TORREGALLI INFORMA – Chirurgia dello stomaco

22 Gennaio 20223min344
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L’Unità Operativa di Chirurgia generale dell’ospedale San Giovanni di Dio è dotata delle competenze e delle tecnologie necessarie per il trattamento chirurgico delle malattie benigne e maligne dello stomaco.

La patologia gastrica benigna di interesse chirurgico è costituita principalmente dalla malattia ulcerosa (emorragie maggiori, perforazioni, ostruzioni), ed in misura minore da ernia jatale e malattia da reflusso gastro-esofageo. Il trattamento chirurgico di queste forme è realizzato quasi esclusivamente con approccio mininvasivo laparoscopico.

La malattia neoplastica gastrica è più frequente negli uomini rispetto alle donne ed interessa preferibilmente soggetti adulti in età medio-avanzata. A seconda delle cellule dalla quali originano, si riconoscono diverse entità clinicopatologiche: adenocarcinomi, sarcomi, GIST, linfomi, carcinoidi.
La nostra equipe è particolarmente dedicata alla chirurgia oncologica maggiore e utilizza anche le più moderne tecniche laparoscopiche.

La scelta del trattamento e le possibilità di guarigione sono principalmente correlate alla tipologia e allo stadio di sviluppo del tumore al momento della diagnosi e si avvalgono di un approccio multidisciplinare che integra diverse figure specialistiche: il radiodiagnosta, l’oncologo medico, il gastroenterologo endoscopista, il radioterapista, l’istopatologo, il nutrizionista.

L’approccio chirurgico, talvolta preceduto da una chemioterapia “neoadiuvante”, prevede l’asportazione dello stomaco, parziale (gastrectomia subtotale) o totale (gastrectomia totale), eventualmente associata a rimozione dei linfonodi regionali (spesso sede di malattia) e di eventuali organi contigui (pancreas, colon, milza, esofago inferiore) infiltrati dal tumore (demolizione “allargata”), per garantire la radicalità chirurgica.
Grazie all’esperienza acquisita in tecniche mininvasive avanzate, la nostra equipe si avvale prevalentemente dell’approccio laparoscopico, ottenendo risultati oncologici sovrapponibili a quelli dell’intervento tradizionale ma a fronte di un recupero funzionale più rapido.
Le demolizioni più contenute dello stomaco (resezioni “atipiche”), con approccio pressoché costantemente mininvasivo, sono riservate alle forme benigne (<2% dei casi) e a quelle particolari definite “GIST” (tumore stromale gastrointestinale).
Talvolta, la presenza di malattia neoplastica particolarmente avanzata o le condizioni generali scadute del paziente impongono l’esecuzione di interventi a scopo palliativo (gastroenteroanastomosi), atti a garantire la pervietà del canale alimentare e permettere una migliore qualità di vita.

A seconda dell’esame istologico sul pezzo operatorio asportato, in alcuni casi possono essere effettuati, dopo l’intervento, trattamenti complementari (chemioterapia o chemio-radioterapia), al fine di consolidare gli effetti della chirurgia e ridurre il rischio di recidiva della malattia
Un ruolo importante ha il Servizio Dietetico ospedaliero che, grazie alla notevole esperienza acquisita, è in grado di supportare i soggetti che si rivolgono a noi per

l’intervento. Il Servizio si fa carico sia dello stato di malnutrizione che è spesso preesistente all’intervento, sia dei consigli igienico-dietetici postoperatori adeguati alla nuova condizione anatomica indotta dall’intervento chirurgico.

A cura di D. Frontera, A. Bellacci


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