Trevigiana

19 Giugno 20206min300
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Santo Stefano di Valdobbiadene, sul colle del Cartizze, c’è un locale unico al mondo, Citato nelle più prestigiose guide d’oltreoceano, è frequentato da turisti americani, giapponesi, venezuelani, namibiani e da veneti, naturalmente. Non è facile trovarlo, in aiuto del viaggiatore non c’è alcuna segnaletica.

Tra Valdobbiadene Follina, all’altezza di un capitello, bisogna girare a destra e seguire le indicazioni per la cantina Col Vetoraz; dove la strada sterrata termina nelle vigne un cartello reca la scritta “Proprietà privata. Libero accesso consentito agli amici e alle persone munite di buon senso, rispetto e responsabilità…”. Si arriva ad una casa colonica della fine dell’Ottocento: al piano terra c’è “l’osteria senza oste”. Gli avventori si servono liberamente e lasciano quanto dovuto in una cassetta di legno che reca la scritta “l’onestà lascia il segno”. La dispensa è sempre rifornita di pan de casada cotto nel forno a legna, di uova sode e di sorpresa tradizionale, una sorta di grosso salame fatto con carni selezionate di maiale (coscia, coppa, spalle e pancetta) conciate con sale, pepe e vino Prosecco. Non mancano formaggi locali e i “giacomini”, deliziosi filetti di suino sapientemente speziati, affumicati e massaggiati per favorire l’assorbimento degli aromi. I prezzi? Assolutamente abbordabili, un salame intero costa solo 8 euro. Pronte per essere stappate alla temperatura ideale riposano in frigo alcune bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e di Valdobbiadene Superiore di Cartizze (anche millesimati), entrambe contrassegnate dalla DOCG.

Quest’angolo della Marca Trevigiana è amabilmente romantico e poetico: colline interamente coperte da viti secolari piantate anche nei tratti più scoscesi, borghi con le alte case di pietra ed i campanili di sasso che spuntano come lame dal verde della campagna. Da Valdobbiadene a Revine, ogni paese custodisce storia, architetture e aneddoti; i nomi dei paesi Guia e Giulietta derivano dal termine gotico wid che significa ampio, San Pietro in Barbozza nasconde tra i filari chiesette e capitelli, Saccol è rinomato per il Cartizze. La fama di Combai è legata ai marroni, ai quali è dedicata una festa ad ottobre dove si possono gustare le castagne cotte nelle rostjdore giganti, dolci, miele, liquore e la tradizionale zuppa di funghi chiodini e marroni. Ai piedi delle Prealpi Bellunesi, la campagna della Marca ospita palazzetti importanti e luoghi di culto antichi. Come l’abbazia di Santa Maria a Follina: eretta su una badia benedettina dai Cistercensi nel XII secolo, è tra le più importanti architetture tardo romaniche tendenti al gotico del trevigiano. A Cison di Valmarino sono ancora visibili i resti di antichi mulini, di magli e di folli da panno un tempo alimentati dalle acque del torrente Rujo. A dominare su tutte queste attività c’era il castello Brandolini, trasformato nella prima metà del Quattrocento in residenza dei, conti Brandolini d’Adda. Nei secoli successivi l’edificio fu ristrutturato ed ampliato, ora Castel Brando si presenta come un imponente maniero, articolato su 9 livelli, con oltre 250 stanze compresa quella che ospitò Giacomo Casanova.

Cison di Valmarino è conosciuta anche per Artigianato Vivo: piazze, viuzze e cortili si animano di banchetti, dove è possibile acquistare primizie alimentari e non. Chi preferisce la tranquillità potrà incamminarsi fino al bosco delle Penne mozze con le stele in memoria degli alpini caduti, I più allenati potranno spingersi fino al rifugio/bivacco dei Loff (lupi), sotto il Crodon del Gevero.

Gli appassionati di trekking, di mountainbike o di passeggiate a cavallo potranno recarsi a Revine. Da lì a piedi si può raggiungere il pian delle Femene seguendo la Strada delle musse (asine) o la Strada dei Cavai, o limitarsi a una passeggiata attorno ai laghi Santa Maria e Lago, Sulla sponda occidentale di quest’ultimo s’incontra il parco archeologico didattico del Livelet, che comprende ricostruzioni di capanne preistoriche.

Curiosità

Prosecco e Cartizze: La Marca trevigiana nordoccidentale è terra d’elezione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e del Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG (anche millesimati), entrambe contrassegnate dalla DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Questo importante riconoscimento è riservato solo a 41 vini prestigiosi italiani, mentre sono oltre 360 le DOC. Il Prosecco è in assoluto il vino più richiesto al mondo, si produce su un fazzoletto di terra di circa 6100 ettari, compresi tra i 50 e i 500 metri di quota, dove lavorano circa 3000 viticoltori di 15 comuni. Il Prosecco ha una storia antica, il vitigno era già noto prima della colonizzazione romana (II sec. a.C.). Dai suoi grappoli dorati, oggi nasce un vino con sentori di mela, mandorle e note floreali; proposto nelle versioni “tranquillo”, “frizzante” o “spumante”, accompagna antipasti di mare, risotti delicati, pecarni bianche e, nella versione “extra dry”, biscotti e dolci. La sua freschezza ha conquistato il consumatore moderno, compreso quello cinese che preferisce questo vino ad altri spumanti “più formali”.

 


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