Mercati nel mondo: Asia Prima Parte

3 Aprile 202011min886
mercato india

In tutto il mondo il mercato è ben di più di un luogo di commercio. Contrapposto all’isolamento del villaggio e all’anonimità degli spazi urbani, è un territorio neutrale, dove incontrarsi e scambiarsi idee e notizie: più che la profusione delle merci in vendita, è la vita quotidiana che da spettacolo. Perdersi tra le bancarelle, quindi consente d’immergersi nella caleidoscopica realtà di un paese, gustarne l’atmosfera e rendere il viaggio più ricco. Scegliere quali mercati citare e quali no, tra i mille e più del mondo la fuori, non è stato facile. Troppi, spesso tutti interessanti. In questi articoli divisi in più parti, si potrà trovare tutti quei mercati che secondo noi sono imperdibile in Asia, Africa e America Latina.

INDIA – ANJUNA: Flea Market

Quando: tutti i mercoledì, dall’alba al tramonto

Istituzione di Goa fin dagli anni sessanta, il mercato delle pulci di Anjuna, in una zona dell’abitato che si stende fino alla spiaggia, è una babele di vecchi e nuovi hippie, mendicanti, pifferai, gelatai ambulanti e gente di ogni razza e colore. Tutti riuniti qui, appassionatamente, ogni mercoledì’ dall’alba al tramonto. Impossibile tracciare una mappa del luogo, inevitabile perdersi. Ecco il menù dello shopping: spezie, sari, snelli, braccialetti, collane, abbigliamento freak, parei, T-shirt con Che Guevara, Gandhi, foglie di marijuana, Ganesh e altre divinità. E poi burattini del Rajasthan, lampade, cd di musica trance, borse con mille specchietti fatte dall’etnia lamani, occhiali da sole, hennè rosso e nero, scarpe, sandali, intere moto (vecchie e gloriose Enfield), tamburi, statue d’elefanti, o di tutti gli dei del pantheon indù, pifferi per incantare i serpenti, tabacco e sigarette, scatoline porta hashish, incensi, minerali, amache, medicinali ayurvedici, maschere di legno, foto, frutta, lampade di stoffa, zanzariere, thè, borse con divi di Bollywood. Tutto rigorosamente da contrattare fino allo sfinimento. E, per rimanere in tema e ritemprarsi delle fatiche dello shopping, un bel thè alla German Bekery, altra istituzione del luogo, a breve distanza (in linea d’aria) dal mercato.

INDIA – ARPORA: Saturday Night Market

Quando: sabato sera

Lungo la strada principale dell’abitato imperversa quello che gli habituè chiamano Ingo’s, mercato che prende il nome dal tedesco che lo ideò nel 1990. Minuscolo agli inizi, colossale oggi. In questo mercato si trova tutto quello che si vende a d Anjuna, ma con qualche differenza. Alcune bancarelle si atteggiano a galleria d’arte di Chelsea e la parte del leone la fa la culinaria. Trovare da parcheggiare è un’impresa e la fila per i polli allo spiedo (una rarità visto che in India il pollo è tandoori) è infinita, ma cenare qui offre una carrellata globale di sapori e prezzi quasi indiani. Dai veri wurstel tedeschi al sushi più raffinato, si può provare di tutto, incluso l’ottimo vino indiano Big Banyan (dietro c’è lo zampino abruzzese).

INDIA – DELHI: Chandni Chowk e Dilli Haat

Quando: tutti i giorni

Fra i tanti mercati della capitale, Chandini Chowk è il più verace, con pochi souvenir e molta sostanza. Antico, incastonato nel labirinto di viuzze a ridosso della moschea Jama Masjid, nel cuore di Old Delhi, è un continuo via vai di risciò, muli carichi di merci, banchetti per il chai, venditori di frutta e di abiti, di oggetti per il culto e, addirittura, di “stiratori” professionisti. Da non perdere assolutamente la pasticceria Ghantewala, fondata nel 1790, è un’istituzione di Delhi, specializzata in dolcetti mithai (a base di latte e fritti). Chi, invece, è a caccia di souvenir non dovrebbe mancare il mercato di Dilli Haat, con circa una sessantina di espositori, rappresenta tutta la produzione artigianale di ogni stato della federazione indiana. Borse, statue, ceramiche, vasi, tessuti, lampade, bigiotteria, burattini, e molto altro. Mercato “moderno”, ha addirittura un accesso per le sedie a rotelle, vanta anche vari ristoranti.

