Spagna: Malaga e Ceuta

20 Agosto 202019min131
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Visitare Malaga è il miglior pretesto per godere di tutti quei piaceri della vita che solo il clima mediterraneo offrire, ma anche l’occasione per spingersi oltre in luoghi comuni del turismo di massa, a due passi dalla leggendaria Abila, Colonna d’Ercole in terre d’Africa, metà agognata e temuta da ogni navigante, che per secoli ha segnato confini del mondo e del pensiero antico. Avvolti da una nube di fragranti essenze Mediterranee, sarà più facile scoprire la vera natura di Malaga, modellata intorno alla sua anima Latina seducente e profumata.

A piedi, lungo la salita dell’Antico Castello di Gibralfaro, si ha il tempo di pensare al privilegio di vivere e godere di uno spettacolo raro, quello di una città capace di proiettarsi oltre i suoi confini naturali offrendo una sintesi straordinaria di bellezza e piacere della vita. Dall’alto di questa ruvida roccia si gode del profumo del mare, delle resine oleose della vegetazione che la ricopre e dei colori che si accendono al calar del sole in un crescendo inarrestabile. Ai fianchi di questa roccia si è aggrappata la città antica, le cui origini si erano forse dimenticate e che certamente precedono la storia Cristiana. Una storia che ha i tratti di molti predecessori, ma che ha dato un volto universale a Malaga solo in epoca moderna, quando la città è stata capace di attirare su di sé le attenzioni delle genti del nord Europa, stanche del freddo e di una morale ancora più rigida.

Così Malaga si è fatta più accogliente che mai e ha sfruttato tutti i doni del Sole vestendosi di colori e sapori irresistibili. Ha scelto di indossare l’ombra dei giardini tropicali più belli, che ha trapiantato lungo i suoi viali per smorzare la calura di quello stesso sole, e di dissetare i suoi ospiti con le bevande forti e vellutate che produceva ed esportava da sempre. Malaga in poche generazioni è divenuta sinonimo di uve dolcissime, di terre d’arte e gioia di vivere. Vocaboli che hanno attirato interi popoli in fuga da acque e climi più ostili, ma che coniugati nella forma peggiore possono trasportare caos, rumore e volgarità. Dai fasti del modernissimo e della Belle Epoque, si è passati troppo in fretta al turismo di massa dei charter e dei grandi alberghi. Così lungo il mare sono nate mille città satelliti che hanno sfruttato la fama di questo prototipo formando una scia di cemento che ha trasformato l’intera Costa del Sol in un immenso condominio, al nord come al sud. Ma al centro di questa rumorosa cometa turistica c’è pur sempre un nucleo autentico, permeato da una cultura sincera che ha volto accoglienza. Un’arte praticata da chi coltiva da sempre il vero piacere di vivere. Ritrovarsi a Malga, per tanto, può avere il sapore di una piacevole e rassicurante scoperta: quella di sentirsi a casa, ben accolti, anche se prossimi al tramonto delle sponde Mediterranee.

Anche se non sembra siamo a due passi dalle leggendarie Colonne d’Ercole, codificate nel nostro immaginario dagli stessi romani che seppero rinnovare con la loro proverbiale pragmaticotà il mito greco. Poche miglia marine, infatti, separano l’atterraggio dei charter vacanzieri dalle sponde di Calpe e Abila, dove le correnti e i venti che provengono da terre sconosciute soffiano ancora oggi con grande intensità. Secondo la mitologia, l’onnifacente Ercole, durante la fatica di rubare il bestiame a Gerione segnò con fermezza non tanto un luogo geografico, quanto sono i confini della conoscenza, e grazie al progredire di questa, alimentò la speranza dell’umanità di incontrare un mondo migliore. In termini contemporanei siamo di fronte alla rocca di Gibilterra, dove il monte Hacho impersona l’Antica colonna di Abila, oggi denominata Ceuta, possedimento secolare di Spagna in terra d’Africa. Frontiera politica, culturale e geografica, avamposto strategico e base militare: questo è il biglietto da visita di Ceuta, che prova a cambiare pelle, a imitare la madrepatria e ad attirare il turismo. Per ora lo fa con il pudore e l’ingenuità di chi non conosce a fondo la sua vera natura è la sua forza, e per questo merita di essere incoraggiata. Passati 2000 anni le rotte dei naviganti hanno frantumato infinite volte il muro dell’antica conoscenza, ma non hanno certo abolito le frontiere tra due mondi che vivranno faccia a faccia per sempre.

