LA CHIESA CATTOLICA OGGI – Battesimo e quaresima

28 Febbraio 20218min227

La quaresima fu considerata fin dal III secolo il tempo privilegiato di preparazione immediata dei catecumeni al battesimo che veniva amministrato solennemente la notte di Pasqua. Fin dall’inizio le varie comunità si preoccuparono di preparare i candidati al battesimo, soprattutto gli adulti convertiti. Il trinomio: predicazione, fede e battesimo affiora in tutto il Nuovo Testamento come cammino indispensabile per ogni credente in Cristo. Il prototipo era già nel racconto di Pentecoste, dove il discorso di Pietro si concludeva con questo dialogo: «(Gli ascoltatori) all’udire queste cose si sentirono trafiggere li cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: che cosa dobbiamo fare, fratelli? Pietro disse loro: convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,37s). C’è qui la predicazione di Pietro, la reazione degli ascoltatori presentata come compunzione del cuore, e il battesimo amministrato immediatamente a tremila richiedenti.

All’inizio non c’era un tempo lungo di preparazione, ma l’istruzione e la fede, che nascono dall’ascolto della Parola, erano ritenute condizioni indispensabili per essere ammessi al battesimo. Sarà proprio questo stretto legame pastorale a far nascere gradualmente il catecumenato come istituzione organizzata dalla Chiesa per accogliere nella comunità persone adulte convertite e istruirle nella fede. Un primo nucleo di preparazione si trova già nella Didachè, che dà disposizioni per l’amministrazione del battesimo intorno all’anno 100: «Prima del battesimo digiunino il battezzante, il battezzando e tutti gli altri che potranno farlo; comunque esigerai dal battezzando un digiuno di almeno uno o due giorni» (n.7,3). E’ indicato qui un tempo minimo di preparazione al battesimo che coinvolge anche la comunità cristiana. Sarà all’origine di quella cura a più vasto raggio che si ritrova nei testi successivi. Questi descrivono modalità diverse di organizzazione, ma tutte hanno un nucleo comune nella trilogia ricordata: istruzione, fede e battesimo.

(Nella foto di copertina, un battistero bizantino conservato al Museo di Sousse in Tunisia).

Già nel III secolo, prima della comparsa della quaresima, il catecumenato risultava dunque organizzato accuratamente in molte chiese. Contemplava quattro tappe di cammino: Il kerigma o primo annuncio destinato a suscitare la fede degli ascoltatori; l’ammissione, dopo un accurato esame di chi faceva richiesta del battesimo, nel catecumenato che durava tre o più anni; l’ammissione al cammino quaresimale che durava cinque settimane con almeno tre scrutini; l’ingresso nella settimana santa che si concludeva con il battesimo. Sono le tappe descritte dalla Tradizione Apostolica di Ippolito. Il candidato prima di essere ammesso al cammino catecumenale veniva esaminato sui motivi della sua scelta, sulla sua condizione sociale, sul mestiere che svolgeva.

Il rito di ammissione era presieduto dal vescovo, che chiamava accanto a sé i maestri incaricati dell’istruzione dei catecumeni. Si fissava per ciascun candidato la durata del catecumenato, che di regola non era inferiore ai tre anni. Poteva però essere allungato o ridotto in seguito, a seconda dell’impegno dell’interessato. In questa circostanza il vescovo imponeva le mani e soffiava su ciascun candidato (insufflatio). Erano gesti simbolici di esorcismo per la liberazione l’interessato dalla presenza del demonio nella sua vita di pagano. Il vescovo offriva poi a tutti un pugnetto di sale da degustare (salatio), come segno della sapienza divina che avrebbe donato loro l’istruzione catechetica. Infine tracciava un segno di croce (signatio) sulla fronte di ciascuno a significare l’appartenenza a Cristo. I catecumeni venivano affidati ai padrini o alle madrine, che avevano l’incarico di accompagnarli amorevolmente nel loro cammino di formazione e di garantirne l’impegno. Solo a questo punto i catecumeni entravano nella categoria degli «uditori», cioè dei catecumeni effettivi.
Quando essi iniziavano il cammino quaresimale di preparazione immediata al sacramento, venivano di nuovo esaminati dal vescovo, che voleva accertarsi se fossero vissuti devotamente nel periodo di catecumenato, se avevano aiutato le vedove, se avevano visitato gli ammalati e praticato altre opere di bene. Solo dopo questo esame, entravano nella categoria degli «eletti», cioè dei candidati al battesimo.

Nelle tre ultime domeniche di quaresima erano sottoposti a tre scrutini, che non erano esami ma esorcismi, cioè benedizioni dirette ad allontanare sempre più il demonio dal loro cuore. In queste tre domeniche veniva fatta anche la consegna dei simboli (la traditio simboli), cioè l’affidamento dei tre strumenti indispensabili della fede cristiana: Il Vangelo, il Credo e la preghiera del Padre nostro.

Il Battesimo era amministrato nella notte più santa dell’anno, quella di Pasqua. Ippolito lo racconta così: «Al Canto del gallo, per prima cosa si preghi sull’acqua che scorre in una fonte o che fluisce dall’alto. Se questo non è possibile, si usi l’acqua disponibile. I battezzandi si spoglino; prima i bambini per i quali rispondono i genitori o qualcuno della famiglia. Si battezzino prima gli uomini e poi le donne che avranno i capelli sciolti e non indosseranno gioielli d’oro e d’argento. Nessuno discenda nell’acqua con indosso qualcosa di estraneo» (n. 21). L’immersione nella vasca d’acqua avveniva in un posto riservato (il battistero) e con l’accompagnamento del solo diacono per gli uomini e della diaconessa per le donne, per evidenti ragioni di pudore. Poi i battezzati erano rivestiti di una tunica bianca ed entravano in chiesa per essere unti dal vescovo con crisma e partecipare all’eucaristia. Battesimo, Cresima ed Eucaristia erano i sacramenti dell’iniziazione conferiti nella stessa celebrazione Pasquale.

Anche oggi la Chiesa usa questa prassi con i catecumeni; la preparazione al Battesimo dura 1 o 2 anni – L’elezione a catecumeni avviene la prima domenica di Quaresima in Cattedrale alla presenza del Vescovo –  i tre scrutini avvengono in parrocchie nelle ultime tre domeniche di Quaresima e i Sacramenti del Battesimo, Eucarestia e Cresima sono conferiti solennemente nella Veglia Pasquale.

Nella nostra Diocesi ogni anno tanti adulti (italiani e stranieri) chiedono il Battesimo e gioiosamente, convintamente si preparano a riceverlo. E’ un dono di Grazie per tutta la Chiesa. Quindi noi già battezzati consideriamo il valore di questo primo Sacramento e non banalizziamolo quando decidiamo di battezzare i nostri figli; è un dono grande il Battesimo e chi lo riceve, riceve la vita di Dio in dono. Dono immenso ed eterno!


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