Morto l’architetto Richard Rogers, “padre” del nuovo centro urbano di Scandicci

19 Dicembre 20215min297
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La Scandicci contemporanea deve molto all’architetto Richard Rogers, scomparso nel corso della notte appena passata, quella di sabato 18 dicembre, all’età di 88 anni.

La città gli deve molto in quanto è del progettista inglese – tra i più importanti al mondo nel suo settore – la firma del suo nuovo centro, ovvero piazza Resistenza, tutto ciò che le gravita intorno e che ancora deve essere realizzato lungo la direttrice della tramvia in direzione Villa Costanza.

Inglese, ma nato a Firenze nel luglio del 1933, premio Pritzker 2007, Rogers ha concepito opere come il Centro Pompidou a Parigi assieme a Renzo Piano. Teorico della “città compatta” e dell’importanza per i cittadini di avere servizi e relazioni sociali vicine al centro della propria vita, ai fini della qualità del vivere e dell’ambiente, poneva come fondamentali il disegno e la definizione dello spazio pubblico.

Nel 2003, a seguito dell’incarico conferito dal Comune di Scandicci, lo studio Rogers Stirk Harbour and Partners redasse il masterplan urbanistico per la futura definizione dello sviluppo cittadino, in particolare, come detto, del nuovo centro con la nuova piazza Resistenza con l’auditorium, la fermata “Stazione” della tramvia, gli edifici, lo spazio pubblico, inaugurati nel 2013. Nelle foto, alcuni momenti sia della cerimonia durante cui fu posta la “prima pietra” della nuova piazza Resistenza, sia della successiva visita al cantiere.

L’architetto Richard Rogers considerava il lavoro a Scandicci, comune confinante con la “sua” Firenze dove era nato, un caso scuola di progettazione, perché seguito integralmente dalle fasi urbanistiche fino al disegno finale degli spazi e degli edifici.

“Ci ha lasciati Richard Rogers – è il ricordo del sindaco di Scandicci Sandro Fallani – La sua mano e la sua straordinarietà di architetto hanno cambiato l’architettura contemporanea e hanno segnato indelebilmente la trasformazione della nostra città. Circa quindici anni fa l’architetto fu chiamato dal sindaco Doddoli a disegnare con un masterplan il nostro centro urbano, disegnando la ormai famosissima ‘libellula’ che è il modello su cui si basano le grandi trasformazioni di Scandicci a cominciare dalla spina dorsale della tramvia, del parcheggio scambiatore, della bellissima piazza civica, del parco urbano che sta nascendo, dell’area del Turri e tutto il rafforzamento pedonale che da piazza Resistenza si snoda verso piazza Matteotti e verso piazza Di Vittorio. Rogers ha dato a tutti noi la forza del cambiamento e la bellezza della trasformazione che stiamo vivendo, intessendo con Simone Gheri un rapporto di presenza, consiglio e continuità in città sia per gli aspetti progettuali che anche di presenza sulla nascita della piazza. Stamani ho contatto il nipote Ernesto Bartolini per comunicare la vicinanza e la gratitudine di tutta la città. L’opera di Rogers è patrimonio dell’umanità e noi siamo orgogliosi di averlo avuto a Scandicci, che sicuramente lo ricorderà”.

“Un grande uomo, un architetto di assoluta qualità e di grandi visioni per il nostro futuro – lo ricorda Simone Gheri, sindaco di Scandicci dal 2004 al 2014 – Ha lasciato tante cose belle in giro per il mondo, tutti ricordano il Centre Pompidou con Renzo Piano, in Italia un solo intervento: il centro a Scandicci. E per lui, nato a Firenze, è sempre stato un cruccio non essere riuscito a fare altro, nonostante tante promesse. Ma era orgoglioso del suo e nostro centro, essere finalmente riuscito a fare un intervento in Italia e soprattutto a Firenze, perché per lui (e per noi) Scandicci è Firenze, con la tramvia, con le sue aziende, con i suoi servizi, con le sue persone, cuori pulsanti dell’intera area fiorentina. Tantissimi ricordi, un arricchimento sull’idea di città incredibile, basti solo pensare alla piazza, all’importanza della città compatta, dei contatti fra le persone e del fatto di costruire città a misura d’uomo, dove spostarsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici”.


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