Addio a Giulia Lorimer, cantante dei Whisky Trail e punto di riferimento a Scandicci per vari artisti

11 Settembre 20214min222
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Voce e violino dei Whisky Trail – gruppo nato nel 1975 con cui ha inciso undici dischi (all’attivo anche due da solista) – madre di undici figli e molto impegnata in battaglie sociali, la notte scorsa si è spenta a 89 anni Giulia Daneo Lorimer (nella foto, da lakinzica.it).

Parallelamente alla sua attività di musicista, per quanto riguarda il territorio di Scandicci, Lorimer, insieme al marito, è stata un punto di riferimento fra gli anni ’60 e ’70, partecipando attivamente alla vita del quartiere di Vingone con la comunità di base di don Masi, spesso ospitato nella loro casa sulle colline.

Nata in Svizzera, figlia di un diplomatico italiano e di madre statunitense, trascorre parte dell’infanzia in Bulgaria, dove impara a suonare il violino; nel 1947 il padre viene nominato console a Filadelfia ed è proprio negli USA che Giulia conosce il futuro marito, George Lorimer, che sposa nel 1951 e con cui farà undici figli.

Nel 1955 la coppia si trasferisce a Firenze e subito dopo sulle colline di Scandicci, dove negli anni la loro abitazione diventa punto di riferimento per artisti, poeti e musicisti. Nello stesso anno la 23enne Giulia accompagna il marito in un viaggio in Irlanda, dove acquista vari dischi che vent’anni dopo saranno di ispirazione per le prime creazioni dei Whisky Trail. Nel 1975 inizia a cantare con il Gruppo Folk Internazionale di Firenze, che di lì a poco cambierà nome in Whisky Trail; con la band, che si caratterizzerà per il genere di musica celtica, la cantante si esibisce dal 1975 fino al 2015 in Italia, Svizzera, Spagna, Germania e Portogallo.

Negli anni novanta, a Scandicci, fa parte anche dell’associazione “Centro Arles”, dove si tenevano corsi di lingue, danza, musica e pittura.

Nel 2010, in occasione dell’8 marzo, riceve il “Premio donna città di Scandicci”. Nove anni prima era stata inoltre insignita del “Filo d’argento”, promosso dal presidente del consiglio comunale di Firenze e dall’associazione AUSER Toscana per “il mai cessato impegno nella professione e per la grande visibilità sui mezzi di comunicazione di massa”.

“Oggi nostra madre ci ha lasciato – ha scritto la famiglia in una nota –. Una mamma di cui eravamo orgogliosi, noi, le sue figlie ed i suoi figli, i suoi nipoti e bisnipoti, le sue nuore ed i suoi generi. Orgogliosi per la sua voce con cui ci cantava ninna nanne francesi, spagnole o irlandesi, inframezzate da canti anarchici imparati da qualche stornellatore toscano e da canzoni popolari piemontesi, francesi o della tradizione americana; e orgogliosi per le decine di migliaia di persone che l’hanno sentita con i Whisky Trail dal 75 fino a quell’ultima volta in cui, zoppicante per i postumi di una brutta caduta, salì qualche anno fa su un palco per un’unica ed ultima canzone: ‘sono agli sgoccioli’ disse sorridendo prima di intonare per l’ultima volta una bella canzone antimilitarista irlandese”.


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