Turchia: Isole dei Principi

4 Luglio 20204min142
isola dei principi

Piccolo ma denso di storia, l’arcipelago deve il suo nome alla pratica, perpetrata in epoca bizantina, di recludervi i sovrani deposti e i principi ribelli, Rifugio dorato dei ricchi ottomani e delle minoranze greca, ebraica e armena, dal 1846, con l’arrivo del primo traghettò, le isole divennero il luogo di villeggiatura per eccellenza della borghesia costantinopolitana. Adalar, “le isole”, come le definiscono gli abitanti della metropoli turca, rappresentano oggi una delle mete più ambite per comprar casa (la seconda) e trascorrere i weekend dimenticandosi dello smog e del traffico.

Vietata ogni forma di veicolo a motore, qui si circola a piedi, in bicicletta o in phaeton, la nostalgica carrozza trainata da Cavalli, che vale la pena di provare se non altro per fare conoscenza dei simpatici vetturini, le migliori e più ecologiche guide turistiche in circolazione.

Le Konak, le ville vittoriane in legno che caratterizzano lo skyline isolano, trovano compratori per milioni di euro. Dopo la proclamazione della Repubblica, nel 1923, politici, armatori, uomini d’affari e artisti, infatti, hanno deciso di fissare il loro buen retiro ad un’ora da Istanbul.

Per cogliere il segreto di tanto successo basta affittare una bicicletta e apprezzare la diversità delle cinque isole abitate (su un totale di nove): Kinallada è la favorita dalla popolazione armena, che qui rappresenta il 70% della cittadinanza, Burgazada ha un piccolo museo dedicato all’eclettico scrittore Sait Faik (1906-1954), detto il Mark Twain turco, e Sedef Adasl è poco più che uno scoglio riservato a qualche miliardario locale.

Le sorelle maggiori dell’arcipelago, Heybeliada e Büyükada, poi, sono conosciute, rispettivamente, per i monasteri ortodossi e per la sontuosa architettura degli edifici.

Oltre il lungomare affollato di ristoranti e i negozi della vivace Recep Koç Sokaks l’onnipresente Torre dell’Orologio. al centro della piazza Iskele, è il fulcro della vita diurna. Non lontano da qui partono i phaeton che propongono il classico tour isolano: s’inizia con le dimore storiche Con Paqa Kô9kü e Bijyükada Kültür Evi – trasformata in un piacevole caffè per poi scendere verso le belle spiagge di YorUk Ali, Bada, Kumsal e Naki Bey, per finire con il monastero greco-ortodosso di San Giorgio. Posto in posizione panoramica sulla collina meridionale di Yüce Tepe l’isola è caratterizzata da due promontori e divisa da un’ampia vallata, a nord si trova l’altura “gemella” Isa Tepe – si anima il 23 aprile in occasione delle celebrazioni dedicate al santo. L’ultimo restauro, avvenuto nel 1997, ha solo in parte restituito l’antico fascino, perduto a causa dell’incendio divampato nel 1986.

Malgrado anche Heybeliada soffra l’affollamento estivo caratteristico delle Isole dei Principi, quest’isola resta ancora un luogo gradevole da esplorare. Sede dell’Accademia Navale Turca fondata nel 1773, patria del politico e scrittore turco Hüseyin Rahmi Gürptnar (1864-1944) e meta di villeggiatura del Primo Ministro Ismet lnônü (1874-1973), Heybeliada possiede splendide baie nelle aree di Degirmen Burnu, Sadik Bey e a nord di Alman Kôy.

 


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