L’AVVOCATO RISPONDE – La violenza di genere e la violenza domestica

19 Gennaio 202112min193
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Come noto la materia della violenza di genere e violenza domestica è stata oggetto di grande attenzione da parte del legislatore, il quale negli anni è intervenuto più volte modificando la normativa, adeguandola alle direttive Internazionali, sia in ambito sostanziale sia in ambito procedimentale. La legge 19 luglio 2019 n. 69 reca le le “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica”.

La normativa ha apportato modifiche sostanziali ma anche procedurali introducendo nel codice penale nuove tipologie di reato: 

deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (nuovo art. 583-quinquies c.p.);

– diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (c.d. Revenge porn, inserito all’art. 612 – ter c.p. );

costrizione o induzione al matrimonio (art. 558 – bis c.p.);

violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387 – bis).

Inoltre la nuova normativa ha previsto un inasprimento sanzionatorio relativamente ai reati di:

maltrattamento contro i familiari e conviventi (art. 572 c.p.) la cui pena prevede attualmente la reclusione da 3 a 7 anni rispetto alla precedente che prevedeva da 2 anni a 6 anni, nonché una fattispecie aggravata che stabilisce un aumento della pena fino alla metà, qualora il delitto venga commesso in presenza o in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di persone con disabilità, ovvero se il fatto sia stato commesso con armi.

atti persecutori (art. 612 – bis c.p.), la cui pena è stata inasprita da 1 anno a 6 anni e 6 mesi di reclusione;

violenza sessuale (artt. 609 – bis e ss. c.p), anche in questo caso, un inasprimento della pena prevedendo la reclusione da 6 a 12 anni rimodulando ed inasprendo il trattamento sanzionatorio del reato aggravato qualora la violenza sessuale sia stata commessa in danno di minore. In merito al  delitto di atti sessuali con minore (art.609 – quarter c.p.) è stato previsto un aumento della pena fino a un terzo qualora gli atti siano stati commessi con minori di 14 anni in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi; tale diritto diviene procedibile d’ufficio.

Un ulteriore novità riguarda la modifica della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persone offesa, attraverso l’utilizzo del c.d. braccialetto elettronico, che permette al giudice di garantire il rispetto della misura adottata. Ancora, la legge ha disposto la possibilità di sottoporsi ad un trattamento psicologico, avente come fine l’avvio di un percorso di recupero e di sostegno, a cui in taluni casi il legislatore subordina la concessione della sospensione della pena.

La legge 69/2019 ha apportato modifiche anche da un punto di vista procedurale, prevedendo un a velocizzazione dell’avvio del procedimento penale a tutela della vittima.

Attualmente, a fronte di notizie di reato relative a delitti di violenza domestica e di genere, si prevede che la P.G., acquisita la notizia, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta.

Il pubblico ministero, entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assumerà informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Tale termine potrà essere prorogato solo in presenza di imprescindibili esigenze di tutela di minori o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa.

La polizia giudiziaria procederà senza ritardo al compimento degli atti di indagine delegati dal PM e, sempre senza ritardo, metterà a disposizione del PM la documentazione delle attività svolte.

La violenza di genere è un tema molto delicato e nonostante che si siano susseguiti, nel corso degli anni, interventi legislativi, il fenomeno registra, ancora tutt’oggi, percentuali molto alte.

Si consideri che dal XII rapporto della violenza di genere in Toscana emerge come nel periodo compreso tra il 2006 ed il 2019, solo nella nostra Regione si sono verificati bem oltre 117 femminicidi. 

Per quanto sono sono assolutamente necessari non solo strumenti legislativi a sostegno delle vittime ma sopratutto una sensibilizzazione culturale tesa ad arginare e combattere il fenomeno.

Avv. Laura Grillo


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