LA CHIESA CATTOLICA OGGI – La Quaresima

21 Febbraio 20216min115
quaresima

L’Anno Liturgico della Chiesa, che ha la sua “fonte” e il suo “culmine” nel Mistero Pasquale, è scandito da cinque periodi. Si hanno, pertanto, in ordine progressivo: Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Tempo Ordinario. La Quaresima è il tempo liturgico durante il quale il cristiano si predispone, attraverso un cammino di conversione e purificazione, a vivere pienamente la Pasqua di Resurrezione centro della Vita del credente.

Essa inizia il “Mercoledì delle Ceneri” (che quest’anno è caduto lo scorso 17 febbraio) per chiudersi il Giovedì Santo (1° aprile) quando poi inizierà il Triduo Pasquale che culminerà nella Resurrezione del Signore, il 4 aprile prossimo.

Durerà 40 giorni, ma se qualcuno volesse fare i conti, si accorgerebbe che dal Mercoledì delle Ceneri a Pasqua i giorni non sono 40 ma 47… perché? Perché la domenica non è mai quaresima in quanto giorno cristianamente di festa perché di domenica la Chiesa vive sempre il ricordo della Resurrezione di Cristo. E quindi, togliendo le 7 domeniche che cadono in Quaresima i giorni sono effettivamente 40.

La scelta del numero 40 è emblematica e importante:

nel Nuovo Testamento:

  • 40 giorni che Gesù passò digiunando nel deserto;
  • 40 giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione e l’Ascensione.

Nell’Antico Testamento:

  • 40 giorni del diluvio universale;
  • 40 giorni passati da Mosè sul monte Sinai;
  • 40 giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero entrati;
  • 40 giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb;
  • 40 giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla;
  • 40 anni trascorsi da Israele nel deserto.

L’imposizione delle ceneri, secondo l’antica prassi, ci ricorda che il sacramento della penitenza era pubblico e costituiva di fatto il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero poi stati assolti nella celebrazione della mattina del Giovedì Santo. In seguito, le Ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell’anno precedente – si estese a tutti i fedeli e venne collocato, all’interno della Messa, al termine dell’omelia. Anche la formula che le accompagna, nel tempo, è cambiata: in origine era “ricordati che sei polvere e polvere ritornerai”, tratto dal libro della Genesi ora si può usare anche “convertiti e credi al Vangelo” più neotestamentaria.

La cenere con cui ci si cosparge il capo oggi ricorre spesso nel testo biblici e assume un duplice significato. Innanzitutto indica la fragile condizione dell’uomo di fronte al Signore, ed è anche un segno concreto di chi si è pentito e con cuore rinnovato riprende il proprio cammino verso Dio.

Proprio durante la Quaresima il credente fa l’esperienza del deserto, digiunando, affrontando le tentazioni che ogni persona deve saper riconoscere per vivere più serenamente con se stesso e con gli altri, e la preghiera più assidua e attenta.

Il digiuno vero e proprio (cioè almeno saltare uno dei pasti principali) per la Chiesa cattolica è limitato al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo; invece in tutti i venerdì di Quaresima è prevista l’astensione dalla carne e dai suoi derivati. Piccoli, grandi segni che ci ricordano che questo è un periodo prezioso per tutti.

Oltre al DIGIUNO e alla PREGHIERA una terza caratteristica quaresimale è la CARITA’ che non è solo l’aiuto più costante verso i fratelli e sorelle bisognosi ma anche più attenzione all’amore fraterno e al perdono verso chi sbaglia, in famiglia, sul posto di lavoro….

Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva! A qualcuno questa frase evangelica farà sorridere perché siamo tanto abituati a fare tutto da soio che ci sentiamo perfetti e giusti; invece tutti/e siamo sempre peccatori in quanto creature e se tornassimo a prenderne coscienza saremmo certamente più umili, più attenti a noi stessi, più clementi con gli altri, più amorevoli e solidali.

E poi c’è la nostra tradizione che in tanti secoli di cultura cristiana ci lascia numerose occasioni per vivere questo tempo sia nelle feste tradizionali (come il Carnevale che si chiude con l’avvio della Quaresima) che con i dolci e feste tipicamente Pasquali (cioè al termine dei 40 giorni) con in mezzo, almeno in centro Italia, la tradizione del “seghiamo la vecchia” che le nostre nonne e mamme ricordano benissimo!

Vi invito, infine, a leggere il Messaggio per la Quaresima che il Santo Padre invia ogni anno a tutti i credenti della Chiesa universale: per il 2021 “Quaresima, tempo per rinnovare fede, speranza e carità” – http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/lent/documents/papa-francesco_20201111_messaggio-quaresima2021.html

 


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