Mercati nel mondo: America Latina Prima Parte

27 Aprile 20209min376
Day Of The Dead Celebrations

MESSICO – CITTA’ DEL MESSICO: Centro de Artesanìas La Ciudadela

QUANDO: Tutti i giorni

Concentrato in pochi isolati (quelli attorno alla fermata del metro Balderas), praticamente tutto artigianato immaginabile di un Paese dove ogni villaggio è un universo creativo. Molto frequentato anche dai messicani per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, La Ciudadela costituisce una scelta decisamente migliore dei molti shopping center dove spesso vengono trascinati i turisti. Perché vi si ritrova il fascino di un mercato vero, in botteghe dove, con tempo e pazienza, si possono acquistare veri e propri tesori, da un bicchierino per tequila soffiato a mano per meno di un euro a orecchini d’argento da due euro, per arrivare ai 40 euro di un vestito ricamato a mano. La Ciudadela si divide in due aree, quella delle botteghe e quella dove si possono vedere gli artigiani al lavoro. Da segnalare in particolare le surreali sculture di animali fantastici in legno di Oaxaca (locale n. 6 corsia nord), le celebri chitarre di Paracho (locale n. 64, vicino al patio centrale) e l’oggettistica degli huicholes, nativi della Sierra Madre Occidentale, fatta di coloratissime perline. Contrattazione possibile, ma non sfrenata.

MESSICO – CITTA’ DEL MESSICO: Bazar del Sàbado

QUANDO: Sabato

Il più bel mercato di artigianato di qualità si tiene all’interno di un palazzo coloniale affacciato sulla tranquilla e acciottolata plaza de San Jacinto (metro Miguel Angel de Quevedo), fiancheggiata da lussuose dimore coloniali e cuore del quartiere di San Angel, periferia sud della megalopoli. L’edificio è una sorta di fantastico labirinto a due piani in cui si affollano stand rigurgitanti di scatole laccate provenienti dal villaggio di Olinalà, oggettistica e gioielleria d’argento (tradizionale e contemporanea), ceramiche di ogni foggia e dimensione, animali fantastici in legno di Oaxaca, tessuti. Prezzi alti come la qualità e scarse possibilità di contrattare, per shoppivori esausti c’è anche un ristorante proprio nel patio, affollatissimo all’ora di pranzo. Prezzi più bassi, invece, nelle piazze e stradine circostanti, dove artisti e artigiani si affollano in un piacevole mercato delle pulci.

MESSICO – PATZCUARO: Mercato del Dia de Muertos

QUANDO: Ultima settimana di ottobre

Nei giorni che precedono il Giorno dei Morti ogni angolo di Messico si trasforma in un’orgia surrealista di piramidi di calaveras (teschi) di zucchero filato, bare di cioccolato, scheletri di carta, di legno, di terracotta e di ogni materiale concepibile. Sono i mercati in cui i messicani vanno a comprare il cibo e gli oggetti che i defunti amavano in vita per portarli sulla loro tomba. Un’occasione unica per scoprire un artigianato introvabile il resto dell’anno. Il posto migliore è Patzcuaro, affascinante cittadina coloniale sulle rive del lago omonimo che gli indios purepecha considerano una porta d’accesso all’lnframundo, il “luogo dell’oscurità”. La grande piazza Vasco de Quiroga si trasforma in una sorta di supermarket: da non perdere gli oggetti in rame di Santa Clara del Cobre e le maschere di Tocuaro (partono da 20 euro, ma sono molto più belle di quelle che si trovano altrove). Buone possibilità di contrattare.

