Intervista a Robert Shackelford, esempio di cultura e umanità

16 Marzo 20216min135
Robert Shackelford

Grazie al piano vaccini che in America sta procedendo velocemente e in modo efficace, a Firenze si ricomincia a sentir parlare americano: sono i ragazzi – che nutrono grande amore verso il capoluogo toscano – che vengono dagli Stati Uniti per studiare ai vari istituti e università presenti nel nostro territorio. Arrivano con i covid free flights, ovvero i voli per cui è necessario farsi un tampone prima della partenza e immediatamente dopo l’arrivo e se si è negativi si può entrare e stare in Italia fino a 150 giorni.

Sulle colline di Scandicci si trova la HUF (Harding University in Florence) e qui di seguito possiamo leggere l’intervista che Tiziano Bonanni ha fatto a Robert Shackelford (nella foto), che la dirige dal 1990.

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Shackelford è membro attivo di AACUPI (Association of American College and University Programs in Italy) per la quale ha svolto il ruolo di segretario dal 2001 al 2016, e del Consiglio dell’associazione “Toscana – Usa” con la quale collabora all’organizzazione di vari eventi.

Laureato alla Harding nel 1982, ha insegnato arte, bibbia, ed educazione fisica; e’ stato allenatore di basket, baseball e atletica come allenatore della Florence American Football fino al 2003. E’ diacono e membro attivo della Chiesa di Cristo di Firenze.

Attualmente il programma della HUF ospita 3 gruppi all’anno, composti da circa 35 studenti ciascuno, nei quali egli dirige il programma ed insegna il corso di Humanities: il programma prevede lezioni direttamente sul posto in Sicilia, Napoli e Campania, Roma  e varie località della Toscana come Firenze, Pisa, Lucca San Gimignano e Casentino.

E’ il fondatore dell’organizzazione “Help the Children Firenze“ la cui finalità è quella di raccogliere fondi per i bambini colpiti da immunodeficienze  http://www.helpthechildrenflorence.org  ed è anche il cofondatore del progetto “Be the difference – Never again” http://www.bethediffrence.neveragain.com  che pone la sua attenzione su tutte le persone che hanno rischiato la loro vita per gli altri o hanno combattuto per il nostro paese durante la seconda guerra mondiale.

Domanda: Sei un americano nato a Napoli, innamorato dell’Italia e della storia di Firenze, da molti anni ti dedichi all’insegnamento e hai appassionato migliaia di studenti americani alla storia del nostro paese: la sede della tua Università è sulle colline di Scandicci, tu hai raccolto le osservazioni dei tuoi studenti, perciò cosa vorresti dire a proposito di questo rapporto culturale ed umano con la città di Scandicci?

Risposta: Con Scandicci abbiamo un rapporto consolidato e negli anni abbiamo realizzato molti progetti insieme, così come abbiamo partecipato a molte iniziative organizzate dal comune. Per gli studenti Scandicci è diventata casa: è una città tranquilla dove lo studente della Harding può osservare e vivere le abitudini e la cultura locale, anche rendendosi protagonista di iniziative come la corsa per la legalità o pulire i sentieri sopra Scandicci insieme a ragazzi italiani. Per diversi anni abbiamo organizzato con il comune, e con altre Università e studenti italiani, un triangolare  di basket, pallavolo e calcetto con la Chiesa di San Giusto. Facciamo da diversi anni scambi di italiano-inglese con gli studenti del liceo Russell Newton e lezioni d’inglese per i ragazzi della Scuola Media Spinelli. Abbiamo ospitato ragazzi per il “Field Day” sponsorizzando la festa del 4 Luglio per l’indipendenza americana insieme con il Comune di Scandicci e l’Associazione Toscana USA. La nostra università si è prestata anche a iniziative di beneficienza per raccogliere fondi per l’ospedale Meyer di Firenze e altre associazioni.

D: Sei anche un eccellente pittore, siamo curiosi di sapere quanto la tua vocazione creativa sia stata di aiuto per il tuo lavoro di uomo e insegnante?

R:  Mi ricordo che già negli anni ’60, quando ho vissuto qui da giovane e ho iniziato a disegnare e dipingere alla scuola media, il modo di guardare, vedere ed osservare l’arte, l’architettura, la natura e le cose nel mondo in generale si stava sviluppando in me; è questo modo di interpretare le cose che cerco di trasmettere con passione agli studenti della Harding, sia nel mio ruolo di pittore che insegnante di storia dell’arte. Nello stesso modo nella mia vita privata, anche con l’aiuto di insegnanti che mi supportano, cerco di continuare a imparare e scoprire sempre nuove tecniche artistiche che mi permettono di esprimermi con la pittura e il disegno nel miglior modo possibile.

D:Vorresti chiedere qualcosa in particolare all’amministrazione comunale per ottimizzare il rapporto fra studenti stranieri e città di Scandicci?

R:  Solo di continuare con i progetti già stabiliti e di cercare nuovi scambi culturali per un rapporto di crescita reciproco e costruttivo.

Ringraziamo Robert Shackelford per la sua cortese disponibilità e per le sue onorevoli iniziative che arricchiscono il nostro territorio.

 


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