Norvegia: Bergen e i il Regno dei Fiordi

26 Giugno 20209min259
bergen

L’amore per la natura nordici è ormai un cliché, ma gli abitanti di Bergen non vi si sottraggono. Tanto più se la giornata è soleggiata e si ha a disposizione una funicolare, come nel loro caso, che in pochi minuti ti porta alla sommità del monte Floyen. Dopo la stazione terminale si apre un grande spiazzo rivolto verso la città, disseminato di gradinate lastricate a granito, che invita a sedersi per godersi lo spettacolo sottostante. È un’immagine spettacolare, da cineteca dei ricordi. Lungo le pendici a destra si stagliano le casette di legno dello Skansen e a seguire le ordinate file dei magazzini anseatici, il Bryggen, che si protrae verso le banchine del Vàgen, l’area portuale del centro; oltre di essa si trova una lingua di terra che ospita una serie di nuove costruzioni destinate ad attività commerciali e amministrative. Costruzioni che sembrano far scudo a un piccolo quartiere di legno disseminate nella parte centrale della penisola. Continuando la panoramica, a sinistra si trovano le banchine destinate al postale dei Fiordi, la mitica Hurtigruten; poi cantieri e il corollario di nuove abitazioni che contribuiscono a fare di Bergen la seconda città più popolosa della Norvegia.

Mentre in cima al Floyen c’è chi fa a gara nello spogliarsi al sole e chi si mette in posa davanti alla fotocamera, arriva dal basso il suono distinto di una sirena. Una nave annuncia l’ingresso al porto con tre lunghi fischi: un rito che si ripete da anni, un legame tra l’uomo e il mare che ci porta agli albori della marineria, e ci ricorda quanto valore abbia avuto il mare nello sviluppo della città e la sua importanza economica e sociale: Bergen fu legata alla Lega Anseatica, capitanata dai ricchi mercanti dell’Europa settentrionale e del mar Baltico, che ne fece il punto di riferimento principale per il commercio dello stoccafisso.

Se il quartiere di Bryggen, con i suoi grandi edifici di legno adibiti un tempo allo stoccaggio delle merci, è un continuo viavai di visitatori, l’anima di Bergen è il Torget, dove ogni mattina dell’anno si aprono le bancarelle di pesce, il biglietto da visita della città. Tra chele di granchio reale, enormi bocche di rana pescatrice, aringhe, cozze, gamberetti, tranci d salmone affumicato o marinato e altri pesci del vicino Atlantico, spicca un libro dal titolo Il pescivendolo italiano in Norvegia. L’autore, Massimo Toffoletto, è presente da anni tra i venditori e tra un trancio di baccalà o una fetta di salmone non disdegna di scambiare due chiacchere con i passanti.

Così si presenta la Bergen del periodo estivo; animata dalle luci dell’alba fino a tarda notte. Una città viva e molto vivace, legata al turismo, al commercio e anche ai numerosi studenti universitari. Una città attiva in ogni stagione e soprattutto d’estate, quando si apre al mondo con una serie di concerti nel nome di Ole Bull, violinista, o del compositore Edvard Grieg, il concittadino piè più amato. E saranno proprio le musiche di Grieg a portarci, con le note dei suoi violini, attraverso il mondo dei fiordi o dei villaggi; luoghi custodi del folklore norvegese dove regna il silenzio, interrotto di tanto in tanto dallo scrosciare delle acque impetuose che scendono dalle vette innevate, per formare spettacolari cascate dissolte al vento come filamenti argentati. Atmosfere magiche, assaporabili solo navigando tra le profonde acque dei fiordi, rappresentati maestosamente dal Sognefjord, il più lungo fiordo della Norvegia con i suoi 204 chilometri, che l’UNESCO ha inserito nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità. Difronte a tanto spettacolo della natura, l’opera dell’uomo è poca cosa. Con qualche eccezione, come la ferrovia Flâmsbana che collega Flâm a Myrdal: un breve ma spettacolare serpentone di ferro, capace di trasformare un villaggio popolato abitualmente da 450 abitanti nella meta di un fiume umano in procinto di salire sulle verdi carrozze del treno. Peccato che buona parte dei turisti si perda il pezzo migliore; quello riservato a chi ritorna a valle in sella alla bici o a piedi: proprio quello che ci apprestiamo a fare coi nostri itinerari.

Per scoprire questa splendida città, si parte dal mercato del pesce in piazza Torget e si segue la banchina nord del porto di Vagen camminando lungo il largo marciapiede, da dove partono i trenini e i bus turistici. Costeggiati un paio di isolati che si trovano alla destra, si arriva in breve all’area denominata Bryggen, che ospita gli ex magazzini di legno dichiarati dall’UNESCO nel 1979 Patrimonio dell’Umanità. Superati alcuni grandi alberghi, si arriva alla Bergenhus Festning, l’antica fortezza con la torre Rosenkrantz del 1560, dalla quale si gode una bella veduta sul porto, e a seguire la Hàkonshallen, che risale al XIII secolo e dove è possibile visitare la grande sala dell’incoronazione dal tetto di legno carena di nave.

Da non perdere la chiesa Mariakirken, l’edificio più antico della città, risalente al XII secolo e chiuso per restauro fino al 2015, dove si prende a destra per trovare a sinistra un moderno edificio che ospita il Bryggen Museom, dedicato ai reperti storici del luogo.

Dall’estremo nord di piazza Torget, si percorrono i 150 metri di piazza Vetrlidsallmenningen per accedere all’entrata della funicolare Floibanen. Da qui si può ammirare il delizioso panorama con vista sulla città e sul porto, è possibile incamminarsi lungo i sentieri che si diramano sul Floyen; questi sono in realtà stradine ben curate, dove i locali si dilettano a correre o a passeggiare nel bosco, seguendo i vari itinerari marcati da diverse colorazioni. Prendendo per esempio il percorso blu si arriva dopo quasi un chilometro a un bel laghetto, lo Skomakerdiket, dove è anche possibile accendere il fuoco per cucinare del cibo alla griglia. Proseguendo lungo il lago si ritorna con un tragitto quasi circolare alla funicolare. A questo punto vale la pena scendere a valle a piedi (un’ora circa); basta seguire il percorso arancio che, passando alle spalle della funicolare porta all’area ricreativa di Floysletten per deviare a sinistra dopo 700 metri circa. Da qui una comoda stradina scende verso il centro città. Il tratto iniziale è un piacevole percorso a tornanti immersi nel verde, poi oltrepassata la funicolare si prosegue tra le viuzze dello Skansen, con le tipiche case di legno che caratterizzano il vecchio quartiere, e si arriva nel giro di pochi minuti al punto di partenza.

Haugeveien, questa strada presenta un bel viale alberato e corre sul crinale del Nordnes, un lembo di terra attorniato dalle acque del porto, dove ai due lati troviamo strette stradine fiancheggiate da case di legno ben curate. Il luogo risente di un terribile evento durante la Seconda Guerra Mondiale, quando un incendio, innescato dall’esplosione di un carico di munizioni, distrusse buona parte dei fabbricati adiacenti alla banchina, risparmiando solo la parte alta, la stessa esplosione fu causa della distruzione del tetto della Hâkonshallen.

 


Iscriviti alla Newsletter