Mercati nel mondo: America Latina Seconda Parte

29 Aprile 202011min517
costa rica

GUATEMALA – QUETZALTENANGO: Mercati dei Villaggi

QUANDO: Ogni giorno in un villaggio diverso: lunedì Zunil; martedì Salcajà; martedì e sabato Totonicapàn; mercoledì e domenica Momostenango; venerdì San Francisco el Alto

I mercati maya dell’altopiano intorno a Quetzaltenango sono il paradiso per chi ama perdersi tra magma umani in perenne movimento, uno per ogni giorno della settimana, basta scegliere. A Zunfl, dominato dal rosso dei vestiti dei campesinos venuti a vendere i loro prodotti, la cooperativa Santa Aha raggruppa oltre 500 tessitrici, un ottimo luogo a pochi passi dalla piazza della chiesa, per comprare artigianato di qualità aiutando i progetti di sviluppo delle donne maya. Totonicapàn è famosa per l’abilità dei suoi tessitori e, a pochi chilometri, c’è anche la coloratissima chiesa di San Andrés Xeculi un trionfo di sincretismo tra motivi indigeni e barocco spagnolo. Momostenango, centro di allevamento degli ovini e di lavorazione della lana, è famoso per coperte (colohase frazadas), poncho e giacche in tinte naturali (bianco, grigio e marrone). Se proprio dovete sceglierne solamente uno, andate a San Francisco El Alto, dove decine di coloratissimi camioncini scaricano uomini, merci e bestiame per il più importante mercato di animali dell’altopiano. Meno artigianato, ma colore locale assicurato. In tutti, la contrattazione è fondamentale; acquisti più convenienti a fine giornata.

COSTA RICA – SAN JOSÉ: Mercado Central

QUANDO: Tutti i giorni

Nel cuore di San José, a un isolato dalla Cattedrale Metropolitana, delimitato dall’avenida Central, dalla I (primera) e dalle calle 6 e 8, il Mercado Central cela delizie per il palato, per il naso e per gli occhi. Metà ristorante e metà luogo di acquisti, è sempre affollato (si calcolano 20 mila visitatori al giorno). Ai tavolini delle sue sodas, i ristorantini popolari, si consumano piatti caldi per pochi soldi e i ticos (soprannome dei costaricani), in particolare gli impiegati degli uffici nel centro della città, accorrono a frotte all’ora di pranzo, Tra i “classici” sui tavolini delle sodas il casado (“sposato”: riso, fagioli neri, formaggio, insalata, carne o pesce, tortilla e platano, la banana cotta come patatine fritte) e il gallo Pinto (riso e fagioli neri). Chi non vuole consumare un pasto viene semplicemente a bere un succo di frutta o di agua dulce (acqua zuccherata) oppure a fare la spesa, in particolare pesce fresco arrivato dalla costa, ma anche formaggi, verdura, spezie, dolci, marmellate di frutti tropicali e frutta candita. Costruito nel 1880 e rimodellato più volte, ha una struttura interna a labirinto con circa 200 spazi espositivi, tra sodas e negozietti, dunque è quasi obbligatorio perdersi. All’interno e all’esterno ci sono punti vendita per l’ottimo caffè locale, macinato dal vivo sotto i vostri occhi o già confezionato. In qualche stand si possono pure trovare i sigari fatti in loco, come i pregiati Vegas de Santiago, provenienti da Santiago de Puriscal, località a breve distanza dalla capitale nota per la manifattura del tabacco. Tra i souvenir più comuni: i carretti-simbolo del Costa Rica in legno per pochi euro, camicette di cotone bianco con ricami colorati fatti a mano, T-shirt con decori tropicali, scarpe e sandali, stivali in pelle di serpente, selle da cowboy, fiori (freschi e secchi), piante medicinali, chitarre, cesti di paglia, statuette cattoliche e rosari, gabbie per uccelli e relativi inquilini, spugne, salvadanai di terracotta. Tutto a prezzi abbordabilissimi.

CUBA – L’AVANA: Plaza de Armas e dintorni

QUANDO: Mercato dei libri dal lunedì al sabato; mercato dell’artigianato dal mercoledì al sabato

Nel cuore della città vecchia, la Plaza de Armas, tra bellissimi palazzi coloniali e statue, ospita l’interessante mercatino permanente di libri (soprattutto in spagnolo) d’occasione, con molti testi sulla Revoluciôn. I collezionisti con il portafoglio pieno e disposti alla contrattazione estenuante potranno acquistare un album di figurine degli anni Cinquanta sulla rivoluzione, una specie di albo dei calciatori Panini, con Che Guevara e Camilo Cienfuegos al posto di portieri e attaccanti. A breve distanza dalla Cattedrale in direzione della baia, nello slargo che circonda Parque José de la Luz Caballero, si raggiunge l’animato mercatino dell’artigianato, sempre attivo e affollato di turisti. Offre il più completo campionario di souvenir cubani, di solito a prezzi piuttosto bassi e contrattabili, la concorrenza è alta. Si trovano quadri (belle tele tropicali, ritratti del Che, singolari Gioconde con la maschera antigas), buffe statuette di ceramica (la donnona afrocubana, tutta curve, armata di sigaro, Fidel Castro e Che Guevara in miniatura), maschere di terracotta dipinta, sandali di rafia, bellissimi oggetti in cartapesta (pesci, santi, macchinine), automobiline di latta riciclata (veri tesori da lezione a pochi euro), bigiotteria. Tra le bancarelle circola di tutto: venditori dl sigari falsi, mendicanti, finti e veri sordomuti, turisti cotti dal sole, ladri. Attenzione alle mani vaganti.

