Norvegia: Isola di Vengsoy e di Kvaloya

14 Agosto 202012min137
aurora

Il sole di mezzanotte e l’aurora boreale sono due poesie scritte nei cieli della Norvegia che accarezza il Grande Nord. Grandi emozioni e silenzi che urlano in un angolo di pianeta dove cielo e terra diventano immensi. La città di Tromso è il punto di partenza ideale per viaggiare nella remota magia della penisola scandinava che si racconta con fiordi selvaggi, dirompenti montagne, isole solitarie, baie da colori caraibici e intimi villaggi di pescatori lungo la costa. un viaggio di circa 200 km alla scoperta di Tromso e di tre zone meno conosciute ma decisamente stimolanti per un viaggio da vivere intensamente come Vengsoy, Kvalova e Sommaroi. Un viaggio intenso attraversando i fiordi più profondi, immersi nel silenzio più assoluto, qui si potrà ritrovare se stessi e al tempo stesso rimanere colpiti dalle bianche spiagge dalle baie color turchese degne di scenari tutt’altro che nordici. Un’ esperienza che per i più fortunati sarà accompagnata da incontri con renne, avvistamenti di aquile e dalla visione ipnotica dell’aurora boreale.

Kvaloya, che significa isola delle balene, è la quinta più grande di tutta la Norvegia. È collegata all’isola di Tromso da un ponte di oltre un chilometro di lunghezza, il Sandnessund, che accompagna il turista ulteriormente fuori dal tempo Lungo il percorso verso nord-ovest numerosi sono i punti panoramici che offrono uno scenario spettacolare con ampie vedute delle isole circostanti, della costa, delle Alpi Lyngen e dei fiordi.

All’estremità occidentale di quest’ isola vi sono i paesi, Brensholmen e quindi il più “famoso” Sommaroy, un antico villaggio di pescatori situato a circa 36 km a ovest della città di Tromso, collegato all’isola di Kvaloya da una ponte che si snoda sopra acque turchesi che ricordano i caraibi. Qui vivono circa 300 anime, la maggior parte delle quali dedite alla pesca. Durante l’estate, e in particolar modo da metà maggio a luglio, il sole non tramonta mai e questo evento così affascinante ha spinto gli isolani a firmare una petizione che intende trasformare il loro paese in una “Time-free zone”. Cosa vorrebbe dire? Chiedono di diventare il primo luogo al mondo “senza orari” vivendo per sempre senza tempo e quindi con maggiore flessibilità! L’obiettivo principale di questa richiesta dicono sia quello di liberarsi definitivamente degli orari di lavoro e delle scuole provando letteralmente staccare la spina dalla realtà e in particolar modo dallo stress: sostanzialmente essere liberi di vivere a modo loro. Da non perdere è la chiesa di Hillesoy, costruita nel 1887, che spicca tra le casette e domina con il suo bianco campanile l’intera zona. Attraverso un ponte molto scenografico si raggiunge Sommaroy. Se non fosse per la neve presente tra i colori turchese del mare e il bianco delle spiagge, sembrerebbe di essere ai Caraibi. È proprio grazie a questa caratteristica che I’aria viene definita Artic Caribbean. Consigliabile, soprattutto se nevica, una tappa al Anne Grete Jensen Afvrua Kro un locale frequentato degli abitanti del posto che si soffermano a bere birra, a sorseggiare caffè caldo o a mangiare il pesce fritto. Lasciando alle spalle l’abitato si prosegue il giro dell’isola andando verso Tromso costeggiando la parte nord addentrandosi nei fiordi, scoprendo come l’inverno nell’entroterra sia ancora vivo tanto da ritrovare il fiordo via via sempre più ghiacciato.

Vengsoy, invece, è una piccola isola a ovest di Tromso che per il momento è rimasta ancora fuori dalle rotte turistiche più frequentate. La si può raggiungere solamente dopo mezz’ora di traghetto, nel cuore dei fiordi occidentali, partendo da Belvik. Su questa isola vivono una settantina di persone: c’è una scuola, un Minimarket e l’immancabile azienda ittica. In questo fazzoletto di Norvegia si percepiscono ancora di più la semplicità e il rispetto della natura. È veramente curioso assistere alla vita quotidiana sull’isola perché ognuno svolge più mansioni dando vita ad una simbiosi collettiva della piccola comunità. C’è chi spala la neve, chi consegna la posta, chi gestisce il Minimarket, facendo tutto in perfetta armonia e con molta serenità. Un piccolo mondo a sé dove i bambini che si incontrano sono sorridenti e felice come non mai, giocano sotto le bufere di neve e riempiono gioiosamente il silenzio dell’isola. Si perché bisogna ammettere che dopo 5, 6 ore di solitudine completa fa quasi effetto incontrare qualcuno, vedere le famiglie giocare allegramente per strada a palle di neve.

Tappa obbligatoria Vengsoy Rorbuer, per godersi appieno la meraviglia del posto. Sono tre casette di pescatori completamente ristrutturate e colorate direttamente sulla baia nei pressi del porticciolo. Posto ideale per trovare un po’ di pace interiore sorseggiando caffè caldo, immergendosi nella jacuzzi al tramonto oppure osservando la grande montagna “Stortinden” innalzarsi alle spalle.