Malaga, oltre a essere la quinta città della Spagna per numero di abitanti, è soprattutto una delle mete turistiche più importanti al mondo, per una serie di fattori che appaiono evidenti a qualsiasi viaggiatore.

A chi arriva da sud, la città riversa il volto moderno delle arterie stradali e ferroviari che fanno capo nel quartiere di El Perchel alla stazione ferroviara della R.E.N.F.E., al capolinea provvisorio della nuovissima metropolitana E al terminal degli autobus. Poco oltre, passato il ponte sul Guadalmedina, seguendo Alameda Principal si giunge in Plaza de La Marina, dove inizia il lussureggiante Paseo del Parque, vera oasi vitale nei mesi della calura estiva. Inoltrandosi nel parco si attraversa non solo il confine tra la modernità e la storia, ma anche lo splendido diaframma che separa la Malaga marinara del Muelle 1 e dalla sua spiaggia più famosa, la Malagueta, dalla città costruita hai piedi dell’Alcazaba e del Castello di Gibralfaro. Il suggerimento è quello di salire subito in alto e prendere immediatamente possesso delle coordinate geografiche essenziali.La salita più facile è quella che parte dalle vestigia del teatro romano che,  sembrerà incredibile, ma era stato davvero perduto e riscoperto solo nel 1951, quando su un lato di calle Alcazabilla sono riapparsi dopo secoli i resti della cavea e dei gradoni risalenti al I secolo d.C.. Oggi la stessa calle a piuttosto la forma di una piazza allungata e costituisce uno dei punti di maggior richiamo della città, sia per numerosi locali che vi si affacciano, sia per la spettacolare scenografia del teatro sormontato dalla fortezza musulmana della Alcazaba. Una comoda scalinata permette di aggirare le pietre romane delle grandinate e di arrivare sotto le mura della fortezza. La visita sui tetti e sui campanili di Malaga orientati a occidente e affascinante in qualsiasi ora del giorno e in ogni condizione di luce. Più impegnativa, ma ancora più appagante, è la salita che porta al Castello di Gibralfaro a cui si accede da una passeggiata che parte all’estremità meridionale di calle Alcazabilla, che aggira le mura dell’Alcazaba e poi alterna scalinate a tratti di ripida salita, sempre immersi però in giardini esuberanti di essenze e colori. Alle vostre spalle, in basso avrete lasciato le linee eleganti dell’Ayuntamiento, circondato da splendide aiuole di rose, dove si trova la celebre statua del Biznaguero.  30 minuti sono sufficienti per arrivare sul Mirador de Gibralfaro, sulla vetta si trova la fortezza iniziata nel x secolo ed ampliata nel XIV, collegata da una cortina muraria con l’Alcazaba, e famosa per aver subito nel 1487 l’assedio da parte dei Re Cattolici Ferdinando e Isabella. Il panorama che si gode dall’ultima terrazza è suggestivo e imponente. Di fronte è facile distinguere le varie zone dell’area portuale che si estende oltre l’inconfondibile anello della Plaza de Toros.

Sebbene soffocata dai palazzi degli anni 60 la penisola della Malagueta resta un’attrazione ineludibile per qualsiasi turista, con la sua spiaggia di sabbia fine lunga oltre 1 km e le decine di locali del Muelle 1, che tra l’altro ospita l’appariscente sede del Centre Pompidou di Malaga, oltre a conservare i resti della settecentesca Cappella del Porto e il vecchio Faro. Ritornando sui propri passi e proseguendo sul lungomare si può percorrere una lunga passeggiata sotto un avveniristico pergolato di cemento che conduce fino alla Plaza de Marina e alla Estacion Marittima. Senza dimenticare che le alle spalle rimarranno sempre “coperte” dalla barriera verde del giardino tropicale del Paseo del Parque.

