I vincitori del concorso sulle Barricate di Scandicci

21 Maggio 20213min239
Barricate gruppo

È giunto all’epilogo il concorso riservato alle scuole medie scandiccesi incentrato sulle celebrazioni per i cento anni delle Barricate di Scandicci.

Ieri, giovedì 20 maggio, si è tenuta la premiazione nel bellissimo contesto del Castello dell’Acciaiolo: vi hanno preso parte i ragazzi (nella foto di copertina, da La Nazione – Foto Germogli) dei tre istituti comprensivi cittadini i cui lavori sono stati segnalati dalla giuria guidata dal professor Gianni Silei dell’Università di Siena. Della giuria facevano parte anche rappresentanti dell’Anpi, del Comitato permanente per la memoria di Scandicci, in collaborazione con La Nazione. La cerimonia ha registrato la partecipazione, fra gli altri, del sindaco Fallani, della presidente del consiglio comunale Loretta Lazzeri e delle assessore all’Istruzione Ivana Palomba e alla Cultura Claudia Sereni.

Ecco i cinque studenti (nella foto di lato, da La Nazione – Foto Germogli) i cui elaborati (articoli in cui è stato raccontato il significato e il valore di questo episodio storico) sono stati giudicati più meritevoli: Lisa Giannini, 3A Spinelli; Giulia Colta 3H Rodari; Lorenzo Bertini 3A Rodari; Sara Bertaccini 3D Rodari; Camilla Ciapetti 3A Fermi.

«Abbiamo provato a trasformare questo centenario in un’occasione identitaria per la nostra città – ha dichiarato l’assessora Sereni -.Per questo abbiamo creato un comitato tecnico scientifico con le associazioni del territorio, l’Istituto storico della resistenza, e l’Università di Firenze. Coinvolgere le scuole è stato importante per avere il punto di vista dei giovani su questo episodio».

Ricordiamo che le Barricate, in estrema sintesi, possono essere definite come un moto di protesta contro le violenze fasciste del 1921, che a loro modo furono i prodromi del radicamento del regime su tutto il territorio. Gli scandiccesi bloccarono con legni, mobili e quant’altro l’accesso alla città dal ponte sulla Greve e in altri quattro luoghi; al che il Regio Esercito, a sostegno delle squadracce fasciste, ricorse addirittura all’uso dei cannoni, i cui colpi ferirono profondamente l’anima della città.


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