EQUADOR: Otavalo

QUANDO: Tutti i giorni, più vivace il sabato

Più che un mercato, quello di Otavalo, due ore a nord di Quito lungo la Panamericana, è una sorta di gigantesco lunapark dello shopping gestito con mano di ferro da commercianti avvolti nei loro poncho neri e azzurri coronati dal tipico cappello di feltro. Per gli Incas il valore dei tessuti superava quello dell’oro e dei prodotti della terra, una storia di successo durata secoli che gli otavalenos sono riusciti a trasformare in qualcosa di assolutamente glocal: un mercato “autentico”, che convive con un’esportazione diretta in tutto il mondo, saltando gli intermediari. Calde stoffe in alpaca; camicie ricamate; tappeti; robuste tele macanas del Chimborazo utilizzate per trasportare di tutto; mantelli di Iana tessuti a mano; pregiati scialli e berretti elaborati con la tradizionale tecnica andina, in cui i fili vengono tinti con colori vegetali prima della tessitura. Da evitare, invece, gli oggetti spacciati per inca: generalmente non sono originali comunque ne è vietata l’esportazione, i prezzi sono più bassi nelle strade adiacenti a plaza de los Ponchos, al mattino presto e alla sera quando i turisti sono meno numerosi. Un maglione in lana parte da 1O dollari Usa per arrivare a 50, gli sconti generalmente non superano il 20%.

PERU’: Chinchero

QUANDO: Domenica mattina

Una volta c’era Pisac con il suo vivace mercato sulla piccola piazza della chiesa. Purtroppo con il passare degli anni si è trasformato in una Disneyland per turisti dove, al massimo, si può fare un salto la domenica per assistere alla sfilata delle autorità tradizionali dei villaggi alla fine della messa, con i loro solenni costumi da cerimonia. Non lontano, però, a Chinchero, il “villaggio dell’aurora” 28 km a nordovest di Cuzco, campesinos e venditori ricreano ogni domenica il fascino dei tradizionali mercati andini. Nella piazza davanti alla chiesa si possono acquistare poncho, maglioni e mantelli di alpaca e bellissime zucche intagliate, ma l’area più interessante è quella del mercato alimentare ai piedi della collina, piena di contadine dai coloratissimi vestiti tradizionali, che contrattano freneticamente con le venditrici.

BRASILE – SALVADOR DE BAHIA: Mercato di Sao Joaquim

QUANDO: Dal lunedì al sabato

L’affascinante mercato di Sao Joaquim (rua do Pilar 37, non lontano dal santuario di Bonfirn) è il luogo perfetto per respirare l’anima afro-brasiliana della città, il “vero” mercato cittadino di Salvador de Bahia, più dell’ormai troppo turistico Mercado Modelo. Un tripudio di frutta tropicale e pesci appena sbarcati dalle vicine banchine, erbe medicinali e mercanzie difficili anche solo da Immaginare attorno ai quali si aggirano capre e polli, si trova un assortimento unico al mondo di pozioni, candele, profumi, simboli sacri e statue, necessari ai culti afrobrasiliani che hanno reso famosa Salvador. Volendo, ci si può anche comprare un costume assolutamente autentico da Orixa, le divinità africane del candomblé, spadone di latta compreso. Contrattare sempre.

ARGENTINA – BUENOS AIRES: Feria di San Telmo

QUANDO: Domenica

In plaza Dorrego, cuore del quartiere bohémienne di San Telmo, da oltre 40 anni va in scena La Feria de Cosas Viejas y Antigüedades de San Pedro Telmo, il più celebre mercato delle pulci di Buenos Aires. Dall’alba, mentre gli ultimi nottambuli escono da bar e discoteche, la piazza si riempie di 270 bancarelle e pian piano iniziano ad affluire 10 mila visitatori di ogni nazionalità, che i venditori sono in grado di identificare in base alle preferenze: gioielli antichi per gli italiani, oggetti colorati per i brasiliani, vetri e gioie per i francesi, quadri per gli spagnoli. Al pomeriggio arrivano i locali che, sempre secondo i venditori, fanno molte domande ma comprano poco. Per tutti gli acquirenti, comunque, ci sono pochi margini di contrattazione. Un’altra attrattiva sono i numerosi artisti di strada, dai mimi agli immancabili ballerini di tango.

 

 


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