Attraversato il grande viale del Paseo del Parque e imboccando calle Molina Lario, si arriva immediatamente al complesso della cattedrale che si affaccia su Plaza de Obispo, dove si trova il coloratissimo Palazzo Episcopale costruito in stile barocco. La Cattedrale de la Encarnacion fu iniziata nel XVI secolo sui resti di una grande moschea ed è soprannominata affettuosamente la Manquita a causa della mancanza di una torre e della facciata incompiuta. La visita sui tetti della stessa cattedrale rappresenta un’altra ghiotta occasione per godere di una prospettiva diversa e piacevole della città. Seguendo il fianco sinistro della chiesa e imboccando calle S. Agustin ci si trova direttamente al Museo Picasso, ospitato nel palazzo dei conti di Buenavista del XVI secolo. Il museo, inaugurato nell’ottobre del 2003, è divenuto rapidamente uno dei simboli della Malaga moderna, anche per il fatto di trovarsi esattamente nel baricentro turistico cittadino.

Volendo si può allargare il proprio raggio d’azione e uscire dal vortice turistico di Malaga attraversando calle Alamos, oltre la quale si presenta l’ampia e ombreggiata Plaza de Mercedes, dove all’angolo settentrionale si trova la fondazione Picasso, ospitata nella casa natale dell’artista. E proprio di fronte,sulla calla Gomez Pallete, si trova il piccolo ma interessante Mercato Gourmet de la Merced, luogo ideale per una sosta all’ora di pranzo. In fonfo alla stessa via si trova il Teatro Cervantes, la cui bella facciata si gode appieno da Plaza Jeronimo Cuervo. Alle spalle del teatro la sensazione è di essere già in periferia o per meglio dire in un quartiere semicentrale, ma comunque molto vivo e interessante. Il quartiere di Lagunillas, infatti, presenta un arredo urbano popolare ma vivace, con murales, botteghe e artigiani di carattere diverso da quelli presenti nelle aree più commerciali. Inoltre, proseguendo lungo calle della Victoria si arriva proprio al Santuario de la Victoria, dove si può ammirare anche la suggestiva Cripta dei Conti di Buenavista. Il santuario attuale, di epoca barocca, sorge sul luogo dove Fernando il Cattolico aveva il suo accampamento durante la sede del 1487, e all’interno, oltre alla già citata cripta, conserva il Camarin de la Virgen, un gioiello dell’architettura settecentesca in puro stile Rococò. Ma la vera escursione obbligatoria da fare al di fuori del casco urbano è quello del giardino botanico de la Concepcion, uno dei giardini tropicali e subtropicali più belli di tutta la Spagna, che si estende per ben 23 ettari e ospita oltre 25.000 piante 2.000 specie diverse. Per completare la visita di Malaga, si deve dedicare ora l’attenzione al lato occidentale del centro storico che si può idealmente delimitare come l’aria che si trova oltre la Plaza de la Costitucion e la grande via commerciale intitolata al Marques de Larios. Effettuata una sosta nella piazza, dopo ci si può concentrare per la visita al Museo Carmen Thyssen, alloggiato nel Palazzo di Villalon, la più celebre raccolta di arte moderna ospitata in città. A poca distanza, nello stesso animato quartiere, si trova il Mercato di Atarazanas, il principale del centro cittadino, sintesi perfetta di quello che ha ragione può ben dirsi stile di vita tutto mediterraneo.

Sia nel caso di arrivo via mare, attraverso lo stretto, sia volando in elicottero, la peculiarità di Ceuta appare evidente in tutta la sua spettacolarità. Da non perdere due escursioni terrestri programmate per godere con più calma dei grandiosi panorami che si aprono dai suoi rilievi. La prima, doverosa, è quella da fare sul Monte Hacho, la Colonna d’Ercole che sovrasta la città sul Mediterraneo. Per raggiungerla in auto è sufficiente seguire il lungomare cittadino fino al parco Juan Carlos I, per poi svoltare a destra sul Paseo de La Marina è che inizia a in esplicarsi sul monte prendendo il nome di Fuerte de San Amaro. Un ultimo brivido, ancora sulla destra, immette sulla Crta San Antonio, che in breve porta al Mirador San Antonio, orientato verso nord, da cui si gode una vista ineguagliabile dello stretto di Gibilterra. Proseguendo ancora per poche centinaia di metri, giunti all’altezza del Ristorante Oasis, ai piedi della Fortezza del Monte Hocho, ci si può affacciare anche sull’istmo che ospita la città di Ceuta rivolgendo lo sguardo a occidente.

