Progetto “Uffizi diffusi”: Scandicci si candida!

13 Maggio 20213min162
incontro Uffizi diffusi

Ne avevamo parlato poche settimane fa (vedere qui) e accogliamo quindi con piacere il fatto che Scandicci abbia deciso di battere un colpo!

C’è intesa tra il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt e il sindaco Sandro Fallani sulla partecipazione di Scandicci al progetto Uffizi Diffusi, dopo la candidatura presentata dal Comune alla direzione del museo e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Schmidt e Fallani – insieme all’assessora alla Cultura Claudia Sereni e al vicesindaco Andrea Giorgi – si sono incontrati (nella foto) in occasione di una visita ai più importanti luoghi pubblici cittadini lungo l’asse urbano che dal Castello dell’Acciaiolo attraversa le piazze Resistenza, Togliatti, Matteotti. Al termine della mattina di sopralluoghi è stato espresso un parere concorde sul valore della partecipazione di Scandicci al progetto degli Uffizi Diffusi a partire dalla vocazione contemporanea e manifatturiera di Scandicci.

Galleria degli Uffizi e amministrazione comunale di Scandicci istituiranno un gruppo di lavoro ristretto, con la partecipazione dell’assessorato alla Cultura del comune e si incontreranno di nuovo entro poche settimane per definire gli aspetti tecnici ed artistici del progetto.

“Valorizzare le specificità e le vocazioni culturali dei territori è uno degli obiettivi principali di Uffizi diffusi – ha detto Schmidt – e per Scandicci sono state messe in campo tante buone idee. Inoltre non dobbiamo dimenticare che Scandicci possiede il valore aggiunto di una posizione strategica nella ‘geografia’ degli Uffizi diffusi, collocandosi a metà strada tra Firenze e Montelupo Fiorentino, dove sorgerà uno dei grandi cuori espositivi e non solo del progetto, la Villa Ambrogiana”.

“Gli Uffizi Diffusi rappresentano una straordinaria novità artistica per uno dei più importanti musei del mondo, e al tempo stesso un’occasione unica per l’affermazione della grande Firenze – ha aggiunto Fallani – è una vera e propria rivoluzione culturale, per la prima volta si riconosce come l’allargamento dei confini storici del capoluogo e l’attenzione a quanto accade tutto intorno arricchisce l’intera città, a partire dal centro che probabilmente non sempre sa attingere al fermento dei tanti luoghi vitali, laboriosi e creativi della Metropoli e della Regione”.


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