Subak ed è un metodo tradizionale di irrigazione delle risaie praticato sa oltre 10 secoli. È basato sull’utilizzo di una reta di canali, dighe, condutture di bambù e gallerie e prevede anche un sistema artificiale di terrazzamento del terreno al centro del quale è posto un tempio per l’accumulo e la gestione democratica e cooperativa delle acque. Questi templi sono anche un luogo dove i contadini incontrano i capi eletti e prendono decisioni democratiche sul programma di irrigazioni.

Il Subak nasce come espressione della filosofia Tri Hita Karana da cui hanno origine i valori tradizionali della cultura balinese che si basa sulla consapevolezza che gli esseri umani hanno bisogno di mantenere sempre una relazione armoniosa tra l’uomo e Dio, tra l’uomo e gli altri umani e tra l’uomo e la natura. Le congregazioni dei templi dell’acqua, a cui partecipano tutti gli agricoltori, mirano a sostenere un rapporto armonioso con il mondo naturale e spirituale, attraverso una gestione sostenibile delle risorse e una serie di rituali, offerte e spettacoli artistici.

Nonostante la struttura sociale di Bali sia notevolmente cambiata negli ultimi decenni, la responsabilità collettiva radicata nella tradizione della coltivazione del riso continua a dettare il codice morale della vita quotidiana, anche nei centri urbani.


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