Makarenko: mentre è annunciato uno sciopero il 15 aprile, intervengono Comune e Sinistra Italiana

29 Marzo 20214min237
Makarenko

Fra pochi giorni la giunta comunale di Scandicci dovrà approvare il nuovo piano educativo, che implica fra le tante cose la ormai notissima chiusura della scuola Makarenko.

Dopo varie manifestazioni e iniziative di protesta contro questa decisione, è stato annunciato – per l’intera giornata di giovedì 15 aprile – lo sciopero di tutti i servizi di nido e scuole dell’infanzia (zero-sei anni) a gestione diretta del Comune; l’agitazione delle lavoratrici del settore educativo comunale, riunitesi venerdì scorso in assemblea con i rappresentanti di Rsu, Fp Cgil e Uil Fpl, avverrà se nel frattempo non emergeranno, è stato detto, “soluzioni adeguate e soddisfacenti”.

Da parte sua il Comune replica tramite l’assessora all’Istruzione Ivana Palomba, che a La Nazione dichiara “Stiamo lavorando per trasferire l’esperienza 1-6 in tutte le scuole cittadine, anche nelle statali. Da settembre tutti i bambini di Scandicci avranno tempo scuola prolungato, pre e post scuola gratuito. Le proiezioni sulle nascite – prosegue l’amministratrice – ci dicono che nel prossimo triennio ci potrebbero essere cinque classi in meno di materne a Scandicci. E le chiusure, senza un intervento come quello della Makarenko, finirebbero col ricadere sulle scuole statali più piccole come Marciola e Rinaldi”.

Nella querelle si inserisce con un comunicato anche Sinistra Italiana: “[…] Negli ultimi anni le richieste di un maggiore impegno dell’Amministrazione comunale riguardo alla cura ed alla formazione della primissima infanzia hanno fatto i conti con le “giustificazioni” istituzionali che i costi degli asili nido fossero tali da non poter essere sopportati dalle insufficienti risorse finanziarie dell’ente locale […]. In questi giorni si sono distinte le significative prese di posizione di insegnanti protagoniste di storiche e fruttuose stagioni educative della città di Scandicci, per rivendicare le caratteristiche e le virtù dell’azione educativa realizzata ai tempi della sindaca Pieralli e dell’assessore Scalise, per citare quelli più vicini a noi nel tempo.
Anche allora si concordava sul fatto che fosse necessaria la crescita economica e l’innovazione, ma ciò stava all’interno di una visione e di una programmazione amministrativa e politica tesa a difendere ed implementare i diritti sociali affermati nella nostra Costituzione: in primis il diritto alla formazione ed all’istruzione dell’infanzia. Certamente garantire i diritti costa, ma ha anche un costo sociale culturale ed economico disconoscere la preziosa eredità delle generazioni e delle amministrazioni passate; i servizi educativi non devono essere ricondotti a logiche di mercato, soddisfatti sia dal pubblico che dal privato. […] Con questo spirito, chiediamo la riapertura delle iscrizioni alla Makarenko e auspichiamo che l’amministrazione presenti alla cittadinanza un vero progetto di fattibilità che comprenda le esigenze del territorio urbano ed extraurbano, e per consentire un confronto proficuo con le parti interessate (insegnanti, sindacati, cittadini) nell’ottica del miglioramento dei servizi educativi pubblici e per ottimizzare le strutture del Comune”.

 

 


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