Operaia morta sul lavoro a Scandicci: Sinistra Italiana critica verso il Governo

13 Ottobre 20212min214
Morte sul lavoro

Sinistra Italiana Scandicci, ricordando che Tiziana Bruschi – l’operaia di 58 anni colpita lo scorso 2 settembre da un bancale caduto da circa tre metri nel magazzino di un’azienda di Scandicci – è morta dopo circa quaranta giorni di coma, porta sotto i riflettori il tema delle vittime sul lavoro e ricorda che la donna è solo l’ultima di una “lunga catena di morte che colpisce duramente anche la nostra regione”.

“Scandicci, nonostante qualcuno la racconti come un’isola felice, non è nuova ad incidenti mortali sul lavoro; lo scorso anno un giovane ha perso la vita cadendo da una impalcatura in via Cilea – spiega Sinistra Italiana in un comunicato -. La progressiva riduzione dei diritti e delle tutele sono spesso la causa di incidenti che accadono sui luoghi di lavoro, è la regola delle politiche liberiste sul lavoro: minori diritti e minori tutele, meno personale e più ore di lavoro, meno risorse, meno formazione e meno sicurezza, più precarietà e meno garanzie”.

Il soggetto politico aggiunge che “l’alto numero di infortuni e morti sul lavoro richiedono un ripensamento radicale di politiche che si reggono prevalentemente sulla precarietà, sulla riduzione dei diritti dei lavoratori e su una politica previdenziale che costringe molti a lavorare fino a settanta anni. Ci sembra – conclude il comunicato -che il Governo Draghi non vada in questa direzione, e preferisca ancora una volta piangere l’ennesima vittima sul lavoro”.

 


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