Mercati nel mondo: Asia Seconda Parte

5 Aprile 20209min493
mercato vietnam

THAILANDIA – BANGKOK: Chatuchak Market

Quando: Sabato e Domenica

Noto ai più come Weekend Market, è una specie di città nella città, facilmente raggiungibile con l’ottimo Skytrain della metropolitana. Oltre 15 mila spazi espositivi e più di 200 mila visitatori ogni fine settimana, queste le cifre. Tirato a lucido, il mercato è diviso in settori, con tanto di piantina distribuita in omaggio. La parte più interessante è, forse, quella dedicata agli animali domestici, nel cuore della struttura. A prezzi da primo mondo si trovano legioni di cagnolini e di gattini bellissimi. Guardare, ma non accarezzare, come dicono più cartelli: i cuccioli sono molto sensibili alle malattie portate dai sconosciute. Lasciato lo zoo, si può trovare di tutto: cibo (banane fritte, pollo fritto, involtini primavera, thè dolcissimo, spiedini di gamberoni, cocco e gelato di cocco dentro al cocco, mini-wurstel, spiedini di maiale a circa 2 €), mobili di legno, vestiti e accessori da cowboy, abbigliamento militare, miele in tranci di favo, icone buddhiste, lampade, sculture fatte con ingranaggi meccanici riciclati, quadri, T-shirt di ogni colore. Qua e là, finalmente, qualche banchetto per la responsabilità ecologica, con esempi di avorio vero e finto (ovviamente per educare, non da vendere).

THAILANDIA: Chiang Mai e Chiang Rai

Quando: Tutte le sere

I bazar notturni che animano il centro delle due maggiori città del nord dal tramonto a notte fonda sono mercati gemelli. Oltre all’artigianato dell’intera Thailandia (in particolare delle etnie della regione del Triangolo d’Oro) e con qualche influsso dal vicino Myanmar, entrambi i mercati offrono danze tradizionali al lume di candela e un vasto settore dedicato all’alimentazione. Sulle bancarelle: belle lampade colorate, decorazioni natalizie, animaletti di tessuto imbottiti di sabbia, armi da taglio (popolarissimi le stelle ninja, da non mettere nel bagaglio a mano), abbigliamento e bigiotteria a vagonate, modellini di Transformer fatti con il fil di ferro. Sopravvissuti alle fatiche dello shopping e della contrattazione, ci si può ritemprare con un messaggio, offerto praticamente a ogni angolo di strada.

VIETNAM: Bac Ha

Quando: Domenica mattina

Nella regione settentrionale di Lao Cai, è una delle attrazioni più interessanti del Paese . qui, a due passi dalla Cina, si trovano per commerciare, acquistare, mangiare e conversare tutte le tribù della zona. Abbigliamento etnico fantastico, dalle tinte fluorescenti, con colori diversi a seconda che si appartenga agli h’mong, ai dao o agli han. Non manca la sezione dedicata degli animali, sulla cima della collinetta che domina il vasto mercato: docili bufali d’acqua, analizzati scrupolosamente dagli acquirenti ed elogiati dai venditori, ma anche molti animali domestici. Più in basso, la grande zona coperta con i ristorantini, dove per pochi dong si possono consumare piatti caldi a base di noodle, carne e coriandolo, oppure tracannare intrugli alcolici scioglibudella. Tutto intorno, bancarelle d’incenso, frutta e verdura, carne e grandi sacchi di tabacco, fumato in loco dagli uomini con lunghe pipe di bambù. Tra barbieri di strada e gelatai ambulanti, inoltre, si trovano utensili, abbigliamento economico made in China, canna da zucchero da masticare e “non coi” (il cappello dei Vietcong e di Ho Chi Min). Il reparto “per turisti” vero e proprio si stende lungo la stradina principale che conduce dal parcheggio al cuore del mercato. Qui abbondano T-shirt, quadri, bigiotteria, statuette, cappelli da mondina vietnamita. Ben più interessante, dalla parte diametralmente opposta alla zona dei souvenir, il reparto dell’abbigliamento etnico, affollato fino all’ora di pranzo da donne delle tribù, assatanate di shopping.

