SCANDICCI SECONDO ME… Siamo al (pen)ultimo chilometro

7 Giugno 20213min133
Ultimo chilometro

Ci siamo, o ci dovremmo essere, o ci potremmo essere. Poco conta, adesso, sapere che anche un anno fa, in questo periodo, il numero dei positivi al Covid stesse scendendo in maniera esponenziale, come, del resto, le stesse terapie intensive che, in questi giorni, si stanno svuotando velocemente come la scorsa estate. Qualcuno potrebbe fare notare che, lo scorso anno, il numero dei positivi ed il tasso di contagio fossero scesi nettamente anche senza vaccini, precisamente fino a metà luglio 2020, quando toccammo la quota di circa 40 ricoverati in terapia intensiva e i 12.000 positivi attuali a livello nazionale!

Eppure oggi, a distanza di quasi 12 mesi, nonostante i 774 ricoverati in terapia intensiva e i 192.272 positivi attuali (dato aggiornato al 6 giugno 2021), siamo pervasi dallo stesso senso di sentirci, per la seconda volta, quasi fuori dal tunnel. I vaccini rappresentano quella certezza, anche a livello psicologico, che ci sta permettendo di uscire da questa eccezionale quanto drammatica situazione, ma lo striscione dell’arrivo è ancora da raggiungere. E quanto dista?

Stando alla tendenza nazionale delle ultime settimane, potremmo assistere ad uno svuotamento quasi totale delle terapie intensive, accompagnato da un numero di contagiati attuali inferiore ai tre zeri, intorno alla prima quindicina di luglio. In Toscana questo momento tanto atteso ed invocato potrebbe essere, addirittura, anticipato alla fine di giugno. Secondo me, anzi, secondo i miei calcoli, l’unica positività che resterà nei prossimi mesi sarà quella rivolta alla speranza di poter riprendere quella ritrovata “normalità” che, spesso, in passato ci è sembrata anche noiosa. Certo, siamo altrettanto consapevoli che l’incognita delle varianti è una potenziale situazione che, come una spada di Damocle, potrebbe accompagnarci nei prossimi anni, ma adesso, seguendo la logica dello step-by-step, l’obiettivo è quello di azzerare il contagio, e poi… guai ad abbassare la guardia.

di Roberto Vinciguerra, giornalista


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