Salento

21 Marzo 20204min496
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Fra miti leggende e folklore che lambisce citta d’arte, di mare e di tradizioni. Si parte dall’ombelico del Salento, nella splendida Galatina, una cittadina in pietra leccese popolata da palazzi gentilizi, portali decorati e balconi barocchi. Percorrendo i suoi vicoli lastricati, si scoprono perle come la basilica di Santa Caterina d’Alessandria dall’austera facciata romanica che cela interni completamente dipinti. Realizzata per volere del conte Orsini ne XIV secolo la chiesa fu affrescata su ordine della potente e calcolatrice Maria d’Enghien che sposò in seconde nozze il giovane principe Ladislao di Durazzo per interesse. Le decorazioni ritraggono scene sacre con riferimenti alla vita privata della donna, come l’odio per la cognata Giovanna la Pazza posta a cavallo della bestia dei sette peccati capitali, o la Madonna ritratta con il suo stesso volto.

Proseguendo verso il cuore del borgo si giunge nella piazza dominata dalla barocca chiesa Matrice de SS. Pietro e Paolo. Qui è conservata la roccia su cui S. Pietro si sedette per riposare dal viaggio di ritorno da Roma. Mentre nella vicina cappella di S. Paolo è custodita un’altra storia carica di fascino. Si narra che per guarire dalle strane convulsioni provocate dal morso di un misterioso ragno, le “tarantelle” venivano in processione in questo luogo. La credenza popolare attribuiva all’acqua benedetta del pozzo poteri salvifici e il rito si consumava al ritmo frenetico di tamburelli quasi in stato di trance. È da qui che nacque il famoso ballo della pizzica celebrato ogni anno in occasione della festa patronale, dal 28 al 30 giugno. Durante la ricorrenza la cappella apre i battenti e per la strada risuonano i tamburi e i passi di danza.

Spostandosi verso l’Adriatico, si tocca il punto più a est della Penisola. A segnalarlo è il faro della Palascia, un suggestivo percorso in mezzo alle praterie che rivestono alte scogliere a strapiombo su acque cristalline. Proseguendo lungo il tratto Orte-Palacia s’incontrano le rosse cave di bauxite che, dopo l’abbandono, hanno lasciato il posto a un laghetto creando un angolo di bellezza surreale.

Siamo a pochi chilometri da Otranto e una visita a questa città a tinte bianche è inevitabile. Se siete alla ricerca di simbologie e storie, dirigetevi verso la Cattedrale dove si trova il famoso mosaico pavimentale dell’Albero della Vita, infarcito di simbologie e figure fantastiche.

Poco più a sud, fra le acque di Castro, trova dimora un’altra importante leggenda. Nell’insenatura che oggi ospita la Marina approdò Enea e i ritrovamenti di un tempio dorico farebbero pensare che il luogo descritto da Virgilio nel III libro dell’Eneide sia proprio questo. Da qui si salpa alla scoperta di grotte dai mille colori come la verde, quella azzurra e la Zinzulusa, le cui stalattiti ricordano stracci (zinzuli) da ammirare con il naso in su.

Ritornati sulla terraferma, vale la pena salire al castello aragonese dove fare un viaggio fra i reperti risalenti ai Messapi nel IV secolo a.C.. Dal belvedere si domina tutto, e il pensiero corre a tutte le affascinanti storie che questa fetta di Puglia sa raccontare.


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