LA CHIESA CATTOLICA OGGI – Tempo della memoria

8 Novembre 20204min137
cimitero

Nella nostra tradizione cattolica il mese di novembre è dedicato al ricordo dei nostri cari defunti; la visita ai cimiteri

2 novembre: visita ai cimiteri

ci permette di dimostrare loro il nostro ricordo, affetto e preghiera. Quest’anno, a causa del Covid-19, nei cimiteri del comune di Scandicci non è stato possibile celebrare la S. Messa per i defunti col concorso dei fedeli, ma solo nelle chiese.

Il nostro Cardinale Arcivescovo, ogni anno si fa vicino ad ogni fedele con una riflessione adeguata e a volte con una lettera inviata a tutti tramite le parrocchie. Ultimamente ci ha ricordato che “la disperazione e l’angoscia di fronte alla morte si insinuano nell’animo di chi pensa ad essa come un atto estraneo alla vita, un evento che la chiude e quindi l’annulla. Ma la morte non nega la vita, bensì la compie. In questo tempo di pandemia, la morte, da un evento privato, è diventato pubblico e per cui un fenomeno con cui doversi inevitabilmente misurare”. Da Gesù, morto e risorto, impariamo una stupenda lezione: “Egli ha oltrepassato la soglia della morte per entrare nella vita nuova e questo fatto costituisce, ci ricorda San Paolo, il fondamento di una speranza che non delude” (Rm 5,5). Cristo Risorto ha tolto alla morte ogni potere e ne ha fatto il passaggio verso la vita vera, verso il cammino in cui Egli ci ha preceduti.

Ad ogni funerale in chiesa davanti alla bara viene posto il cero pasquale, che viene acceso solennemente nella veglia di Pasqua; è il simbolo della luce nuova della Risurrezione. Nel porlo davanti al feretro assume la funzione di fare luce, cioè di accompagnare il defunto verso la luce di Dio. La morte diventa così, per il cristiano, il passaggio alla vita. La risurrezione di Cristo vince la morte per sempre!

E il corpo dei nostri cari poi viene affidato alla terra; tutt’oggi i cimiteri sono un luogo in cui esercitare la fede pregando per i nostri defunti. Anche oggi la Chiesa consiglia la sepoltura come la forma più vicina alla nostra fede. Permette anche altre scelte, quali la cremazione, purché non sia fatta esplicitamente per negare la fede nella risurrezione finale. In tutti i casi chiede di conservare le ceneri nei cimiteri, non nelle proprie case e mai disperderle in natura negando un luogo preciso dove far memoria insieme, e dove la comunità cristiana può assicurare la preghiera costante. Il giorno di Pasqua, Gesù appena risorto, disse a Maria nel giardino del sepolcro: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,17).

Infine una annotazione pastorale: tutte le parrocchie del Vicariato di Scandicci hanno deciso che in questo tempo di pandemia, e per evitare occasioni di contagio o di assembramento (i funerali possono facilmente diventarlo per via del coinvolgimento emotivo di parenti e amici), di celebrare il funerale solo con il Rito delle Esequie senza la celebrazione della S. Messa, che si chiede ai familiari di fissare nei giorni successivi.

Di don Massimo Cardoni, parroco della Pieve di San Giuliano a Settimo 


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