Scuola e test per il Covid-19, la grande incognita

1 Settembre 20203min201
Scuola

Anche il sindaco di Scandicci Fallani – insieme ad alcuni suoi colleghi della zona fiorentina nord-ovest della Società della salute, ovvero quelli di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Signa, Lastra a Signa e Vaglia – si è appellato  al personale docente e non docente della scuola affinché si sottoponga al test sierologico per il Covid-19, “per arginare i nuovi contagi e ridurre così al minimo il rischio di nuove chiusure, per cui l’intera comunità pagherebbe un prezzo troppo alto”, hanno detto i primi cittadini.

Il punto è che la scelta di farsi fare il test per escludere di essere positivi al virus è su base volontaria e da quanto si percepisce in questi giorni non sarebbero pochi gli insegnanti e il personale ata (amministrativi tecnici e ausiliari) riluttanti a fare tale scelta.

Ecco perché, in una siffatta cornice, il rientro a scuola acquisisce i connotati di una grande incognita: non sapere se per esempio la maestra, o il custode, che staranno a contatto con i nostri figli dal 14 settembre in poi sono positivi al Sars cov-2 non appare propriamente rassicurante. Se a questo aggiungiamo che anche fra i medici di base c’è chi non si è messo a disposizione per effettuare i test sierologici…

A Scandicci sono stati presi provvedimenti certo molto concreti, sia a livello strutturale negli edifici scolastici sia per tutto quanto gravita attorno all’attività educativa, dal trasporto scolastico fino al servizio mensa. Proprio in merito alle modalità con cui i ragazzi potranno consumare il pasto, è previsto un piatto unico in materiale riciclabile ed esclusivamente posate in acciaio, mentre saranno banditi “alimenti comuni” come il pane e l’acqua, che potrà essere bevuta solo dalla borraccia portata da casa.

Più complicato, stando alle linee guida valide fino a questo momento (ottemperando quindi agli obblighi per igienizzare, per il distanziamento sociale etc.), garantire la totalità deI trasporto casa-scuola e viceversa: solo la metà degli alunni potrebbe essere efficacemente servita tramite scuolabus in convenzione e trasporto pubblico locale. Un bel rompicapo, che le famiglie sperano sia risolto entro un paio di settimane.


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