INDONESIA – BALI: Ubud

Quando: tutti i giorni

Situato in una palazzina piuttosto caotica di due piani nel cuore di una cittadina, all’angolo di Jalan Monkey Forest e Jalan Raya Ubud (via principale con mille motorini parcheggiati davanti) di fianco all’uffccio informazioni turistiche che, è in pratica un grande magazzino dei souvenir, in buona parte di qualità. Fra gli oggetti che può valere la pena acquistare si trovano batik (in grandissima parte industriali, dal valore di 1-2 €, ma non per questo meno belli), bigiotteria, anelli, borse, frutta tropicale fantastica ( tra cui l’eccezionale salak, specie di castagna dalla buccia che sembra pelle di serpente e, all’interno, una polpa squisita), belle teiere di terracotta e ceramica,  scaccia spiriti di cocco con motivi aborigeni australiani, cappelli e scatole di rafia con disegni ispirati all’induismo balinese. Inoltre dipinti parecchio kitsch, non per tutti i salotti. Per affrontare l’acquisto è bene ricordare che il primo prezzo proposto è in media dieci volte superiore a quello reale, in particolare tra le 11 del mattino e le 2 del pomeriggio, quando sbarcano le orde turistiche delle escursioni mordi e fuggi.  I prezzi migliori sii spuntano al secondo piano, molto meno frequentato del pian terreno da turisti terrorizzati da qualche scalino. Sopravvissuti alla contrattazione ci si può rifugiare nel tempietto alla base, qui si può ossigenare anima e corpo.

FILIPPINE – MANILA: Divisoria Market

Quando: tutti i giorni

Caotico, caldo, rumoroso, sporco. E, come tale, bellissimo. Se si ama il contatto umano e si è nella grande Manila non si può mancare di fare un salto in questo mercato noto soprattutto per i tessuti e situato nel quartiere di Binondo. Fate una colazione abbondante prima di visitarlo, c’è bisogno di energie, i gioielli sono da lasciare in hotel, ed occhio al portafoglio! L’ideale sarebbe arrivare alle 7 del mattino, così da poter fuggire verso le 10, quando il calore inizia ad incalzare. Prezzi abbordabili per tutto, ma chi non ama il fai da te potrebbe trovare utile l’uso di una guida locale, sia per non perdersi tra i vicoli e bancarelle, sia per ottenere prezzi migliori. Si trova ogni cosa ipotizzabile, da tutti i tipi di merce taroccata (dvd, scarpe, orologi, T-shirt, jeans di marca a metà prezzo) a montagne di frutta tropicale (se è stagione, sarete travolti dall’olezzo forte del delizioso jackfruit), dai camion arrivati a scaricare giganteschi cubi di ghiaccio ai giocattoli (soprattutto al pianterreno del Divisoria Mall). Per riprendersi dalle fatiche, una bella di acqua di cocco fresca o un pranzo in uno degli ottimi ristoranti cinesi della zona. Per uno snack, un’istituzione è il deli Eng Bee Tin, specializzato in Hopia, biscotto ripieno di pasta di fagioli, la cui ricetta arriva dal Giappone.

MAYANMAR – YANGON: Bogyoke Market

Quando: tutti i giorni

Uno dei centri di maggiore afflusso turistico della capitale birmana, tanto da richiedere ohgi un biglietto d’ingresso (2 dollari), il mercato Bogyoke Aung San, queso il nome completo, dedicato all’eroe dell’indipendenza dagli inglesi, nonché padre della dissidente Aung San Suu Kyi, nel centro dell’ex Rangoom. Costruito nel 1926 e allora noto con il nome di Scott’s Market è ospitato in un bell’edificio coloniale su due piani. All’interno, oltre 1600 spazi espositivi. Si possono trovare tutti gli oggetti più interessanti dell’artigianato birmano: dai kalaga (colorati e raffinati arazzi dalle molte perline, in gran parte rivenduti in Thailandia) alle civette portafortuna di legno dorato, dai bellissimi vassoi di bambù ai famosi piccoli pesi metallici a forma di paperette, anticamente usati per pesare l’oppio (quelli autentici e antichi sono finiti da tempo nelle mani dei collezionisti). Al centro del mercato la zona “pregiata”, con negozi in cui, se si è intenditori, si possono acquistare giada, rubini e altre pietre preziose. Li attorno, monete antiche, banconote e francobolli da collezione, negozi d’arte, cheroots (i pestilenziali ed economicissimi sigari birmani), belle maglie tessute a mano dalle minoranze etniche e colorate marionette con abiti dai mille specchietti. Non mancano alcuni ristoranti in cui si può mangiare con una spesa irrisoria, mentre nella nuova sezione del mercato, sulla parte opposta di Bogyoke Aung San Road, si trovano generi importanti, indumenti, medicinali e alimentari. Giorni particolari per visitare questo mercato sono l’11 e il 12 aprile, in occasione del Zay Thingyan, festival dell’acqua. In quell’occasione, i ragazzi che si sfidano a secchiate attraverso la città passano dal mercato per ricevere offerte tradizionali di cibo.


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