Sul futuro dell’ex Lupi di Toscana, le tante perplessità del comitato

19 Febbraio 20216min168
Ex Lupi

Non è per niente convinto, il comitato dei residenti, che la direzione verso cui sembra essere destinato il sito dell’ex caserma Gonzaga – meglio nota come Lupi di Toscana – sia quella giusta. Direzione che parrebbe definirsi sempre più in seguito all’annunciata realizzazione della nuova cittadella che sorgerà al posto dell’ex caserma tra via di Scandicci e viale Nenni, con conseguente “trasferimento” di volumi edificabili.

«Come abbiamo avuto modo di vedere in questi cinque anni di validità del Regolamento Urbanistico – spiega Gianfranco Angeli, portavoce del comitato Area Lupi di Toscana ed ex consigliere del quartiere 4 – la modalità del trasferimento da una parte ad altra della città non ha funzionato per vari motivi, basta evidenziare che solo un intervento è in corso di realizzazione ed uno ha appena iniziato il percorso, mentre gli altri, circa venti, sono rimasti previsioni inattuate. Quindi deve essere intrapresa una diversa strada per consentire la realizzazione complessiva dell’intervento, compresi i 20.000 mq di SUL (superficie utile lorda, ndr) previsti in aggiunta ai 33.000 mq della ex caserma, dedicati all’housing sociale».

Il timore del comitato, in estrema sintesi, è che la cittadella – o quartiere che dir si voglia – che sorgerà al posto della caserma Gonzaga non sia poi così “innocua” in termini di impatto sul contesto urbano. Timori di cui già parlammo dettagliatamente a suo tempo qui su INscandicci e su cui non stiamo a tornare, ma che chiaramente, col passare del tempo e senza che siano emerse novità rassicuranti per i cittadini, si consolidano sempre più in reale preoccupazione.

Uno degli elementi che proprio non va giù al comitato, ricordiamolo, è la mancata concertazione fra i comuni di Firenze e Scandicci: il percorso partecipativo fu portato avanti da entrambi i Comuni, ma poi il concorso di idee per arrivare a un progetto definitivo lo ha gestito il solo capoluogo. Anche perché era suo diritto farlo, visto che l’area di cui parliamo ricade entro di esso. «Si sarebbe però potuto affrontare la questione coralmente in sede di città metropolitana» spiega Angeli.

Niente di nuovo sotto il sole, insomma: è l’annosa questione della singola competenza fra Comuni confinanti, ognuno dei quali ovviamente fa quello che vuole, almeno finché riesce a spostarsi entro i confini consentiti dalla legge. Che poi alla cittadinanza siano state dette, garantite, promesse tante belle cose… beh, questa è un’altra storia ed è una storia vecchia quanto il mondo. In ogni caso, concretamente, il comune di Scandicci può fare ben poco – a parte tentare pie opere di persuasione “amichevole” -, appunto perché si tratta di territori non suoi.

Siffatte considerazioni, comunque, non inducono certo il comitato a farsene una ragione e in tal senso è pregevole la saggia considerazione di Manuela Giorgetti Fialdini, altra “colonna” del comitato ed ex consigliera di quartiere: «Spesso – spiega -tenendo in mano un progetto ci sembra che il risultato finale non potrà che essere bellissimo. Solo quando gli edifici sono ormai tirati su si realizza che sono troppo alti, troppo grandi, troppo impattanti… Le persone si accorgono che le cose sono in un certo modo quando ormai è tardi. Le battaglie vanno fatte prima che vengano prese le decisioni, non quando ormai c’è un progetto approvato. C’è una diffusa incapacità di interpretare un progetto, un disegno su carta, e immaginare cosa sarà una volta realizzato. Bisognerebbe almeno provare a imparare a farlo…»

Sia Giorgetti Fialdini sia Angeli evidenziano che mai come in questo caso sarebbe stato davvero importante avere una visione d’insieme, invece ognuno ha voluto rimanere “sul proprio uscio” e il risultato sarà la mancanza di organicità nello sviluppo urbanistico di San Giusto e Torregalli, con conseguenze sulla vita e la viabilità di Scandicci.

Dal momento che repetita iuvant, torniamo al volo su altri punti di criticità ravvisati dal comitato. Come la paventata realizzazione di un punto vendita Leroy Merlin, quantunque il progetto sia sospeso: «Si parla di 12mila metri quadri di superficie ricadenti nel comune di Scandicci e di 4mila di show-room su Firenze – dice Angeli –, ma adesso chissà se quei metri quadri su Firenze saranno ricavati proprio dai metri quadri a uso commerciale previsti nel progetto per l’ex Gonzaga?».

Poi la viabilità, in particolare la navetta a guida autonoma che dovrebbe transitare lungo il viale centrale alberato per collegare la fermata della tramvia T1 su viale Nenni con i poli ospedalieri: «Da progetto la navetta raggiungerà solo la palazzina di comando e forse gli ospedali – fa presente Manuela Giorgetti Fialdini -, ma dovrà attraversare due volte via di Scandicci e girare dentro Torregalli e questo mi sembra davvero troppo complicato».

E ancora, i servizi e il verde pubblico: «Sono previsti cinquecento appartamenti su Firenze e cento su Scandicci, ma non si fa riferimento né a una scuola né a un asilo – precisa il comitato -; inoltre le superfici verdi saranno inferiori a quanto appare dal progetto: solo 5mila metri quadri, quelli per adesso garantiti».


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