Una volta sul posto è doveroso completare la visita del promontorio portandosi sulla stessa strada fino al Fuerte de Franco, meglio conosciuto come il Fuerte del Desnarigado, dove oggi ha sede un piccolo museo militare.

Ritornando in centro verso il Molo di Spagna del porto turistico, a fianco dell’Estacion Maritima dove attraccano i traghetti, ci si trova immediatamente di fronte al Baluarte de los Mallorquines, estrema propaggine di tutto l’imponente sistema di difesa cittadino costituito dalle Mura Reali. Un complesso sviluppatosi durante molti secoli, attraversato dal Foso Real, e all’interno del quale si trova l’elegante Puerta Califal (appellativo dovuto al fatto che appartiene all’epoca del califfato di Cordova) costruita nel 931 da Abderraman III. Passeggiando all’interno del complesso,a oltre a prendere conoscenza della intricata storia di tutto l’insediamento, dal periodo arabo al dominio portoghese fino al possesso della Spagna, affacciandosi ai vari bastioni è possibile osservare da vicino anche le altre attrazioni turistiche di Ceuta. Sul lato meridionale, per esempio, si trovano le spiagge cittadine del Chorrillo e della Riber mentre a settentrione, come detto si ha la più ampia visuale su tutta la zona portuale, compresa l’area dello Stretto. Il punto più interessante è quello rivolto a Oriente, che ci permette di visionare in una prospettiva immediata il restante patrimonio architettonico cittadino. A ridosso delle Mura, infatti, si trova Plaza al idrissi, su cui sorge la chiesa dedicata a Nuestra Senora De Africa, le cui origini risalgono al XV secolo. Subito al lato, sulla destra, si trova la Plaza de Africa su cui si affaccia la Cattedrale, dedicata alla Nuestra Senora De La Asunsion, anch’essa di fattezze barocche. Il fatto di essere nel cuore delle l’insediamento storico più antico, è confermato da ritrovamenti di epoca fenicia scoperti recentemente proprio al lato del perimetro cattedralizzato. La piazza segna anche l’inizio della moderna Gran Via, dove si fa immediatamente notare il novecentesco Palacio de la Asamblea, sede municipale e del Governo di Ceuta, dentro al quale si trova il salone del trono in stile francese. Proseguendo sotto i porticati che ospitano una serie di negozi dal carattere popolare, sul lato destro, nella Calle de Queipo de Llano, si trova l’ingresso alla Basilica Tardoromana (Paleocristiana), un moderno museo concepito sopra i resti dell’edificio basilicale risalente alla metà del IV secolo. Arrivati nella animata Plaza de La Costitucion, che costituisce il principale crocevia del centro, si trova l’ingresso principale del Mercato Central, il fotogenico e simpatico monumento dedicato a Ercole nell’atteggiamento di separare le due colonne, e l’inizio del tratto più elegante nel corso di Ceuta, ovvero il Paseo del Revellin. Percorrendo la strada in leggera salita si ha modo di vedere alcuni degli edifici più caratteristici della stessa Ceuta, come la Casa de Los Dragones, la chiesa di San Francesco e, oltre la Plaza de los Reyes, la Sinagoga e il curioso tempio Indù, a testimonianza della presenza di queste altre due comunità, oltre la cristiana e la musulmana, che dà sempre hanno abitato e convissuto pacificamente nel luogo.

Altro punto di osservazione il Mirador de Isabel II che si trova in direzione opposta al Monte Hocho, sulla montagna di confine con il Marocco, moderno e proiettato a oriente, come tutto il Mediterraneo che si gode da questa terrazza.


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