VIETNAM: Cai Rang

Quando: Tutti i giorni

Nella regione del delta del Mekong, questo mercato galleggiante che si tiene ai sei chilometri dal centro della cittadina di Canthon è lontano anni luce da quelli thailandesi per turisti. L’unico “fastidio” relativo alla condizione di turista è quello di scovare un barcaiolo che applichi prezzi “locali”: 40 mila dong, circa 1,50 € per un’ora. Si riesce, così, a scorrazzare tra imbarcazioni adibite perlopiù al commercio di frutta e verdura. Buona parte di queste issano sul pennone la mono-merce proposta (un ananas, una cipolla, eccetera) e gli acquirenti, avvistato l’oggetto del desiderio, giungono in barca, a remi o a motore. Qualche ristoratrice propone piatti caldi cucinati direttamente sulla propria barchetta.

CINA: Kashgar

Quando: Domenica

Nell’estremità occidentale della Cina, tra il deserto del Taklimakan e le montagne del Karakorum, Kashgar, tappa fondamentale lungo la Via della seta, è riuscita a incantare anche Marco Polo. Malgrado siano passati più di 700 anni da quando la visitò il veneziano, questa città ammalia ancora i visitatori con il suo mercato dove, ogni domenica, confluiscono oltre 150 mila persone da tutte le zone limitrofe, ma anche da Kirghizistan, Uzbekistan e Pakistan. Si trova di tutto, dal bestiame alle testate dei letti in ferro battuto, dalla seta ai tappetti. Ogni merce è divisa per aree, in una sorta di confusione organizzata. I primi ad avere sono i venditori di frutta e verdura fresca, coltivate nelle oasi del deserto. Quindi iniziano le contrattazioni per il bestiame delle capre ai buoi, fino ai cavalli, i re del mercato. Spostandosi dalla zona a quattro zampe, ecco tessuti pregiati, pane cotto al momento, radio prodotte in Giappone, berretti di pelo imperdibile souvenir per tutti i visitatori: i coltelli Yengisar, prodotti dagli artigiani uiguri da 400 anni. Riccamente decorati e forgiati in molteplici forme, hanno il manico di vari materiali e la lama in acciaio inossidabili. Belli e indistruttibili. Contrattare sul prezzo.

GIAPPONE – TOKYO: Oedo Kottoichi

Quando: Prima e seconda domenica del mese

Se desiderate acquistare un kimono, ma i prezzi dei negozi vi sembrano proibitivi, niente paura: i mercatini dell’usato fanno al caso vostro. Il più antico del genere, in Giappone, e non solo riservato al kimono, è lìOeso Antique Market, nella piazza interna del Tokyo International Forum. Sulle sue bancarelle si trovano tazze e servizi da thè, scatole in legno e bambù, personaggi del teatro Kabuki in ceramica e, con un po’ di fortuna, le bambole da collezione hina-ningyou. Ma sono i kimono vintage a richiamare la maggior attenzione. Soprattutto perché, con 1000 o 2000 yen (10/20 €), se ne può acquistare anche uno con disegno e tessuto antichi. Naturalmente, essendo di seconda mano, può non essere perfetto, qui di occhio attento a cercarne i difetti, specie all’interno. La scelta sarà tra le fantasie maschili, tradizionalmente più sobrie, e quelle femminili più colorate.

COREA DEL SUD: Seul

Quando: Ogni primo sabato del mese, dalle 20 a mezzanotte

Anche Seul non scherza in fatto di mercatini vintage e delle pulci. Tra i tanti, il più originale si svolge nei 28 container impilati l’uno sull’altro che ospitano la Platoon Kunsthalle. Una versione sudcoreana della berlinese Kunsthalle, cioè uno spazio devoto all’arte contemporanea. La location di Seul è nuova e unica nel suo genere: i suoi tre piani, in occasione del mercato, sono stipato di oggetti provenienti dalla scena artistica e fashion cittadina. Il posto giusto, quindi per scovare borse e cappelli da “indie collection”, bigiotteria fatta a mano in pezzi inici, T-shirt variopinte e decorate da “urban artist” locali. Complice la musica dei dj, la serata prende la piega di un vero e proprio happenning. D’ispirazione teutonica anche i piatti proposti dal bar- ristorante, dai currywurst alla wiener schnitzel.


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