Montenegro

11 Aprile 20207min559
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I tropici dietro casa. Basta una notte per raggiungere in traghetto da Bari il piccolo stato balcanico che porta in dote 72 chilometri di spiagge da cartolina. oltre a parchi naturali, montagne, fiordi e canyon dove il rafting è cosa da “uomini veri”. Qui non ci sono vie di mezzo. Nemmeno nel carattere della gente: pronta a lasciarsi conquistare dalla febbre del divertimento o ad abbandonarsi a una contagiosissima pigrizia.

Dici Montenegro e subito appare davanti agli occhi l’immagine della famosa bottiglia di amaro. Inventato a Bologna oltre un secolo fa, il “liquore del veterinario” deve il suo nome ad un matrimonio altolocato. Quello tra il piccolissimo Vittorio Emanuele III di Savoia e l’avvenente Elena Petrovic Njegos, principessa appunto di Montenegro prima di diventare la regina d’Italia.

Seppure felice, il matrimonio non aveva portato fortuna a nessuno dei due paesi. Delle vicende italiane si sa. Per quanto riguarda il piccolo stato balcanico, dopo complicate traversie geopolitiche è tornato a essere indipendente quattordici anni fa. Oggi è il più giovane del mondo, nonché l’unico ad avere inserito una legge a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile già nel primo articolo della sua Costituzione. Inoltre vanta il curioso record della popolazione più alta d’Europa: la media, per gli abitanti di sesso maschile, è di 186 centimetri.

Grande circa come il Trentino Alto Adige, ha la fortuna di possedere 290 km di costa (72 dei quali sono spiagge con un mare che pare tropicale), una sfilata di pittoreschi villaggi ed alte montagne. Come il Durmitor, che con i suoi 2552 metri è la vetta principale dei Balcani e da il nome al più esteso dei cinque parchi nazionali montenegrini. Questo territorio ospita anche le gole del fiume Tara, seconde per lunghezza e profondità soltanto al Grand Canyon del Colorado e meta ideale per un rafting ad alto tasso di adrenalina.

Dall’Italia si arriva comodamente in Montenegro con i voli che atterrano a Dubrovnik, la città gioiello della costa croata, che si trova quasi al confine con il paese. Oppure con i traghetti che attraccano a Bar. Questa cittadina divide con la capitale Podgorica il poco appetibile primato di non offrire nessuna particolare attrattiva. In compenso, poco più a nord c’è Budva, che ha spiagge semplicemente favolose. Alcune offrono divertimento per tutti i gusti: discoteche, lounge bar open-air che pompano 24 ore al giorno note turbo-folk (il rock balcanico che ha trovato estimatori anche in Italia grazie ai film di Kusturica), bungee jumping… Altre spiagge soddisfano, invece, chi preferisce la tranquillità. La più suggestiva è quella della Regina: una mezzaluna di sabbia bianca affacciata su Sveti Sfetan, un’isoletta- resort che già in tempi “socialisti” aveva ospitato re, capi di stato e star di Hollywood. Oggi è tornata in auge, tanto da essere stata scelta come set per la scena clou di Casinò Royale, con Daniel Craig nei panni di James Bond. Si dice che al momento l’isola sia stata snobbata da vip come il magnate russo Abramovich, la coppia Michael Douglas- Catherine Zetajones che hanno preferito le vicine Bocche di Cattaro. Si tratta del fiordo più meridionale d’Europa, profondo 28 km e della forma a T. Circondato da ripide montagne, offre panorami unici, una vegetazione che passa senza soluzione di continuità dalla macchia mediterranea alle specie sub-alpine, e borghi dalla chiara impronta veneziana.

Tra questi, valgono una sosta soprattutto Kotor e Perast, famosi all’epoca della Serenissima per i loro cantieri navali. Da qui si può poi salire verso il Monte Lovcen, lungo una strada serpeggiante che il poeta George Byron definì “la più incantevole del mondo”.

Ma non sono solo i panorami ad assumere connotati poetici. Persino il più prosaico prosciutto è in grado di suscitare commozione. Stagionato con metodi artigianali nel villaggio di Njegos, è considerato un “monumento nazionale” al pari dei gustosi ortaggi, della rakija (la fortissima acquavite locale) e della Biljarda. Quest’ultimo, ex residenza reale trasformata in un museo, è un maestoso edificio che si trova nel cuore di Cetinje, l’antic a capitale sul versante opposto al Monte Lovcern. Prende il nome da un tavolo da biliardo che, donato dagli Asburgo a Petar II, nonno della bella Elena, è annoverato tra i tesori dello stato.

Curiosamente, però, il Re non poté mai utilizzarlo: infatti il tavolo è molto basso mentre, in linea con lo standard nazionale, lui era alto oltre 2 metri.

Non lontano da Cetinje, vale la pena visitare il monastero ortodosso di Ostrog. Costruito in bilico su una parete di roccia, ospita una reliquia dai poteri miracolosi. È una sorta di versione miniaturizzata del Monte Athos greco. Da qui basta un’ora d’auto per scoprire un capolavoro della natura come il lago Scutari, immenso bacino che segna il confine con l’Albania e vanta la riserva ornitologica più ricca d’Europa. Le sponde sono ricoperte di ninfee giganti, e il paesaggio è così sereno da invitare all’otium, piacevolissimo stato mentale teorizzato dagli antichi romani e che per i montenegrini è la suprema virtù nazionale.

Tornando sulla costa troviamo Ulcinji, un borgo ad appena 13 km dal confine albanese. Qui il Montenegro rivela un altro volto, fatto di moschee e sonnolenti caffè dal fascino mediorientale.


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