MESSICO – STATO DI OAXACA: MercatI Zapotechi

QUANDO: Ogni giorno in un villaggio diverso: Zaachila il giovedì; San Bartolo Coyotepec, San Martin Tilcajete e Ocotlân il venerdì; Tlacoluia la domenica; Oaxaca de Juàrez tutti i giorni, più vivace il sabato

Sono i mercati dei Creatori dei Sogni, gli abili artigiani indigeni dello Stato di Oaxaca, dove ogni villaggio è un mondo parallelo in cui rinasce quotidianamente la fantasia in un allegro e folle sincretismo estetico, culturale e gastronomico. In ogni mercato si trovano lunghe file di bancarelle stracolme di ceramiche nere prodotte a San Bartolo Coyotepec e di tessuti di Santa Afia e Teotitlàn del Valle, dove la tradizione del telaio risale a quando gli abitanti pagavano con le stoffe il loro tributo agli aztechi. San Martin Tilcajete, La Union Tejalapan e Arrazola producono coloratissimi animalitos, animali fantastici in morbido legno di copàl. A YaIalag sono prodotti i migliori huipiles, le camicette ricamate, e di Oaxaca sono i latones, oggetti in latta colorata diventati popolari decorazioni natalizie. Dai sarapes i grandi scialli tradizionali, alle coperte intessute con il telar de cintura (telaio tradizionale), la creatività qui è fortunatamente incapace di trasformarsi in una catena di montaggio a basso costo e, con un po’ di fortuna, sui banchetti di un venditore ambulante si possono trovare opere degli stessi artigiani che espongono in prestigiose d’arte. Buone possibilità di contrattare.

MESSICO – STATO DEL CHIAPAS: San CristobaI de Ias Casas

QUANDO: Tutti i giorni, il vicino mercato alimentare è chiuso la domenica

Quello che si tiene intorno alle chiese di Santo Domingo (la più bella della cittadina) e della Caridad è uno dei mercati più interessanti dell’area maya, soprattutto nel campo dei tessuti e dell’ambra. Anche se il flusso turistico degli ultimi anni ha favorito l’invasione di prodotti guatemaltechi, più economici ma di categoria inferiore, che spesso hanno soppiantato quelli locali. Per farsi un’idea della qualità dei tessuti conviene visitare Sna Jolobil, la Casa del Tessuto, sotto il porticato della chiesa di Santo Domingo. I prezzi sono alti, gli huipiles sono veramente belli. Ogni villaggio ha i propri colori, tuttora segno di appartenenza alla comunità, con motivi apparentemente astratti che in realtà nascondono una sorta di “Bibbia” maya nascosta tra i fili, perpetuando la religione tradizionale, senza destare sospetti negli inquisitori spagnoli. Caratteristici del Chiapas sono anche i piccoli animali in terracotta, gli animalitos prodotti ad Amatenango del Valle con tecniche qui, buone le possibilità di contrattare.

GUATEMALA: Chichicastenango

QUANDO: Giovedì e domenica

Quello di Chichi, come la chiamano locali e aficionados, è senza dubbio il mercato più famoso dell’altopiano, una cacofonia di colori, profumi e dialetti avvolta da volute di copàl, l’incenso dei maya che ogni domenica sale dalle gradinate della chiesa di Santo Tomàs, famosa per i suoi riti sincretici. Conviene arrivare la sera prima, possibilmente di sabato, per assistere ai preparativi che vanno avanti fino all’alba in un sottofondo di cohetes, i razzi fatti in casa sparati dal sagrato della chiesa. A prima vista sembra un caos primordiale, ma in realtà il mercato è diviso per generi: ceramiche, fiori, scatole e maschere in legno, oggetti in cuoio, candele, piante medicinali, polli e maiali, machete, frutta e verdura, Al centro ci sono i comedores, bancarelle che servono cibo a poco prezzo. La qualità dei prodotti è generalmente media (non si trova la giada, venduta solo ad Antigua). Di rigore contrattare. Per scoprire un mondo nascosto basta spingersi fino a una vicina radura tra gli alberi, dove si alza l’inquietante volto di pietra di Pascal Abali il Dio della terra cui i maya continuano a sacrificare animali.


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