SCANDICCI SECONDO ME… – Lockdown: S.O.S. temibile!?

10 Novembre 20206min188

Allo scopo di arginare la crisi del comparto culturale, il comune di Scandicci ha varato appositi bandi a sostegno degli operatori culturali e dell’associazionismo territoriale che si trova impossibilitato a portare avanti progetti di qualità per costi di gestione non sostenibili in un momento molto difficile che sembra annunciare, da parte del Governo, la morte della cultura italiana oltre che dell’economia nazionale.

In qualità di rappresentante dello sport e della cultura artistica (https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano_Bonanni)  non posso che essere assolutamente contrario a questa decisione irragionevole, mancante di qualsiasi sensibilità e competenza da parte del governo; si poteva fare diversamente e meglio in 8 mesi (da marzo ad oggi un tempo ampiamente sufficiente per adeguare infrastrutture scolastiche e ospedaliere o costruirne di nuove, assumere personale qualificato e attrezzature idonee!), senza ferire mortalmente il nostro paese che si è trovato nuovamente impreparato a questa seconda ondata virale, con un’invasione di contagiati che poteva essere affrontata diversamente.

La nostra città di Scandicci si è dimostrata particolarmente sensibile nel mantenere, per quanto in suo potere, un equilibrio fra tutela della salute pubblica e sostegno alla cultura; si esprime così l’assessore Claudia Sereni: “Tradisce ancora la non considerazione della cultura come lavoro produttivo, tradisce un’idea di salute dove non c’è ombra di benessere ma solo di malattia, tradisce l’incapacità di distinguere i settori e gli spazi, l’inesistenza di un progetto anche solo embrionale su nuovi modi di preservare alcune aree di socialità perché l’essere umano non può farne a meno del tutto. Si parla di indennizzi per i lavoratori, ma chi e come potrà indennizzare l’anima, il coraggio, la fiducia delle persone?”.

È necessario che tutti sappiano che senza soldi e soluzioni valide, sport, arte e cultura moriranno insieme a tutto il resto. Un appello al Governo firmato dai maggiori rappresentanti italiani della cultura, dichiara che “nella storia delle democrazie la tenuta sociale delle comunità, soprattutto nei suoi momenti più critici e dolorosi, si è sempre fondata soprattutto sulla possibilità di condividere esperienze culturali”.

Questo accanimento ingiustificato verso la conoscenza e la salute psicofisica della popolazione mi fa pensare che probabilmente l’ignoranza e la depressione popolare siano per qualcuno una fonte di guadagno: se Pinocchio fosse esistito oggi, nel tempo del Coronavirus, sono convinto che ci avrebbe ripensato due volte a voler diventare un bambino di carne, anche perché oggi i burattini sono la maggioranza e Mangiafuoco sarebbe diventato il capo dello stato! Perdonate un po’ di sana ironia ma siamo testimoni di tempi bui, tempi in cui la sincerità è in estinzione da quando le bugie son diventate la normalità: forse è proprio questo, la bugia e l’insensibilità, il virus peggiore che farà insorgere l’umanità a difesa di onestà e diritti umani?

Lockdown significa letteralmente isolamento, chiusura, detenzione, confinamento, e in tutto questo l’umanità non ha proprio niente da guadagnarci se non una sopravvivenza senza libertà di pensiero né speranza di realizzazione, una non-vita insostenibile e temibile fatta di paura e inganni: mi chiedo se, a questo punto, sia sempre giusto obbedire?

La cultura “produce” uomini onesti, equilibrati, avete mai conosciuto un vero uomo di cultura mentire spudoratamente, agire con disonestà, fanatismo e discriminazione razziale, speculare e ingannare la gente? Sicuramente no, perché la conoscenza nobilita l’uomo e lo rende forte, elevandolo a principi etici e morali che vanno ben oltre il tornaconto personale, l’ inganno e il disonore. In Italia il male non è nella cultura, nello sport o nell’arte ma nell’ignoranza di governanti incapaci, non dimentichiamolo, perciò pensiamoci bene perché se uccidiamo questi valori avremmo seppellito civiltà, libertà e diritti umani conquistati con grandi sacrifici e ci ritroveremmo in un deserto di silenzio e disperazione dove nessuna medicina o vaccino potrà salvarci dalla peggiore delle morti: quella dell’anima!

Per ora, però, pare che gli abitanti di Scandicci possono ritenersi fortunati perché i funerali della cultura si celebrano altrove e le nostre anime sono al sicuro, la storia insegna che l’animo forte sostiene ogni peso ma attenzione, un’annotazione del gobbo di Recanati suona più attuale che mai: “Stiamo precipitando nell’obbedienza” e ciò equivale, inequivocabilmente, a sottomissione e oscurantismo… qualcosa di maledettamente disonorevole!

Di Tiziano Bonanni, artista e docente a Scandicci e Firenze


Iscriviti alla Newsletter