Scandicci, la triste storia di una famiglia vittima dell’indigenza

3 Febbraio 20213min291
Povertà indigenza

La povertà è una gran brutta bestia, che seppur in un’epoca storica contrassegnata dall’opulenza – se confrontata con i secoli scorsi – aggredisce con i propri artigli sempre più cittadini.

Da Scandicci arriva una storia, raccontata da La Repubblica, che ha per protagonista una famiglia a cui la sorte non ha certo riservato un benevolo sorriso.

Sonia e Leonardo, di 44 e 39 anni – volontari all’Humanitas, ente presso cui il figlio Andrea, di 23 anni, ha svolto il servizio civile – si ritrovano senza casa, senza lavoro e col figlio da mantenere.

La coppia ha sempre lavorato – o quantomeno ha sempre fatto il possibile per farlo -: lui impiegato alla Lazzi, corriere per Amazon… Lei pellettiera, donna delle pulizie, aiuto cuoca, giardiniera… Tutte occupazioni via via perse a causa della crisi.

E la ormai non più sopportabile cornice della coabitazione, da circa due anni, a Scandicci nella casa della famiglia di Leonardo, di cui peraltro fa parte l’anziana madre disabile: tutti e tre, genitori e figlio, nella stessa stanza da letto.

Sempre secondo quanto riferisce La Repubblica, Sonia definisce questa situazione “una convivenza difficilissima, per non dire drammatica”, senza privatezza, intimità, una condizione che porta a scontrarsi su tutto. E alla fine pare che i genitori di Leonardo abbiano dato ai tre ospiti una settimana di tempo per lasciare la casa e… andare con Dio!

Insomma, un nucleo familiare che non vede un orizzonte, anche perché la residenza a Fucecchio (dove aveva abitato fino al 2019 fino a che poteva pagare un affitto) è stata revocata, i genitori di Leonardo non hanno consentito ai tre di prenderla in casa loro (e anzi, come detto, hanno imposto un ultimatum per andarsene) e tutto questo complica le cose in relazione alla auspicabile scelta di un qualsiasi Comune di farsi carico della famiglia e attivare aiuti sociali a suo favore.

“Siamo disperati – ha ammesso Sonia sui social – siamo senza lavoro e senza una casa. Qualcuno ha una capanna, oppure una stanza da poterci dare per un periodo? Siamo senza soldi e non possiamo pagare l’affitto…”.


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