LA CHIESA CATTOLICA OGGI – Nella Chiesa Ministeri anche al femminile

17 Gennaio 20217min167
Papa F

 

Con il Motu Proprio del 10 gennaio 2021 “Spiritus Domini” il Santo Padre Papa Francesco ha modificato il primo comma dell’articolo 230 del Codice di Diritto Canonico che recitava così: “I laici di sesso maschile che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa.”; ora invece: “I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa”.

Differenza sostanziale: prima era specificato che solo i laici di sesso maschile potevano essere istituiti come lettori e accoliti, ora i “laici” cioè uomini e donne.

Diciamo che ormai questa era una prassi quasi consolidata almeno in certe aree geografiche della Chiesa universale, meno nel nostro mondo occidentale che si limitava alle donne solo come Ministri della Comunione ma non Accoliti.

Papa Francesco spiega questa scelta perché “in questi ultimi ani si è giunti ad uno sviluppo dottrinale che ha messo in luce come determinati ministeri istituiti nella Chiesa hanno per fondamento la comune condizione di battezzato e il sacerdozio regale ricevuto nel Sacramento del Battesimo; essi sono essenzialmente distinti dal ministero ordinato che si riceve con il Sacramento dell’Ordine Sacro. (…) E tali ministeri laicali, essendo basati sul Battesimo, possono essere affidato a tutti i fedeli, che risultino idonei, di sesso maschile o femminile….”.

Papa Francesco ha scritto una lettera previa al card. Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, spiegando la sua decisione di ammettere le donne ai ministeri di lettore e accolito.

In questa lettera, il Papa ha sottolineato la distinzione tra i ministeri “‘istituiti’ (o ‘laici’) e i ministeri ‘ordinati’ (in vista del sacerdozio), ed ha espresso l’auspicio che l’apertura di questi ministeri laici alle donne possa “meglio manifestare la comune dignità battesimale dei membri del Popolo di Dio”. Il Papa evidenzia: “L’Apostolo Paolo distingue a questo proposito tra doni di grazia-carismi (‘charismata’) e servizi (‘diakoniai’ – ‘ministeria’ [cf. Rm 12,4ss e 1Cor 12,12ss]). Secondo la tradizione della Chiesa vengono chiamati ministeri le diverse forme che i carismi assumono quando sono pubblicamente riconosciuti e sono messi a disposizione della comunità e della sua missione in forma stabile”.

“In alcuni casi il ministero ha la sua origine in uno specifico sacramento, l’Ordine sacro: si tratta dei ministeri ‘ordinati’, del vescovo, del presbitero, del diacono. In altri casi il ministero è affidato, con un atto liturgico del vescovo, a una persona che ha ricevuto il Battesimo e la Confermazione e nella quale vengono riconosciuti specifici carismi, dopo un adeguato cammino di preparazione: si parla allora di ministeri ‘istituiti’”.

Il papa ha osservato che “si sente sempre più l’urgenza oggi di riscoprire la corresponsabilità di tutti i battezzati nella Chiesa, e in particolar modo la missione del laicato”. Ha detto che il Sinodo amazzonico del 2019 “ha segnalato la necessità di pensare a ‘nuovi cammini per la ministerialità ecclesiale’. Non solo per la Chiesa amazzonica, bensì per tutta la Chiesa”. (Documento finale, n. 95,).

I Ministeri del LETTORATO e dell’ACCOLITATO furono istituiti da San Paolo VI nel 1972, a margine delle novità liturgiche approvate dal Concilio vaticano II.

Il LETTORE è “istituito per l’ufficio, a lui proprio, di leggere la parola di Dio nell’assemblea liturgica” (….) Il Lettore, sentendo la responsabilità dell’ufficio ricevuto, si adoperi in ogni modo e si valga dei mezzi opportuni per acquistare ogni giorno più pienamente il soave e vivo amore (Cf Cost. sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, n. 24; Cost. dogm. sulla divina Rivelazione Dei Verbum, n. 25) e la conoscenza della Sacra Scrittura, onde divenire un più perfetto discepolo del Signore.”.

L’ACCOLITO è “istituito per aiutare il diacono e per servire il sacerdote”. È quindi suo dovere occuparsi del servizio dell’altare, aiutare il diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della Santa Messa. Potenziali responsabilità di un accolito sono la distribuzione della Santa Comunione come ministro straordinario se tali ministri non sono presenti, l’esposizione pubblica del sacramento dell’Eucaristia per l’adorazione dei fedeli in circostanze straordinarie, e “l’istruzione degli altri fedeli, che, in via temporanea, aiutano il diacono e il sacerdote nei servizi liturgici portando il messale, la croce, i ceri, ecc.”.

Spetterà alle Conferenze Episcopali locali stabilire criteri appropriati per il discernimento e la preparazione dei candidati ai ministeri di lettore e Accolito nei loro territori.

“Offrire ai laici di entrambi i sessi la possibilità di accedere al ministero dell’Accolitato e del Lettorato, in virtù della loro partecipazione al sacerdozio battesimale, incrementerà il riconoscimento, anche attraverso un atto liturgico (istituzione), del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa”, scriveva ancora Papa Francesco alla Congregazione della Dottrina della Fede prima di emettere il Motu Proprio. Piano piano arriveremo al Diaconato alle donne? Intanto una commissione speciale sta studiando da un po’ di tempo questa questione in senso teologico, biblico, esegetico, patristico, liturgico. Lo Spirito Santo illuminerà la Chiesa in questo delicato discernimento.

Di don Massimo Cardoni, parroco della pieve di San Giuliano a Settimo

 

 

 

 

 


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