Sardegna: La Maddalena

20 Maggio 20204min378
la maddalena

L’arcipelago di La Maddalena ha avuto nella storia la sorte di ospitare tanti grandi delle Terra. Compreso nell’omonimo Parco Nazionale, oggi è un luogo affascinante e preservato dalla cementificazione, frequentato dai cetacei, importante luogo di notificazione di uccelli e colorato da un bellissimo fiora rosa che si credeva estinto.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è il fulcro del Santuario per i mammiferi marini o dei cetacei (un parco transnazionale istituito nel 1999 per la protezione dei cetacei), con una delle più numerose popolazioni di delfini tursiopi, comuni e stenelle.

Dal punto di vista ambientale, la presenza dei militari ha preservato le coste dalla cementificazione selvaggia. Più che un arcipelago, La Maddalena sembra un continente in miniatura per la verità di ambienti e specie. Le acque cristalline, tra le più trasparenti al mondo, nascondono cernie, corvine, dentici, saraghi, murene, cavallucci marini, aragoste, e persino barracuda, protetti dai divieti di pesca del Parco Nazionale. Sulle coste nidifica il 10% delle coppie italiane di marangone dal ciuffo, ridotto a circa 4000 esemplari in tutta Italia. Qui si trova uno dei più importanti siti di nidificazione del raro gabbiano corso, della berta minore e della sterna comune. Qui pare di passeggiare in un dizionario enciclopedico: sembra che ogni angolo, ogni baia, ogni sentiero nell’arcipelago nasconda una curiosità o una lezione da imparare.

L’arcipelago è composto da 7 isole e almeno altrettanti scogli e isolotti. La Maddalena e Caprera sono i più conosciuti, collegate da un ponte.

Nella cittadina di La Maddalena, il nucleo più antico si concentra tra piazza Barone del Geneys, nell’angolo più riparato della baia, e via Cesare Balbo, perpendicolare agli edifici della Marina nella ex piazza del Comando. Con il corso principale si oltrepassa piazza Santa Maria Maddalena e largo Matteotti, luogo ideale per lo shopping, sino a corso Garibaldi, parallela interna al lungomare. Ripreso un veicolo (anche a pedali se si è allenati), si può affrontare il periplo dell’isola in senso orario. Le strette curve sulla scogliera di via Giulio Cesare e via Don Vico, lasciano le ultime case in località Padule, per poi affacciarsi su punta Tegge. Le belle spiagge del piccolo promontorio e le curiose conformazioni del granito meritano già una sosta, anche perla possibilità di avvistare il gabbiano corso, che nidifica sugli scogli poco al largo. Proseguendo sulla provinciale 114, si costeggia cala Nido d’Aquila e l’omonimo promontorio, altro sito ideale per un bagno, da dove parte l’accesso pedonale per Cala Francese, approdo tranquillo, spesso poco popolato. L’asfalto inizia quindi ad allontanarsi dal mare, appena dopo aver superato uno sterrato che conduce alla Madonnetta sul lato nord della cala, ritornando con un grande anello verso La Maddalena.

Scendendo si raggiunge l’incantevole spiaggia di Monti da Rena, con la sua grande duna di sabbia e con l’accesso a punta Abbatoggia, importante sito naturalistico per la fioritura della Silene velutina e per l’avifauna sulla piccola isola omonima.

Stagno Torto, raggiungono Cala Lunga, famosa marina per vele e yacht, rientrando poi per cala Spalmatore, considerata una delle spiagge più belle.

Appena oltre l’abitato, si trova il ponte che collega l’isola madre con Caprera. Dalla strada principale si arriva a borgo di Stagnali, sede dei musei e del Centro Ricerca Delfini, di raggiungere dritto in fondo, lo sterrato che dal mare di Porto Palma, sede del Centro Velico di Caprera, arriva a Cala Portese, il forte di Arbuticci, dove iniziano i sentieri per cala Coticcio, cala Candeo e punta Crucitta.


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