Trentino : Valsugana

7 Luglio 20207min169
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In bilico tra Tirolo e i domini della Serenissima Repubblica, Borgo Valsugana è un centro medioevale diviso in due dal fiume Brenta; a pochi chilometri si scoprono le opere d’arte nella natura di Arte Sella, i musei e le Terme di Roncegno, già apprezzate nell’Ottocento.

Nel cuore del centro storico si affacciano gli edifici di maggior pregio: da Palazzo De Bellat a Palazzo De Scopoli Baldessari con il bel portale di pietra, dalla Cappella Ceschi di Santa Croce all’antica casa della Magnifica Comunità del Borgo. Delizioso è I’Oratorio di San Rocco e di SantlAntonio Abate; eretto alllinizio del Cinquecento, ospita affreschi di Francesco Corradi e una pala di Lorenzo Fiorentini Senior. Più in alto, sul monte Ciolino, si stagliano le torri di Castel Telvana, costruzione medioevale eretta a controllo della valle, Per la sua posizione strategica, Borgo Valsugana fu un’importante stazione romana. L’abitato prima fu chiamato Ausugum, poi Burgum Ausugi. In questo fazzoletto di terra, oggi in bilico tra Veneto e Trentino; si avvicendarono i Goti, i Logobardi, i Franchi; poi i Vescovi di Feltre e i Conti del Tirolo, Borgo Valsugana ancora conserva un’aria medievale, spiccano alcuni bei palazzi rinascimentali e barocchi, le chiese antiche e le viuzze strette, sopravvissute a un incendio che nel 1862 lasciò senza tetto oltre 2000 persone.

Piazza De Gasperi è il salotto buono della cittadina: qui, all’ombra del Municipio e della Chiesa e Monastero di Sant’Anna, si tengono concerti ed eventi stuzzicanti, come il “Palio dela Brenta”, un ormai classico appuntamento estivo. Dal 1985, centinaia di figuranti in costume, sbandieratori, tamburini, giocolieri e musicanti, evocano la storica sfida tra la Contrada Farinota e la Semolota, fazioni adagiate su sponde opposte del fiume, a settentrione e a meridione. Alla prima, quella dei nobili del rione di Castel Telvana, fanno parte dame eleganti, signorotti boriosi e cavalieri ben vestiti; l’altra raccoglie persone di estrazione più umile, contadini e pastori. Indossati i costumi d’epoca, ricchi e poveri si contendono il drappo della vittoria in prove goliardiche, dal tiro con I’arco all’attesissima zatterata sul fiume, in notturna.

Il fiume è l’anima di Borgo Valsugana, attraversa il paese, lo spacca in due, scivola sotto il Ponte Veneziano, lambisce i bei portici, regala scorci da cartolina. Era l’autostrada del passato, le zattere fluitavano fino a Padova e all’Adriatico, un viaggio periglioso, soprattutto per le frequenti e improvvise “brentane” (alluvioni). La corrente faceva muovere le ruote di fucine e di mulini. Alcuni di questi sono restaurati e aperti al pubblico: il cinquecentesco Mulino operativo fino al secolo scorso, oggi ospita la Mostra Permanente della Grande Guerra in Valsugana Orientale e sul Lagorai.

Poco lontano, al 112 di Corso Ausugum, conviene visitare il Museo di Casa Galvan. Occupa un edificio storico, tra i primi incontrati a Borgo Valsugana dal Casanova in fuga.

Merita una visita anche la Casa Andriollo, nella frazione Olle di Borgo Valsugana. Appartenuto a una famiglia benestante, I’edificio ospita un museo dedicato all’universo femminile e alla vita contadina locale.

Assolutamente unica è la “Casa Museo degli spaventapasseri”, presso il Mulino Angeli, in località Marter a Roncegno Terme. Dal 2006 si possono ammirare vecchie attrezzature, setacci, tramogge e una mostra di giocattoli di legno. Insolita ed interessante è la collezione permanente di spaventapasseri raccolti e “immortalati” da Flavio Faganello, straordinario reporter della Val di Sole, particolarmente attivo nella sua terra. Dal 1980 al 2000 ha fotografato 5700 spaventapasseri, grandi e piccoli, semplici o complessi, uomini e donne bizzarri fatti con i materiali più vari, dalla stoffa ai sacchetti di plastica, dai CD alle scope, dai tubi ai barattoli.

Merita una visita anche il Museo degli Strumenti Musicali Popolari, in località Santa Brigida a Roncegno Terme. Dalla quena boliviana al didgeridoo australiano, dalle campane tibetane allo scacciapensieri siciliano, sono più di 500 gli strumenti provenienti da ogni angolo del pianeta, che durante le visite guidate si possono suonare, ascoltare, toccare.

I bei giardini, la frescura dei boschi e lunghe passeggiate in quota tra malghe e laghetti scenografici, sono gli ingredienti della vacanza a Roncegno Terme. L’ideale per chi cerca la tranquillità, ma anche per chi ama gli sport all’aria aperta, il trekking, la mountain bike l’equitazione. Ma non è tutto: in grado di “riequilibrare in modo naturale i molti dei disordini dell’uomo moderno” sono le acque ricche di ferro, rame e arsenico, utilizzate presso la Casa di Cura Raphael. Un luogo di pace e di benessere, già apprezzato dalla nobiltà austriaca oltre un secolo e mezzo fa.

Curiosità

Arte Sella: Sono passati più di trent’anni da quando è stata installata la prima opera di Art in Nature, in Val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana. Da allora artisti di fama nazionale e internazionale, hanno creato opere straordinarie, anche di enormi dimensioni, sempre fatte con materiali naturali: rami, foglie, pietre. Tutte perfettamente inserite nell’ambiente, tutte sono destinate a mutare negli anni e a scomparire nella natura. Arte Sella è un luogo magico, la sua visita giustifica il viaggio; è in continua evoluzione, ogni anno questa straordinaria esposizione si arricchisce di nuove creazioni di artisti affermati o emergenti, scelti dal direttore artistico Emattuele Montibeller. Si contano due percorsi espositivi. Il primo, “ArteNatura», per lo più nel bosco parte dal Giardino di Villa Strobele e prosegue lungo la comoda strada forestale fino all’Area di Malga Costa (990 m), dove si sviluppa il secondo itinerario. Lungo il cammino s’incontrano numerose opere, tra le quali: «I serni della pace” di Pinuccio Sciola (2016), “Fili d’erba” di Johann Feilacher (2002) e “Spirale” di Alois Steger (2011). Il Giardino di Villa Strobcle e l’Area di Malga Costa sono visitabili tutti i giorni, l’Area di Malga Costa ospita le opere più imponenti: dalla celeberrima “Cattedrale vegetale” di Giuliano Mauri (2001) alla “Galleria di Salici” di Stanfte Strukturen (2011), da “Trabucco di montagna” di Arne Quinze (2017) a “Pietre” di Francois Lelong (2008). Arte Sella ha promosso e promuove eventi e progetti legati alla scrittura, alla poesia e alla musica.


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