LA MAGIA DEL CINEMA. RECENSIONI E DINTORNI. “Delphine et Carole Insoumuses”

19 Novembre 20204min262
Delphine et Carole

 

Se non comprendiamo a fondo quale sia stata la nostra storia passata, non sarà facile comprendere il nostro presente e analizzarlo per creare un futuro migliore.

Questa settimana ci dedichiamo alla recensione di un interessante film documentario visibile durante la 42° edizione del Festival “Cinema e Donne”, che quest’anno verrà proposto online il 25, 26, 27 novembre, nella sala virtuale PiùCompagnia.

“Delphine et Carole, Insoumuses” è un film documentario di Callisto Mc Nulty, cineasta francese nipote della videomaker e femminista franco-svizzera Carole Roussopoulos, “nota per le sue opere video sovversive, militanti e singolarmente intelligenti e divertenti che realizzò in collaborazione con la grande attrice francese della Nouvelle Vague Delphine Seyrig, e i loro collettivi artistici “Insoumuses” e “Video Out”.

Il film si sviluppa come un documentario classico, che spazia dalle interviste a Carole Roussopoulos poco prima della sua morte, ai filmati d’archivio che raccontano il sodalizio artistico tra le due donne, due eterne ribelli, indisciplinate, come suggerisce il titolo del film, e la militanza femminista. Il periodo era quello tra la fine degli anni ’60 e la prima parte degli anni ’70, quando a Parigi risuonava forte la voce del Movimento di Liberazione Femminile: Carole ne catturò lo sviluppo e lavorò “su” e “insieme” all’attrice Delphine Seyrig, protagonista nei film di grandi registi come Alain Resnais, Francois Truffaut, Luis Bunuel.

Delphine, che spesso aveva recitato nel ruolo di donne sottomesse agli uomini o di diaboliche femmes fatales , si ribellò agli stereotipi di genere e all’industria cinematografica dominata dagli uomini, si avvicinò al Movimento Femminista principalmente per dare voce alle donne, affinché fossero loro a raccontarsi in prima persona, a parlare di sé, delle proprie idee, dei propri vissuti. Si definiva certamente una femminista, ma rimanendo sempre anche e soprattutto un’attrice. Lavorò con registe donne di grande personalità quali Marguerite Duras o Chantal Akerman, e i filmati d’archivio ci permettono di ascoltare queste potenti artiste, molte interviste a Delphine, di ricordare il Manifesto delle 343 donne “ Be Pretty and Shut Up! (1976)”, per il quale  la coppia andò a Hollywood e parlò con attrici tra cui Jane Fonda, Maria Schneider, Cindy Williams ed Ellen Burstyn delle loro esperienze nel settore.

Il film approfondisce una parte del Movimento Femminista legato all’industria cinematografica in Francia che forse molte e molti di noi non conoscono, oseremmo dire quasi un prequel del Movimento #MeToo odierno. Si interroga sulle immagini passate (come dovevano apparire le figure femminili nella Hollywood dell’epoca? Quale era il prototipo di bellezza?) per guardare a quelle di oggi.  Un documentario da non perdere, che ci arriva dritto alle viscere, ci fa sentire parte di una Storia e di una lotta che ancora non si esaurisce, che ritrae la potenza del lavoro artistico di due donne, il loro legame e ciò che hanno saputo muovere e far diventare atto politico.

Per il programma e tutte le informazioni sul Festival Internazionale “Cinema e Donne”, che quest’anno si intitola “Realiste e visionarie”, consultare il sito www.iwfffirenze.it o la pagina facebook del Festival.

Mila Baldi – Presidente Amici del Cabiria

Eleonora Dapinguente – Vicepresidente Amici del Cabiria

 


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