Che sia estate e inverno si possono effettuare diverse escursioni nella parte meridionale dell’isola e una di queste merita davvero: quella sul monte di Hunbergtinden, raggiungibile con le ciaspole dopo circa mezz’ora, risalendo il pendio. Dalla vetta, dove spesso soffia un vento gelido, si riescono ad ammirare le isole limitrofe con isolati case dei pescatori. La visita da lassù è senza dubbio spettacolare. È consigliata anche la passeggiata sull’unica strada presente che vi porterà ad ammirare le incredibili baie “caraibiche” circondate da vette cariche di neve, le numerose e pittoresche casette di pescatori che affiancano l’azienda ittica, il Minimarket e la scuola. Tutto è racchiuso in 8 km di bellezza e semplicità.

Rispetto alla pace e alla stabilità delle due Isole, la capitale artica sorprende senza alcun dubbio, allo stesso tempo, per la sua bellezza e particolarità. Una visita in centro è d’obbligo: qui ci sono numerosi locali e negozietti colorati che ricordano vagamente il centro di Reykjavik. Da non perdere una visita al Porticciolo, dove è consigliata una tappa da Kaia per assaggiare gli hamburger di renna, da qui si attraversa la baia per raggiungere la Cattedrale.

Vero fiore all’occhiello di questa città è la funivia nota soprattutto come “Fjellheisen”. Nel tempo si è trasformata nell’ attrazione più conosciuta della Capitale Artica offrendo la migliore vista su Tromso dei suoi 421 metri di altitudine. La funivia nasce nel 1961, per opera della società Armatrice dei Fratelli Jacobsen che avevano costruito la loro fortuna grazie alla pesca,alla caccia alle foche e ad alcune spedizioni polari. All’inizio degli anni Sessanta, erano pochi i turisti in città tranne i vacanzieri scandinavi, mentre oggi la funivia a circa 180.000 visitatori all’anno e continua a crescere.La risalita verso la montagna dura solo 4 minuti e quando si arriva sulla piattaforma panoramica della Stazione superiore si può godere dell’incredibile vista sulle montagne, sui fiordi circostanti e, ovviamente su Tromso.

È importante ricordare che oltre allo sci, la pesca o l’escursionismo la città è un punto di riferimento per eventi culturali. Tromso è una località sempre più multietnica e sempre più all’avanguardia; qui, ogni anno si organizzano numerosi festival anche di livello internazionale: il Festival Internazionale di cinema, il Festival dell’aurora boreale e la Sami week giusto per citarne alcuni. Proprio l’evento musicale dedicato alla “Dea verde” è uno dei più apprezzati perché ogni anno, tra la fine gennaio e l’inizio di febbraio, presenta i migliori artisti che vanno dalla musica antica alla moderna, dall’opera al Jazz e dalla musica da camera alle orchestra sinfonica.Il Northern Lights Festival è un festival di musica artica che presenta musica e danza di qualità per tutti i gusti e per tutte le età.

Di gran fascino, inoltre, è la Sami week, solitamente a febbraio, ovvero l’evento dell’anno per molti norvegesi: vede il disputarsi di numerose gare con le renne nel centro cittadino in pieno stile Samy, con gli indigeni della parte settentrionale di Norvegia, Finlandia, Svezia e Russia.

Le possibilità che si presentano in questo angolo di Europa sono infinite, dove il clima cambia repentinamente. Si passa infatti dal mite della città, dove si registrano solamente meno 5 ° di media di inverno, fino a temperature assai più basse verso l’interno.

A meno di un’ora di viaggio da Tromso, è facile osservare il termometro scendere al di sotto dei meno 25° e spesso di tutto è accompagnato da violente bufere di neve e venti impetuosi che restituiscono i turisti quell’atmosfera tipicamente Artica. Soprattutto nel periodo invernale le condizioni atmosferiche cambiano velocemente alternando momenti nevosi a sprazzi di sole, scrosci di pioggia a momenti soleggiati; il tutto nel giro di pochi minuti rendendo l’esperienza di viaggio ancora più divertente.

Benvenuti nel luogo giusto per vivere una vacanza dai ritmi slow e dove, con un po’ di fortuna, è facile rimanere senza parole di fronte l’aurora boreale. Già, perché dove la Penisola scandinava guarda a occidente, verso il Grande Nord, la danza ipnotica e magica della regina dei cieli popolari invita a un viaggio di estatica osservazione, stupore e meraviglia.

Curiosità: l’Aurora Boreale

L’aurora polare o aurora boreale così chiamata nel nostro emisfero, è prodotta da particelle elettriche (elettroni e protoni) che arrivando dal sole, colpiscono la ionosfera terrestre, ossia la parte di atmosfera compresa tra i 100 e i 500 km di altitudine. Quando il fenomeno elettrico si esaurisce, l’energia prodotta dagli elementi si trasforma in luce visibile dai colori verde, rosso o Azzurra. Raramente si riesce a osservarlo con tutte le sfumature in quanto quella più visibile a occhio nudo è quella verde. Attenzione però non farti prendere dalla voglia di partire solamente per vedere questo incredibile fenomeno naturale, perché non è così facile o semplice osservarlo; per poter ammirare perfettamente l’aurora boreale occorre una perfetta combinazione di eventi del cielo sereno, assenza di vento e di Luna. Come abbiamo detto già molte volte nel il meteo cambia rapidamente, soprattutto nelle zone atlantiche: può succedere nonostante ci siano, secondo le previsioni, condizioni ottimali, il cielo sia coperto o addirittura nevichi rendendo così vana ogni speranza.

 


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