Per i disabili aiuti “umilianti”: lo dice l’associazione “In nome dei diritti”

31 Dicembre 20203min280
Disabil

Ieri pubblicammo la notizia sullo stanziamento di aiuti economici alle famiglie i cui componenti affetti da disabilità avevano patito concreti disagi dal non poter frequentare i centri diurni durante il confinamento per il Covid.

Ma tale provvedimento ha incontrato il netto sfavore – diciamo pure una plateale accusa – dell’associazione di Scandicci In nome dei diritti, che tramite il suo presidente Alessandro così si è espressa: «Quando la toppa è peggio del buco. Le misure “compensative” deliberate dalla Società della Salute (SdS) fiorentina nord ovest, sono oltre che tardive del tutto insufficienti. Prima ancora che sui provvedimenti la nostra denuncia verte sui tempi: dove sono stati tutti quanti, dal 15 marzo ad oggi, mentre si consumava, quotidianamente, il dramma di tante famiglie di disabili lasciate completamente sole senza neanche una telefonata dagli organi preposti? Politica, Istituzioni, Asl, SdS, dove erano?».

L’associazione prosegue ricordando che «la totale chiusura dei centri da marzo a giugno ha portato un evidente risparmio del servizio sanitario […] ed oggi, dopo 9 mesi di silenzio, vengono deliberate proposte che definiamo umilianti. A fronte di una presenza quotidiana dei centri diurni, molti dei quali sono ancora lontani dalla normalità, con orari ridotti e senza servizio mensa, vengono “concesse” 6 ore settimanali di assistenza domiciliare. Viene stanziato un contributo cure familiari di 150 euro mensili, una umiliante elemosina buona a coprire una sola giornata di operatore specializzato. Sul contributo badante poi, auspichiamo che sia uno scherzo di cattivo gusto in quanto non comprendiamo come si possa prospettare una badante ad un disabile che necessita di personale specializzato per portare avanti il suo PARG (piano personalizzato) previsto proprio da assistenti sociali comunali, Asl, medico competente».

A corredo di queste dichiarazioni che ben poco lasciano all’immaginazione, l’associazione mostra la denuncia fatta dalla Consulta di Firenze all’indirizzo delle istituzioni (Regione, Comuni e Usl).


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